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Miti e icone dello sport italiano dagli anni del boom al nuovo millennio

Dario Ceccarelli firma una galleria di ritratti di icone dello sport italiano dagli anni del boom ai giorni nostri. Il libro, che nasce dalla rubrica dell'autore sul sito del Sole 24 Ore, sarà in edicola in abbinata al quotidiano per tutto il mese di luglio e dal 14 luglio in libreria e disponibile anche nel formato ebook

di Massimo Donaddio

4' di lettura

“Mi ritorni in mente… bella come sei, forse ancora di più”, cantava l’intramontabile Lucio Battisti in una canzone in effetti davvero indimenticabile, che fa da titolo al libro in uscita da oggi in edicola con Il Sole 24 Ore. Ritornano in mente, per chi le ha vissute, le storie sportive altrettanto incancellabili dei campioni che hanno di fatto costruito la memoria collettiva dello sport italiano. Veri e propri miti, professionisti le cui gesta hanno in alcuni casi sfiorato il livello dell’epica, punti di riferimento per generazioni di appassionati, orgoglio dell'Italia nel mondo.

Ne compone una bella e ricca galleria l'autore di questo volume, Dario Ceccarelli, cronista di lungo corso, già voce di Radio 24 e firma sportiva del sito del Sole 24 Ore, sulle cui pagine è sbocciato questo progetto editoriale. Una carrellata che parte dal Dopoguerra e giunge fino ai giorni nostri: da Felice Gimondi, grande campione della bici nato in una famiglia di umili lavoratori della Val Brembana, capace di imporsi nelle tre principali corse a tappe e di ottenere moltissimi successi nel corso di una carriera lunga e vincente; alla regina del nuoto Federica Pellegrini, la più straordinaria atleta italiana che si sia mai cimentata in una vasca piena d’acqua, ma in grado anche di accalappiare come poche altre le luci della ribalta sia in gara che fuori, con il suo carattere schietto e deciso.

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L’idea forte che fa da filo conduttore a tutto il libro è, in realtà, quella di raccontare un pezzo della storia d’Italia, a partire dagli anni del Boom economico per arrivare al nuovo millennio, attraverso le vicende di questi indimenticabili protagonisti dello sport. Un modo per ricordare, anche ai più giovani che non li hanno visti all'opera, alcune figure carismatiche che hanno profondamente inciso nel nostro immaginario. Ognuno di essi, infatti, ci ha lasciato un ricordo, un gesto, un modo di dire, che ormai fa parte della nostra cultura e della nostra storia.

Miti dello sport italiano dagli anni del boom ai giorni nostri

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Si comincia, appunto, con l'Italia che, tutta insieme, compie il miracolo della Ricostruzione e il suo rilancio nel Dopoguerra, dove lo sport ha il suo valore simbolico fondamentale, anche nel cementare una società che pochi anni prima si era ritrovata lacerata da un terribile conflitto, vissuto anche tra connazionali. E qui il ciclismo fa la parte del leone, con Felice Gimondi, appunto, figlio di una postina e di uno scaricatore di ghiaia, ma anche con Vittorio Adorni, grande sui pedali nonché tra i primi sportivi a lasciare il segno in tv, grazie all'intuito del mitico Sergio Zavoli, che ne farà un protagonista del suo “Processo alla tappa”. Tra le figure eroiche del Boom ci sono anche l’asso del motociclismo italiano Giacomo Agostini, il pilota più titolato della storia del Motomondiale; Nino Benvenuti, il fantastico pugile che sbancò il Madison Square Garden di New York battendo l'americano Griffith in un match leggendario; Walter Bonatti, mito dell'alpinismo, che diventerà nella sua seconda vita anche scrittore, fotografo e documentarista di gran classe.

Negli anni Sessanta e Settanta il calcio si imporrà propriamente come lo sport nazionale, con tre campioni che hanno marchiato a fuoco quell'epoca: Sandro Mazzola, Gianni Rivera e Gigi Riva. Arriva poi l'Italia degli Anni Ottanta e Novanta, che ha le gambe di Pietro Mennea e di Sara Simeoni e gli sci ai piedi di Alberto Tomba: l’Italia che corre, che vuole dimenticare gli anni bui del terrorismo, che vuole essere felice nonostante le angosce e la violenza. Non può mancare in questa galleria di ritratti Marco Pantani, mito tra i miti, perché morto giovane e in maniera tragica dopo aver dominato il ciclismo mondiale e conquistato tutta Italia con le sue imprese.

Ci sono ancora Paolo Rossi e Gianluca Vialli, simboli di un'immagine vincente e sorridente del calcio italiano, ma anche sfortunati e fragili, morti prematuramente suscitando commozione e rimpianti in tanti appassionati di sport. C'è Roberto Baggio, il Divin Codino, l'artista del pallone che ha incantato l'Italia con la sua classe e le sue pennellate deliziose, arrivando a un soffio dalla conquista del Mondiale. E così si giunge ai giorni nostri, a Valentino Rossi e Federica Pellegrini, icone del made in Italy, di un'Italia che brilla anche quando il Paese non è altrettanto brillante, un’Italia che spesso rema contro corrente, a immagine e somiglianza di chi, nello sport, per imporsi deve ogni giorno allenarsi duramente. Perché non sempre basta il grande talento.

Il racconto di Ceccarelli si legge tutto d'un fiato ed è pieno di aneddoti gustosi: riesce a suscitare emozioni, fa tornare alla memoria giorni felici della nostra vita e a introdurre con immediatezza anche ai più giovani figure affascinanti, ancora in grado di ispirare e stimolare i sogni di molti. Perché, chi più chi meno, tutti abbiamo bisogno di qualche mito, di qualche figura di riferimento che ci faccia volare sopra la nostra – a volte dura – quotidianità, che ci sappia strappare ai momenti di delusione, di stanchezza, di fatica. Personaggi a cui guardare con fierezza e orgoglio, che ci fanno entusiasmare, ci rappresentano al meglio, perché sono la parte migliore di noi, sono quello che forse anche noi avremmo desiderato essere almeno un po'.

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