la MOSTRA DEL NATIONAL GEOGRAPHIC

Missioni oltre la Luna

di Enza Moscaritolo


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Vista “fish-eye” della superficie di Titano, una delle lune di Saturno. L'immagine è stata scattata il 14 gennaio 2005 dal lander europeo Huygens mentre si trovava a 5 chilometri dalla superficie. (Fotografia ESA/NASA/JPL/University of Arizona)

2' di lettura

Tolgono letteralmente il fiato gli scatti esposti nella mostra “Explore – sulla Luna e Oltre”, a Palazzo BLU, sul Lungarno Gambacorti di Pisa, con la quale il National Geographic inaugura una trilogia di esposizioni.

Allestita in omaggio ai cinquant'anni dello sbarco sulla Luna e visitabile fino al 21 luglio prossimo, data dell'anniversario, la mostra presenta il racconto per immagini delle grandi missioni che hanno contraddistinto la corsa alla conquista dello spazio durante gli anni della Guerra Fredda.

Dal primo cosmonauta Yuri Gagarin alla prima donna nello spazio Valentina Tereškova, dal primo passo sulla Luna di Neil Armstrong agli italiani Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano che a breve farà ritorno sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il visitatore viene accompagnato lungo questo viaggio in cui c'è tempo per soffermarsi a contemplare le asperità delle rocce lunari, paesaggi che sembrano uscir fuori dalla fantasia di un cineasta, l'emozione di un decollo e la bellezza dell'Italia, tra gli scatti, fotografata dallo spazio. L'inedita mostra, realizzata con il patrocinio di ASI ed ESA, cui seguiranno le altre due previste nel triennio, dedicate rispettivamente alla “terra” e al “mare”, propone foto, video, modelli di satelliti e strumenti e persino un lanciatore Vega in scala di 10 metri di lunghezza (forniti da ASI, Volandia, Thales Alenia Space e Leonardo Company), giornali d'epoca, esperienze immersive e interattive.

La mostra, curata dal direttore di National Geographic Italia Marco Cattaneo, pensata sia per i grandi che per i piccoli, valorizza tutti i protagonisti che hanno caratterizzato passo dopo passo questo percorso dell'uomo verso l'Universo, fatto di successi e di inciampi, e che forse, proprio per questo, continua a sorprendere e ad affascinare: oltre ai cosmonauti che rappresentano la punta dell'iceberg, si resta sorpresi ad ammirare anche quei miracoli di ingegneria rappresentati dalle sonde spaziali inviate verso gli altri pianeti del sistema solare (da Voyager a Rover sul suolo marziano con le impronte dei suoi cingolati all'indimenticabile Rosetta, atterrata su una cometa) e i telescopi spaziali come Hubble.

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