ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLUSSO

Missoni, c’è il piano per la Borsa: «Al lavoro con quell’obiettivo»

L’annuncio dal presidente Angela: al via una road map per arrivare all’Ipo in tre anni. La strategia è di irrobustire l’azienda per quotarla nel medio termine

di Simone Filippetti


default onloading pic
Una sfilata della collezione Missoni donna primavera-estate 2020 (Fotogramma)

3' di lettura

La sala arena è piena, non c’è nessun posto libero. Un folla di spettatori accoglie con un applauso la famiglia Missoni. Il museo più prestigioso al mondo per la moda e il design li ha invitati a presentare un libro celebrativo su uno dei marchi più originali e «riconoscibili» del Made in Italy. A fine evento, la fila per farsi autografare il pregiato volume pubblicato dalla Rizzoli, sono il segno dell'ammirazione del pubblico britannico per uno storico marchio del Made in Italy, uno dei più longevi.

Un appuntamento atteso
Non è la prima volta che il V&A apre le porte ala marchio italiano, ma stavolta l’appuntamento di Londra ha anche un risvolto per il mondo della finanza: Missoni punta a quotarsi in Borsa, con un orizzonte temporale di 3 anni. È Angela, presidente dell’azienda, che lancia la volata del marchio verso Piazza Affari: «Vogliamo portare Missoni in Borsa, stiamo lavorando per strutturare il gruppo in vista di quell’obiettivo». Dopo Salvatore Ferragamo, Brunello Cucinelli, Prada (ma alla Borsa di Hong Kong) e Moncler, ultima griffe del lusso a quotarsi ormai sei anni fa, la casa lombarda famosa per gli zig zag e i melange i colori, è la prossima candidata ad allungare l’elenco del lusso italiano quotato. Londra è una città da sempre fatale per Missoni: proprio nella capitale britannica, durante le Olimpiadi del 1948, l’allora 16enne Rosita incontrò ex prigioniero di guerra inglese dopo El Alamein Ottavio Missoni, all’epoca atleta per la nazionale italiana. Da lì è nato un matrimonio di vita e di affari arrivato alla terza generazione.

Il senso di Missoni per l’Inghilterra
Che il maglificio sorto in uno scantinato a Gallarate nel 1953, lo stesso anno in cui a Londra Elisabetta veniva incoronata Regina, altra coincidenza, potesse puntare a una quotazione era una suggestione che più d’uno aveva colto quando nel 2018 il Fondo Strategico italiano ha rilevato il 41% dell’azienda. Ora arriva un annuncio ufficiale, con una road map precisa: il 2023, a 5 anni dall’ingresso dell’investitore. Anni che servono per irrobustire l'azienda (che l'anno scorso ha fatturato circa 150 milioni di euro).

La sfilata Missoni per la primavera-estate 2020

La sfilata Missoni per la primavera-estate 2020

Photogallery33 foto

Visualizza

L’ultima signora della moda
Rosita, dopo la scomparsa di Wanda Ferragamo un anno fa, è l’ultima signora della moda e dell’industria tessile in Italia. E ha tenuto a battesimo la terza fase della vita di Missoni, dopo quella della creazione e dei fondatori (la start-up si direbbe oggi); quella del passaggio ai figli a metà anni Novanta (Angela, Luca e Vittorio, scomparso in un tragico incidente aereo in Venezuela nel 2013). Il futuro sbarco in Borsa sarà la conseguenza del passo compiuto un anno e mezzo fa, quando Missoni ha aperto il capitale Fsi, il fondo pubblico promosso dalla Cdp. La famiglia ha fatto un passo indietro, ma «a ben vedere è un stato un passo in avanti» ha commentato Luca, per garantire al marchio un futuro e un orizzonte strategico. Il passaggio generazionale è il momento più critico in un'azienda, ancor di più nel mondo moda che in Italia rimane ancora a forte impronta familiare (a differenza della Francia che con Lvmh e Kering ha creato conglomerate).

Il ruolo di Tamagnini e Norsa
Accanto ai Missoni, che hanno mantenuto il 59%, e all’investitore paziente Maurizio Tamagnini, il terzo vertice è Michele Norsa, il super-manager del mondo del lusso, l’uomo che ha portato a Piazza Affari la casa fiorentina Salvatore Ferragamo. Negli ultimi anni la griffe ha allargato il perimetro: dai profumi a marchio Missoni, all’immobiliare con le case di lusso a Miami. I 70 milioni iniettati da Tamagnini in un’azienda prova di debiti, saranno destinati allo sviluppo retail. Un primo obiettivo interessa proprio Londra, dove il prossimo anno la griffe inaugurerà una nuova boutique. La mossa propedeutica alla futura quotazione, però, è stata aver riportato in casa la linea «M Missoni», diretta da Margherita, la terza generazione: «Così abbiamo rafforzato il bilancio, di 50 milioni», spiega Angela.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...