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Ucraina ultime notizie. Colpita la città russa di Belgorod: in fiamme stazione elettrica

Il governo russo ha incaricato la società Nizhneangarsktransstroy di «progettare e ripristinare gli elementi distrutti» del «ponte di Crimea» entro il 1° luglio 2023. Il presidente russo Putin ha detto che non vede la necessità di avere negoziati con Biden in Indonesia a margine del G20. Il ministro della Difesa ucraina Reznikov ha riferito che i primi sistemi missilistici antiaerei Nasams per la difesa aerea saranno consegnati dagli Usa all’Ucraina già questo mese. La Svezia boccia la proposta di un’inchiesta congiunta assieme alla Danimarca e alla Germania sui recenti danni subiti dai gasdotti Nordstream 1 e 2.

Zelensky: "Il mondo vede cosa sta succedendo in Ucraina"
  • Lituania: esercitazione militare con alcuni partner Nato

    Avrà inizio lunedì prossimo presso il poligono Silvestras Žukauskas, nella contea lituana di Švenčionys, un’esercitazione militare internazionale. Ne ha dato notizia una nota del ministero della Difesa lituano. Organizzata dalle forze armate lituane, l’esercitazione vedrà la partecipazione di 3.500 soldati e 700 mezzi militari appartenenti ad alcuni paesi della Nato. L’esercitazione durerà due settimane.

  • Kiev: recuperati 15 cadaveri in edificio colpito a Zaporizhzhia

    I corpi di altri 15 civili sono stati recuperati sotto le macerie di un condominio di 9 piani colpito da un missile russo il 9 ottobre scorso a Zaporizhzhia. Altri sei risultano ancora dispersi. L’aggiornamento è stato fornito, scrive Ukrinform, dal Servizio di emergenza ucraino nella regione di Zaporizhzhia.

    «A seguito del terrore missilistico contro un oggetto civile, 15 persone sono rimaste uccise, 11 si sono salvate e sei sono ancora disperse», si legge nel rapporto. I soccorritori continuano a lavorare tra le macerie dell’edificio. Circa 200 tonnellate di detriti di strutture edilizie sono già state smantellate. Nell’attacco, i missili russi hanno colpito un condominio e un’abitazione nella città di Zaporizhzhia.

  • Attacco alla città russa di Belgorod: a fuoco impianto elettrico

    Nella città russa di Belgorod, al confine con l’Ucraina, c’è stato un nuovo attacco ucraino ed è andata a fuoco una centrale elettrica. «Si sono sentite esplosioni in alcune aree, dopo il bombardamento una sottostazione da 110 kW ha preso fuoco e l’elettricità è venuta meno in una parte della città», afferma il governatore della regione di Belgorod della Federazione Russa, Vyacheslav Gladkov, come riporta Ukrainska Pravda.

    Afp

  • Yellen (tesoro Usa): «Price cap su greggio russo importante per stabilizzare mercati»

    La segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, ha sottolineato l’importanza di un limite al prezzo del petrolio russo per stabilizzare i mercati energetici e ridurre le entrate della Russia, ribadendo la necessità di accelerare sull’assistenza economica all’Ucraina.

    Yellen ha incontrato oggi l’Eurogruppo a Washington, condividendo - si legge su un comunicato stampa del Tesoro - le sue idee sull’impatto economico della guerra russa contro l’Ucraina e dell’uso dell’energia come “arma” da parte di Mosca. Yellen ha poi incoraggiato l’Eurogruppo ad andare avanti sulla riforma fiscale internazionale. Infine, Yellen ha sottolineato il suo apprezzamento per la partnership con l’Europa su queste priorità condivise.

  • In Europa il più alto numero di rifugiati dalla seconda guerra mondiale: 4,3 milioni di ucraini

    Nella fase attuale della guerra in Ucraina rispetto al flusso dei rifugiati «è molto difficile prevedere cosa accadrà». «La maggior parte degli ucraini sta rientrando a casa. Da aprile abbiamo avuto più persone andate via, ora con i nuovi bombardamento questo potrebbe cambiare ma la situazione è ancora stabile», ma «stiamo preparando i piani di emergenza».

    Lo ha detto la commissaria Ue per gli Affari interni Ylva Johansson, nell’incontro con la stampa al termine del consiglio Ue Giustizia e Affari interni.

    «Abbiamo il più alto numero di rifugiati dalla seconda guerra mondiale, 4,3 milioni di ucraini hanno ora accesso alla protezione temporanea», ha anche detto per sottolineare il confronto positivo in consiglio, dove pure resta aperto il confronto sulla redistribuzione.

    «Tutti gli stati membri sono pronti a preparare le condizioni per quanti arrivano e per la potenziale prossima ondata di migrazione», ha detto Vit Rakussan, il vice primo della Repubblica Ceca (presidenza di turno Ue). Quanto al meccanismo di solidarietà «speriamo di avere progressi in questo pacchetto che è stato definito dalla presidenza francese».

  • La Norvegia acquisterà munizioni per l’Ucraina per 20 milioni di dollari

    La Norvegia prevede di acquistare circa 17.000 munizioni da 122 mm e 152 mm per l’Ucraina per 210 milioni di corone norvegesi (20 milioni di dollari). Lo comunica il governo norvegese sul suo sito web.

    «La necessità di un supporto militare per l’Ucraina è essenziale e fondamentale. Un’artiglieria efficace, inclusa una quantità sufficiente di munizioni, si è rivelata molto importante per la difesa dell’Ucraina contro l’invasione russa», ha sottolineato il ministro della Difesa norvegese Bjorn Arild Gram.

    «Il governo norvegese si è anche offerto di donare altri 3 miliardi di corone all’Ucraina nel 2022 - ha detto il capo del ministero della Difesa norvegese - Questo importo includerà l’acquisto di abbigliamento invernale ed equipaggiamento invernale per le forze ucraine per un valore di 250 milioni di corone norvegesi. Continueremo il nostro sostegno all’Ucraina e continueremo a contribuire a rafforzare la capacità del paese di difendersi».

  • Gentiloni: «Le sanzioni funzionano, la Russia è in recessione marcata»

    L’impatto delle sanzioni sull’economia russa è «in crescita progressiva nel tempo». Lo ha affermato Paolo Gentiloni, rilevando che dal punto di vista macroeconomico, la Russia quest’anno è l’unico Paese del G20 in «recessione marcata».

    Qundi, ha detto il commissario europeo all’Economia parlando con i giornalisti a Washington, «le sanzioni funzionano», ma «bisogna farle funzionare meglio, perché i rischi di circonvenzione sono noti ed evidenti e la Commissione sta lavorando con con gli americani per ridurli».

  • Kiev: «Sviluppiamo nuova tecnologia contro i droni iraniani»

    Una nuova tecnologia per contrastare gli attacchi dei droni di fabbricazione iraniana che la Russia ha acquistato. È quanto Kiev starebbe sviluppando, secondo le parole del ministro della Difesa Oleksii Reznikov, che ha detto che «è in corso lo sviluppo di sistemi per l’annientamento dei droni iraniani: li stiamo studiando per vedere che tipo di ’cervelli elettronici’ hanno al loro interno allo scopo di preparare le dovute contromisure».

    Reznikov ha aggiunto di ritenere che la Russia abbia attualmente a disposizione circa 300 droni di fabbricazione iraniana «e sta cercando di acquistarne qualche altro migliaio. Vedremo se succederà o no, ma abbiamo essere preparati».

  • Media: sottomarino russo avvistato il 29 settembre al largo della Francia

    Un sottomarino russo è stato avvistato al largo delle coste della Bretagna, in Francia, ed è stato scortato dalle navi della Marina francese lo scorso 29 settembre. Lo riporta oggi l’emittente Bfmtv, spiegando che il sottomarino Novorosssiysk è stato intercettato a un centinaio di chilometri dalla costa francese mentre si muoveva in superficie insieme al rimorchiatore russo Sergey Balk.

    Il fatto che il sottomarino si muovesse in superficie «nel contesto della guerra e delle tensioni generate intorno all’Ucraina assume un significato del tutto particolare», ha indicato Olivier Lebas, prefetto marittimo dell’Atlantico e comandante della zona marittima atlantica, su Telegram.

  • Minsk: «Truppe russe attese presto in Bielorussia»

    Truppe russe arriveranno presto in Bielorussia per prendere parte a un «raggruppamento regionale» con l’obiettivo di proteggere i confini dell’ex repubblica sovietica.

    Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Minsk, secondo cui «le truppe della componente russa del raggruppamento regionale inizieranno ad arrivare in Bielorussia nei prossimi giorni».

    L’annuncio segue le dichiarazioni del presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, il quale questa settimana ha affermato che le truppe del suo Paese si sarebbero schierate con le forze russe vicino al confine ucraino, spiegando la decisione con presunte minacce alla Bielorussia che arriverebbero dall’Ucraina e dall’Occidente.

  • Gentiloni: faremo proposta per sostegno più stabile all’Ucraina

    «Una grandissima solidarietà all’Ucraina, l’Ue e gli Stati Uniti sono a fianco nel sostegno a Kiev contro l’invasione russo». Lo afferma il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni, sottolineando che «lo sforzo» deve essere «di rendere il sostegno un po’ più stabile: si tratta di garantire che un paese in guerra possa continuare a far funzionare i propri servizi e il proprio bilancio e c’è bisogno di avere una previsione sui contributi che vengono dai paesi amici. E quindi la Commissione di fare una proposta che dia più stabilità a questo appoggio all’Ucraina», mette in evidenza Gentiloni.

  • Sindaco Kiev: «Negoziato solo se russi lasciano l’Ucraina»

    «I russi hanno detto di voler trovare un compromesso, non riesco a capire di cosa parlano. Un negoziato per lasciare loro parte dei nostri territori? No, non lo è. Questa guerra può finire al tavolo negoziale ma solo dopo che ogni soldato russo avrà lasciato l'Ucraina. Ora non abbiamo abbastanza garanzie, dobbiamo difendere la nostra integrità territoriale».

  • Gen. Battisti: Mediazione turca colma vuoto diplomatico, meglio che niente

    “La Turchia si è inserita in questo vuoto diplomatico presente fin dall’inizio del conflitto e ancora prima. Le Nazioni Unite in primo luogo ma anche l’Unione Europea sarebbero dovuti essere i protagonisti in questa mediazione per cercare di risolvere la crisi, ancor prima della guerra, senza ricorrere all’uso della forza. Ma in questo vuoto di dialogo e iniziative diplomatiche si è infilato Erdogan che conduce un po’ una politica internazionale per conto suo, amico di tutti e nemico di nessuno. Da un punto di vista pratico, se non c’é nessun altro interlocutore sembra possa ottenere qualche risultato: bisogna vedere se il colloquio avuto ieri con Putin servirà a qualcosa”.

    Il generale Giorgio Battisti, già primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico Italiano, commenta così all’Adnkronos l’attività diplomatica condotta dalla Turchia a bombardamenti in corso. “Inutile no, sempre meglio che niente - aggiunge il generale di Corpo d’Armata - Erdogan ha detto è meglio un brutto accordo o incompleto ce la prosecuzione della guerra. D’altronde, nessuna delle due parti in causa accetterà di cedere parte del proprio territorio o di restituire quello che è stato occupato. C’è un dialogo tra Stati Uniti e Russia, Putin ha annunciato che sarebbe intenzionato a incontrare Biden al prossimo G20 e aspetta per questo la proposta statunitense, saltando a piè pari l’Ucraina”.

    Il generale Giorgio Battisti, già primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan (Ansa)

  • Oms Europa: 8 mesi di guerra, 620 attacchi a sanità

    “Tra 10 giorni segneremo 8 mesi di guerra implacabile in Ucraina. Ma questa settimana i bombardamenti a Kiev, Dnipro e di altre città nel Paese hanno rifocalizzato l’attenzione globale sulla sopravvivenza della popolazione civile e sulla sopravvivenza dello stesso sistema sanitario. La priorità immediata” è ora “rispondere urgentemente ai danni causati dagli ultimi attacchi alla sanità. Il totale attuale di quelli confermati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è salito a 620 dall’inizio del conflitto a febbraio. Dobbiamo aumentare il nostro sostegno al processo di ricostruzione”. Sono le parole del direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge, che oggi ha fatto il punto sulla situazione in Ucraina.

    “L’escalation dell’emergenza umanitaria richiede un’escalation della risposta umanitaria - avverte - Permettetemi di affermare chiaramente che l’Oms” è in Ucraina “per restare a lungo termine, per sostenere il ministero della Salute sotto la guida del ministro Viktor Liashko, per supportare i nostri oltre 150 partner sanitari sul campo”. Sul fronte sanitario “sono in corso sforzi per aumentare la capacità - e il morale - della forza lavoro sanitaria e assistenziale esausta. Finora, l’Oms ha aiutato a formare circa 11mila operatori su aspetti come chirurgia dei traumi, maxi emergenze, esposizione chimica, epidemiologia e diagnostica di laboratorio”.

    E parallelamente c’è stato l’impegno per “portare forniture mediche salvavita, oltre 1.300 tonnellate finora. Forniture come gruppi elettrogeni per strutture sanitarie; ossigeno; ambulanze; kit chirurgici; medicinali per il trattamento di malattie non trasmissibili; vaccini, sia per l’immunizzazione di routine che per Covid”, elenca Kluge.

    Il direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge (Ansa)

  • Ponte di Crimea, Russia stabilisce fine lavori entro luglio 2023

    Finire entro luglio 2023 i lavori di ripristino del ponte di Kerch, danneggiato dall’esplosione di sabato scorso. È quanto ha stabilito il governo russo, secondo un documento pubblicato sul web di cui dà notizia la Bbc. Secondo il documento, il governo ha incaricato la società Nizhneangarsktransstroy di “progettare e ripristinare gli elementi distrutti” del “ponte di Crimea”, inaugurato da Vladimir Putin nel 2018, quattro anni dopo l’annessione della Crimea. Il documento fissa una «scadenza entro cui i contratti statali per i lavori devono essere completati» e indica la data del «primo luglio 2023».

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  • Putin, collisione con Nato porterebbe a catastrofe globale

    “Uno scontro diretto tra le truppe della Nato e l’esercito russo è un passo molto pericoloso che può portare a una catastrofe globale”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in conferenza stampa in Kazakistan. Lo riporta Ria Novosti. “Mi auguro che chi ne parla sia abbastanza intelligente da non compiere passi così pericolosi”, ha aggiunto.

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  • Putin, nostro obiettivo non è distruggere Ucraina

    ’’L’obiettivo della Russia non è, ovviamente, quello di distruggere l’Ucraina’’. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rispondendo, nel corso di una conferenza stampa ad Astana, a una domanda sulla possibilità che l’Ucraina possa esistere come Stato. ’’La Russia sta agendo in modo corretto e puntuale’’, ha aggiunto.

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  • Putin, mobilitazione parziale finirà entro 2 settimane

    ’’La mobilitazione parziale finirà presto’’, verrà ’’completata entro due settimane’’. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nel corso di una conferenza stampa ad Astana. ’’222mila riservisti sono stati mobilitati su 300mila’’, ha precisato Putin, sottolineando che ’’la qualità della mobilitazione va migliorata’’ e ’’tutti i mobilitati devono essere formati’’.

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  • Putin, Erdogan mediatore importante

    Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ’’è un mediatore importante’’’ e con lui ’’ieri abbiamo parlato di come far arrivare il grano ai Paesi più poveri’’ nell’ambito dell’accordo raggiunto a luglio a Istanbul. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel corso di una conferenza stampa ad Astana. Il leader del Cremlino ha anche voluto ringraziare Erdogan per il suo ruolo di mediazione nello ’’scambio di prigionieri’’.

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  • Putin: Non vedo necessità di dialogare con Biden

    ’’Non vedo la necessità di avere negoziati con Biden in Indonesia’’ a margine del G20. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin a proposito di un possibile incontro con l’omologo americano a Bali a proposito della crisi in Ucraina. ’’Non è il momento di parlare di negoziati diretti con Biden, dobbiamo ancora vedere come la Russia parteciperà al G20’’, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa ad Astana.

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  • Figlia Politkovskaya, l’unico modo di protestare è andarsene dalla Russia

    «Molti sostengono quanto avviene in Ucraina, e questo è triste. Vorrei che fossero diverse le cose, tra i miei conoscenti la maggioranza se n'è andata dalla Russia perché non vogliono pagare tasse che andranno a sostenere una guerra. L'unico modo di protestare è andarsene, perché tutti gli altri tipi di protesta non sono più possibili». Lo ha detto la giornalista russa Vera Politkovskaya, figlia di Anna Politkovskaya uccisa nel 2006, durante l’evento «Sky Tg24 Live In Firenze», in corso nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

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  • Kiev, Russia ha esaurito due terzi missili alta precisione

    Dall’inizio del conflitto in Ucraina “la Russia ha già esaurito più di due terzi delle sue scorte di missili ad alta precisione”. Lo ha riferito il ministro della Difesa Oleksiy Reznikov su Telegram. Lo riporta Unian.

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  • Svezia: no a inchiesta congiunta con Danimarca e Germania su Nordstream

    La Svezia boccia la proposta di un’inchiesta congiunta assieme alla Danimarca e alla Germania sui recenti danni subiti dai gasdotti Nordstream 1 e 2. Fonti della sicurezza citate da Spiegel sostengono che la Svezia avrebbe deciso di non condividere l’esito delle proprie indagini con altri stati per motivi di sicurezza. La polizia federale tedesca ha completato la propria parte di indagini sul presunto atto di sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e hanno consegnato i risultati dell’inchiesta.

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  • Kiev, dagli Usa primi missili antiaerei Nasams entro ottobre

    I primi sistemi missilistici antiaerei Nasams per la difesa aerea saranno consegnati dagli Usa all’Ucraina già questo mese. Lo ha affermato il ministro della Difesa Oleksiy Reznikov, secondo quanto riporta l’agenzia Unian. “C’è una decisione degli Stati Uniti di fornirci il ben noto sistema Nasams, le prime installazioni. Anche i nostri specialisti sono in fase di formazione. Saranno consegnati questo mese”, ha affermato Reznikov spiegando che sono in arrivo, sempre entro ottobre, anche i sistemi di difesa aerea tedeschi Iris-T.

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  • Ponte Crimea: arrestati altri 5 sospetti coinvolti in attentato

    Un tribunale di Simferopol, la seconda città più grande della Crimea, ha formalmente arrestato e posto cinque sospetti in custodia cautelare in relazione all’esplosione che ha danneggiato il Ponte di Crimea. Lo riporta Interfax. In precedenza il Servizio di sicurezza federale russo (Fsb) ha dichiarato di aver identificato 12 sospetti coinvolti nell’esplosione. L’Fsb ha denunciato il coinvolgimento di cittadini ucraini, armeni e russi in quello che ha descritto come un “atto terroristico”.

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  • Croce Rossa chiede accesso a tutti prigionieri guerra

    Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha ribadito oggi con forza l’appello alla Russia e all’Ucraina perché garantiscano accesso “immediato e senza ostacoli” e ripetuto a tutti i prigionieri di guerra. “Finora abbiamo potuto visitare solo alcune centinaia di prigionieri di guerra da entrambe le parti. Ma sappiamo che ce ne sono altre migliaia a cui dobbiamo ancora accedere”, ha detto oggi a Ginevra Ewan Watson, portavoce del Cicr. “Da febbraio siamo all’opera per ottenere l’accesso per verificare le condizioni e il trattamento dei prigionieri di guerra e tenere informate le loro famiglie”, ha aggiunto, ma nonostante gli sforzi, i delegati dell’organizzazione non hanno hanno ancora ricevuto le garanzie necessarie per visitare tutti i prigionieri di guerra e verificarne le condizioni, ha spiegato il portavoce, esprimendo “frustrazione” per la situazione.

    “Le nostre squadre sono pronte da mesi, per visitare la struttura penale di Olenivka e qualsiasi altro luogo in cui si tengono i prigionieri di guerra”, ha aggiunto. Tuttavia, oltre all’accesso da parte delle autorità, ciò richiede disposizioni pratiche. “Non possiamo accedere con la forza a un luogo di detenzione o d’internamento dove non siamo stati ammessi”, ha spiegato Ewan Watson, ricordando che dare al Cicr l’accesso per visitare i prigionieri di guerra è un obbligo ai sensi delle Convenzioni di Ginevra. Il Cicr chiede quindi alle parti e alla comunità internazionale di sostenere il ruolo umanitario che gli è stato assegnato.

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  • Mosca vieta ingresso a ministri Esteri e Difesa Montenegro

    Le autorità di Mosca hanno annunciato oggi di aver vietato l’ingresso nel paese ai ministri degli Esteri e della Difesa del Montenegro, Ranko Krivokapic e Rasko Konevich, come risposta per l’espulsione di diplomatici russi da Podgorica. Non potrà recarsi in Russia fino a nuovo ordine neanche l’ex direttore dell’Agenzia nazionale per la Sicurezza del Montenegro, Savo Kentere, secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri russo. “Questa misura è una risposta ad un’altra decisione ostile presa dalla parte montenegrina a settembre, quando ha dichiarato il personale dell’ambasciata russa nel paese ’persona non grata’”.

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  • Lukashenko, Mosca ce la farà senza armi nucleari

    Il presidente Vladimir Putin e la leadership russa non hanno mai avuto intenzione di utilizzare armi nucleari in Ucraina. A dichiararlo è stato il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko in un’intervista con la Nbc ad Astana, in Kazakistan. “Non mettere all’angolo il tuo partner e nemmeno un avversario. È la cosa fondamentale. Ecco perché non bisogna oltrepassare quelle linee, le linee rosse come dicono i russi. Non bisogna attraversarle”, ha aggiunto. “Per quanto riguarda le armi nucleari, qualsiasi arma è fatta per uno scopo. Se c’è un’arma, è chiaro che è fatta per essere usata. La Russia ha chiaramente individuato la sua posizione: la Russia potrà usare tutti i tipi di armi se Dio non voglia, il territorio della Federazione russa viene attaccato”.

    “La leadership russa, incluso il presidente Putin, non ha mai avuto intenzione di usare armi nucleari in Ucraina. Non ce n’è bisogno”, ha sottolineato ancora Aleksandr Lukashenko, ricordando che diversi giorni fa la Russia ha usato armi di alta precisione per colpire obiettivi in ​​Ucraina in risposta alle azioni riguardanti il ​​ponte di Crimea. “Avete notato che era forte. Ma non è tutto quello che c’è. So per certo che la Russia ha armi all’avanguardia. Non c’è bisogno di armi nucleari. La Russia può avere successo senza armi nucleari”.

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  • Mosca, distrutto deposito armi occidentali, anche Himars

    Il ministero della Difesa russo ha reso noto di aver distrutto un deposito di armi occidentali in territorio ucraino. Lo riporta Interfax. Nell’attacco, avvenuto tramite un missile balistico, sarebbero stati colpiti anche due sistemi lanciarazzi multipli Himars. Il deposito si trovava nella regione di Leopoli.

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  • Media, esplosioni in città russa di Belgorod

    Sette esplosioni si sono verificate nella città russa di Belogorod, non lontana dal confine con l’Ucraina. Il corrispondente locale di Ria Novosti ha parlato di un forte boato nel centro della città seguito da altri sei nell’arco di 20 minuti. La sede regionale delle forze armate russe ha confermato il funzionamento dei sistemi di difesa aerea.

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  • Morti in attacco Mykolaiv salgono a 7, 11enne deceduto in ospedale

    Il numero delle vittime del bombardamento di Mykolaiv da parte dei militari russi il 13 ottobre è salito a sette. Lo ha detto sul telegram Vitaliy Kim, capo dell’amministrazione militare regionale. Lo riporta Unian. “Il ragazzo di 11 anni salvato sotto le macerie è morto in ospedale”, ha spiegato.

  • Ministro Difesa Gb contro Macron, «su nucleare ha scoperto le carte»

    Emmanuel Macron ha “scoperto le sue carte” anticipando che la Francia non ricorrerebbe al nucleare per rispondere ad un attacco di Putin all’Ucraina con armi di questo tipo. E’ questa la critica mossa dal ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, al presidente francese, che ha recentemente voluto chiarire la posizione della Francia in merito. Parlando due giorni fa con France 2, Macron ha sottolineato che la sua dottrina prevede la difesa degli interessi fondamentali della nazione. “Questo implica che la Francia non si vedrebbe direttamente colpita se, ad esempio, si producesse un attacco nucleare in Ucraina”. Macron ha quindi avvertito Mosca che in caso di ricorso alle armi nucleari ci sarebbero “gravi conseguenze”: “si troverebbe completamente isolata a livello globale”. Secondo il Daily Mail il Regno Unito realizzerà la prossima settimana una serie di manovre militari per simulare un possibile attacco nucleare contro il paese.

  • Turchia, incontro Putin-Zelensky non previsto ma continuiamo sforzi

    Un incontro fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky “non è previsto nel prossimo futuro” ma la Turchia “continua i suoi sforzi per raggiungere un cessate il fuoco e riprendere i negoziati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Lo riporta Ria Novosti

  • Ft, «Kiev potrebbe liberare Kherson la prossima settimana»

    “Funzionari militari occidentali stimano che l’Ucraina potrebbe portare Kherson al Dnipro già la prossima settimana”. Lo scrive il Financial Times in un articolo in cui si ricorda sia l’appello lanciato ieri dai filorussi a Mosca per evacuare i civili sia l’annuncio del comando operativo meridionale dell’Ucraina che, nei giorni scorsi, ha dichiarato di aver liberato altri cinque insediamenti nella regione. “Le forze ucraine hanno sfondato le linee del fronte russo a Kherson all’inizio del mese, ha riconosciuto all’epoca il ministero della Difesa russo, segnando la più grande avanzata dell’Ucraina nel sud da quando l’invasione su vasta scala di Mosca è iniziata a febbraio. Da allora, Kiev ha riconquistato un territorio significativo a ovest del Dnipro”, aggiunge il quotidiano della city.

  • Erdogan, Russia continua a fidarsi di noi

    “Russia e altri Paesi continuano a fidarsi della Turchia per quanto riguarda la mediazione”. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Sabah, parlando con i giornalisti al ritorno da una visita in Kazakhstan dove ieri ha avuto un incontro con l’omologo russo Vladimir Putin. Erdogan ha fatto sapere di avere discusso con Putin riguardo all’esplosione sul ponte che collega la Crimea alla Russia e di avere ascoltato le ragioni di Mosca a riguardo.

  • Bielorussia, ’regime antiterrorismo contro possibili provocazioni’

    La Bielorussia ha deciso di introdurre “il regime antiterrorismo” dinanzi a “possibili provocazioni” da parte dei Paesi vicini, nel contesto della guerra in Ucraina. In un’intervista al giornale Izvestia, il ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei ha detto: “Il nostro presidente ha tenuto una serie di incontri con le agenzie di sicurezza ed è stato introdotto il regime di operazioni antiterrorismo. Ci sono state informazioni su provocazioni pianificate da parte dei Paesi vicini, legate alla presa di alcune parti del territorio bielorusso”. “Purtroppo, oggi il mondo è diventato un luogo talmente imprevedibile che non possiamo fidarci di nessuno, quindi dobbiamo occuparci della nostra sicurezza”, ha affermato Makei, in un riferimento alle ’rassicurazioni’ di Kiev, secondo cui non ci sarebbe alcun piano contro la Bielorussia. Il ministro ha citato il presidente Alexander Lukashenko, secondo cui “dobbiamo proteggere il popolo e fare in modo che l’invasore non metta piede su un metro della nostra terra”. “Le forze armate, le agenzie di sicurezza e i servizi speciali bielorussi sono pronti a respingere qualsiasi provocazione che possa provenire dai Paesi vicini”, ha detto ancora Makei. Che poi, parlando della guerra in Ucraina, ha espresso la convinzione che “ogni confronto finisce al tavolo dei negoziati... gli eventi in Ucraina finiranno allo stesso modo”.

  • Unesco, 18 mln dollari per aiuti a scuole e cultura

    Oltre 18 milioni di dollari sono stati raccolti dall’Unesco per l’Ucraina dove la guerra, secondo un bilancio stilato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha causato danni a oltre 2600 istituti scolastici, di cui 300 sono andati distrutti, a 201 siti culturali tra cui 86 edifici religiosi, 13 musei, 37 edifici storici, 37 centri culturali, 18 monumenti e 10 biblioteche. Dall’inizio del conflitto, l’Unesco ha messo in campo misure di emergenza per l’Ucraina come parte del suo mandato per l’istruzione, la cultura, la scienza, l’informazione e la comunicazione. I 18 milioni di dollari raccolti sono serviti a fornire attrezzature per proteggere musei e opere d’arte all’aperto, alla distribuzione di 50.000 computer per insegnanti ucraini e alla fornitura per la protezione dei giornalisti che operano sul campo di oltre 600 set di giubbotti antiproiettile e caschi. Nelle ultime settimane, l’Unesco ha esteso il suo sostegno a Odessa, contribuendo al finanziamento per la riparazione dei danni inflitti dall’inizio della guerra al Museo di Belle Arti e al Museo di Arte Moderna di Odessa. Qui l’Unesco si è assunto l’onere di assumere personale aggiuntivo dedicato alla protezione delle collezioni. Sono state inoltre digitalizzate 1.000 opere d’arte presenti nonché il fondo documentario dell’Archivio di Stato di Odessa. Infine, all’Assessorato alla Cultura, Religione e Tutela dei Beni Architettonici sarà consegnata dall’Unesco l’attrezzatura per la tutela in situ dei beni culturali come pannelli protettivi, sacchi di sabbia, estintori, tessuti ignifughi o anche maschere antigas .

  • Johansson, ’pochissimi russi chiedono asilo in Ue’

    Malgrado la mobilitazione parziale decretata dal presidente russo Vladimir Putin per continuare la guerra in Ucraina, nell’Ue “abbiamo visto pochissimi russi chiedere asilo, sono davvero numeri molto piccoli”. Lo riferisce la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson, a margine del Consiglio Affari Interni a Lussemburgo. L’Ue non prevede procedure speciali per i russi renitenti alla leva: “Li trattiamo esattamente come gli altri” cittadini di Paesi extra Ue, “e penso che sia esattamente quello che dobbiamo fare”, conclude Johansson.

  • Kiev, liberate dai russi 600 località in un mese

    L’esercito ucraino ha riconquistato ai russi oltre 600 insediamenti nell’ultimo mese, compresi 75 “altamente strategici” nell’oblast di Kherson: lo dichiara da Kiev il ministero ucraino per il reintegro dei territori occupati, citato dal Guardian. Almeno 502 dei villaggi liberati si trovano nella regione nord-orientale di Kharviv, dove le forze ucraine sono penetrate in profondità. Il ministero ha aggiunto che 43 insediamenti liberati si trovano nella regione di Donetsk e 7 in quella di Lugansk, entrambe nel Donbass.

  • Esplosione ponte Kerch, 2 mesi di detenzione preventiva per 5 sospetti

    Un tribunale della Crimea ha disposto la custodia preventiva per due mesi di cinque delle otto persone arrestate nei giorni scorsi per l’attacco di sabato scorso contro il ponte di Kerch. Fonti citate dall’agenzia di stampa russa Interfax hanno dichiarato che i cinque “rimarranno in detenzione fino all’8 dicembre” in attesa del processo. Le persone interessate dal provvedimento sono state identificate come Artem Azatian, Georgi Azatian, Roman Solomko, Vladimir Zlob e Artur Terchanian. Secondo il Servizio Federale di Sicurezza (Fsb), i sospetti, che comprendono anche cittadini ucraini e armeni, sono in qualche modo nella preparazione dell’azione che ha parzialmente distrutto il ponte che collega la Crimea alla Federazione russa e ha provocato quattro morti. Secondo gli investigatori russi, l’esplosivo utilizzato nell’attacco “terroristico” attribuito ai servizi di Kiev sarebbe partito Odessa in direzione del porto di Ruse, in Bulgaria. Da qui il carico sarebbe passato attraverso la Georgia e l’Armenia per arrivare in Crimea.

  • Ok ambasciatori Ue ad addestramento 15mila soldati Kiev

    Via libera all’unanimità dgli ambasciatori dell’Ue a una missione di addestramento militare per circa 15mila soldati delle forze armate ucraine Lo hanno detto fonti diplomatiche alla Dpa. La missione, la cui proposta era stata avanzata nelle settimane scorse dall’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, potrebbe includere l’addestramento in aree quali la logistica e la protezione contro le armi nucleari, biologiche e chimiche Il via libera degli ambasciatori dovrà essere confermato formalmente dai ministri degli Affari esteri dell’Ue che si riuniranno lunedì a Lussemburgo.

  • Russia ordina riparazione ponte di Crimea entro 1 luglio 2023

    La Russia ha ordinato la riparazione entro il primo luglio 2023 del ponte di Crimea, parzialmente distrutto durante un’esplosione sabato scorso, che Mosca attribuisce a Kiev.
    Il governo “determina la scadenza per la fine dei contratti statali per l’esecuzione dei lavori il primo luglio 2023”, si legge in un’ordinanza firmata dal primo ministro russo Mikhail Michoustin. Il ponte di Crimea, simbolo dell’annessione della penisola ucraina, è fondamentale per il rifornimento delle truppe russe impegnate in Ucraina ed è stato parzialmente distrutto da un attentato, secondo Mosca.

  • Russia, «vittime per esplosione deposito munizioni a Belgorod»

    Ci sarebbero vittime, “morti e feriti”, a seguito dell’esplosione di un deposito di munizioni nella località di Oktyabrsky, nella regione russa di Belgorod. Lo riporta il Guardian citando l’agenzia russa Ria che rilancia informazioni diffuse via Telegram dalle autorità russe del comitato investigativo secondo cui “è stato riferito che nel villaggio di Oktyabrsky, nel distretto di Belgorod” dell’omonima regione, “un deposito di munizioni è stato fatto saltare in aria da bombardamenti delle forze armate ucraine” e “secondo le prime informazioni ci sono morti e feriti”.

  • Lettonia: sospesi trattati bilaterali con Bielorussia

    La Lettonia ha sospeso tre trattati bilaterali con la Bielorussia, che prevedevano procedure di concessione facilitata dei visti per gli abitanti delle zone di frontiera dei due Paesi. Lo rende noto il ministero degli Esteri di Riga. La decisione arriva nell’ambito del complessivo peggioramento dei rapporti tra i due Paesi dopo l’inizio dell’aggressione all’Ucraina e l’appoggio dato da Minsk all’alleato russo. L’introduzione delle sanzioni europee nei confronti di Russia e Bielorussia ha contribuito alla diminuzione dei rapporti economici tra i due Paesi: nei soli mesi di giugno e luglio, l’export lettone verso la Bielorussia è calato del 27%, mentre le importazioni hanno visto un crollo del 44%.

  • Grossi, progressi per creazione zona protezione Zaporizhzhia

    Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato oggi che sono stati compiuti progressi nella creazione di una zona di protezione intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. “Ci avviciniamo all’istituzione di una zona di protezione per la centrale nucleare di Zaporizhzhia: la situazione dell’impianto è insostenibile e abbiamo bisogno di un’azione immediata per proteggerla”, ha scritto Grossi su Twitter. Grossi ha detto di essere arrivato in Polonia dopo un’intensa settimana di consultazioni con Russia e Ucraina. Il direttore dell’Aiea ha visitato Kiev la scorsa settimana per consultazioni sulla creazione di una zona di protezione attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Martedì ha anche incontrato il presidente russo Vladimir Putin a San Pietroburgo.

  • Metsola, «so che non vi arrenderete, neanche noi»

    “L’Ucraina conta su di noi. Il nostro sostegno non deve fermarsi qui. Oggi, in occasione della Giornata del Difensore dell’Ucraina, ringrazio tutti i coraggiosi uomini e donne ucraini che difendono e proteggono i nostri valori: libertà, democrazia, uguaglianza e stato di diritto. So che non vi arrenderete. Nemmeno noi”. Lo scrive su Twitter la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

  • Zelensky, «difensori combattono per generazioni future»

    I “difensori dell’Ucraina” combattono “per l’indipendenza e la libertà delle generazioni future”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che in occasione della Giornata dei difensori dell’Ucraina, che ricorre oggi, ha pubblicato diversi messaggi sui social. “Autentici eroi, nostri difensori”, ha dichiarato. “Questo è il giorno di coloro che lottano. Questo è il giorno per il quale lottiamo. Questo è il giorno del tipo di vittoria che otterremo”. Zelensky ha poi chiesto di esprimere gratitudine “a tutti coloro che hanno combattuto per l’Ucraina in passato e a quanti lo fanno ora”. “A quanti hanno vinto allora e a quanti vinceranno ora. Vincere in modo da coronare con un successo la lotta di molte generazioni del nostro popolo. Gente che sempre ha voluto una cosa soprattutto: la libertà per sé e per i propri figli”. “Gloria a tutti i nostri eroi. Gloria a tutti coloro che combattono, lavorano e aiutano. Gloria all’Ucraina”, ha concluso.

  • Kiev, attacchi con droni kamikaze nel Dnipro

    Le truppe russe hanno attaccato alcune zone nel Dnipro con droni kamikaze e artiglieria pesante durante la notte. Lo ha riferito su Telegram il governatore della regione, Valentyn Reznichenko, come riporta Ukrinform. “Le nostre truppe del comando aereo ’Est’ hanno distrutto quattro droni kamikaze sui distretti di Dnipro e Nikopol dopo la mezzanotte”, si legge nel post di Reznichenko. Il governatore ha poi aggiunto che le truppe russe hanno bombardato la comunità di Mezhiv nel distretto di Synelniky ed un uomo di 51 anni è rimasto ferito.

  • Belgorod, danni a linee elettriche ferrovie per missile Kiev

    I frammenti di un missile lanciato dalle truppe ucraine ed intercettato dalle forze di difesa aerea russe hanno danneggiato le linee elettriche delle linee ferroviarie di Novyi Olisky nella regione di Belgorod in Russia. La circolazione dei treni sono state temporaneamente interrotte. Lo ha riferito su Telegram il governatore della regione, Vyacheslav Gladkov.

  • Russia: Danone lascia gran parte attività, mantiene Nutrizione infanzia

    Danone ha annunciato che intende disinvestire sull’unità “latticini e prodotti a base vegetale” in Russia, che costituisce la maggior parte delle attività nel Paese, mantenendo solo il ramo Nutrizione infantile. “Danone annuncia la decisione di avviare il processo di trasferimento del controllo delle attività Essential Dairy and Plant-based alla Russia”, ha affermato il gruppo, una delle poche multinazionali rimaste in Russia dall’inizio della guerra in Ucraina.

  • 007 Gb, lenti progressi truppe russe nel Donbass

    “La Russia continua a portare avanti operazioni offensive nel Donbass centrale e, molto lentamente, sta facendo progressi. Il suo progetto operativo generale è però minato dalla pressione ucraina contro i fianchi settentrionale e meridionale e dalla grave carenza di munizioni e manodopera”. Lo scrive l’intelligence del ministero della Difesa del Regno Unito nel suo report sulla guerra in Ucraina. “Le forze guidate dalla compagnia militare privata Wagner Group hanno ottenuto alcuni guadagni localizzati nel Donbass: Wagner probabilmente rimane fortemente coinvolto nei combattimenti di Bakhmut. È probabile che la Russia consideri il sequestro di Bakhmut come preliminare per avanzare nell’area urbana di Kramatorsk-Sloviansk, che è il centro abitato più significativo della regione di Donetsk che appartiene all’Ucraina”, si legge ancora nel report.

  • Causa a TotalEnergies per «crimini di guerra» in Ucraina

    In Francia due Ong hanno fatto causa al colosso francese dell’energia TotalEnergies per presunta “complicità in crimini di guerra”, con l’accusa di aver contribuito a rifornire di carburante aerei militari russi che bombardano l’Ucraina. Lo fa sapere una fonte vicina al dossier. Le due associazioni, Darwin Climax Coalition, con base in Francia, e Razom We Stand hanno presentato causa alla procura antiterrorismo francese, che è l’organismo giudiziario incaricato delle indagini sui crimini di guerra

  • Zelensky, «la Croce Rossa indaghi su centro detenzione di Olevnika»

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiede che il Comitato Internazionale della Croce Rossa indaghi sul campo di detenzione russo di Olevnika, nell’Ucraina orientale, dove - ha detto nel suo discorso notturno - prigionieri di guerra ucraini sono detenuti da maggio. Decine di persone detenute nel carcere sono morte a luglio in un’esplosione e in un incendio. “Credo che il Comitato Internazionale della Croce Rossa non sia un club i cui membri hanno privilegi, vengono pagati e si godono la vita. La Croce Rossa ha degli obblighi, prima di tutto di natura morale. Il mandato della Croce Rossa deve essere adempiuto. È necessario fare subito ciò che è del tutto logico fare per la Croce Rossa. C’è Olenivka, di fatto un campo di concentramento, dove sono tenuti i nostri prigionieri. Viene richiesto di poter aver accesso a loro, come previsto. La Croce Rossa può farlo accadere. Ma deve provare a farlo accadere. L’Ucraina è pronta a facilitarlo”.

  • Kiev, in un mese 600 insediamenti liberati da russi

    In un mese sono stati 600 gli insediamenti liberati dall’esercito ucraino che erano stati occupati dai russi. Lo rende noto il ministero ucraino per la reintegrazione dei territori occupati dai russi. Sono 75 gli insediamenti liberati nella regione di Kherson, circa 502 insediamenti sono stati liberati nella regione nord-orientale di Kharkiv, dove il mese scorso le forze ucraine sono avanzate in profondità nelle linee russe.

  • Kiev, attacco missilistico russo su Zaporizhzhia

    I russi hanno lanciato un attacco missilistico sulla città di Zaporizhzhia e in uno dei distretti è scoppiato un incendio. Lo riportano i media ucraini, citando Oleksandr Starukh, capo dell’amministrazione militare regionale che lo ha scritto su Telegram. In città è suonata una sirena a segnalare il raid aereo e si sono udite potenti esplosioni. In uno dei distretti è scoppiato un incendio, sul posto sono al lavoro servizi specializzati. A Zaporizhzhia si stanno ancora sgomberando le macerie dell’edificio civile attaccato lo scorso 9 ottobre. Secondo gli ultimi dati, il bilancio delle vittime dell’attacco è già salito a 12.

  • Musk, Starlink insostenibile, paghi il Pentagono

    Elon Musk avvisa che non è più in grado di sostenere i costi della cruciale rete di comunicazione garantita dai circa 20 mila terminali satellitari Starlink donati all’Ucraina e in settembre ha avvisato con una lettera il Pentagono che potrebbe mettere fine al servizio se la difesa Usa non si farà carico degli oneri per decine di milioni di dollari al mese. Lo riporta la Cnn. L’imprenditore miliardario ha fatto sapere che finora la sua SpaceX ha speso 80 milioni di dollari e che i costi potrebbero superare i 120 milioni entro fine anno e i 400 nei successivi 12 mesi.

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