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Mitsubishi rilancia sulla tecnologia dell'ibrido plug-in formato suv

di Marina Terpolilli


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3' di lettura

La scelta dell'elettrificazione di modelli è strategica per Mitsubishi, che ha iniziato nel lontano ottobre 1966, parallelamente l'attuale popolarità dei suv ha spinto molti costruttori a saltare sul carro dei suv, mentre la casa giapponese è stata per molto tempo leader nel segmento dei 4x4 nel quale ha debuttato nel 1936 con il Px 33 4wd Torpedo, con l'attuale Outlander a rappresentare l'ultima novità in fatto di suv 4x4 e di elettromotricità.

La prima generazione di Outlander PhEV, ibrido plug-in, che ha debuttato nel 2012 al Salone di Parigi, è stato il portabandiera della Casa giapponese che oggi ne raccoglie i frutti: con 200mila veicoli venduti in tutto il mondo, e oltre 125.000 in Europa.

Il Model Year 2019 dell'Outlander PhEV oggi è più potente (raggiunge i 135 cv a 4.500 giri), ha più coppia (211 Nm a 4.500 giri) pur avvalendosi dello stesso motore 2.4 a ciclo Atkinson ed è aiutato dai due motori elettrici, uno per asse, rispettivamente da 82 e 96 cv, alimentati dalla batteria di trazione ricaricabile da 13,8 kWh. La novità è nella bidirezionalità del sistema di ricarica del nuovo Outlander PhEV capace all'occorrenza di restituire l'energia stoccata nella propria batteria per rendere alla rete tramite le colonnine di ricarica di nuova generazione V2G (Vehicle to Grid).

Questo introduce la possibilità di diffusione del sistema Dendo Drive House di Mitsubishi che sta per essere commercializzato da ora in Germania e permette l'interscambio dell'energia con la propria abitazione dotata di una speciale batteria per l'accumulo, per ottenere un risparmio dal punto di vista economico (ricaricando dal proprio fotovoltaico o quando la corrente costa meno) con un beneficio anche per l'ambiente. In Giappone l'energia stoccata può alimentare la rete elettrica di casa oppure ricaricare le batterie di una Mitsubishi ibrida plug-in o elettrica, la quale a sua volta può fronteggiare un eventuale blackout della rete di casa.

Il kit Dendo Drive è composto da pannelli fotovoltaici, un accumulatore e un caricatore bidirezionale. I costi sono ancora elevati e superano i 20.000 euro, ma secondo Mitsubishi la spesa si ammortizza in 6-9 anni, tuttavia la Casa giapponese stima che nel 2027 lo stesso impianto potrebbe scendere sui 15.000 euro.

In Mitsubishi hanno anche calcolato che 10 auto condividendo 100 kW (V2B Vehicle to Building) possono alimenta un intero edificio, mentre 10.000 auto connesse alla rete possono gestire fino a un 1 GW, stabilizzando interamente la rete, come stanno sperimentando in California e Giappone.

Mitsubishi propone inoltre il sistema DDS (Denso Drive Station) per i propri concessionari che possono essere protagonisti dell'interscambio proponendosi anche come centri di ricarica, naturalmente avendo batterie per l'accumulo di energia dai propri pannelli fotovoltaici più grandi e numerose.

In Italia il DDH (che per ora non è compatibile con il sistema analogo di Nissan), arriverà tra la fine 2020 e marzo 2021 quando partirà la commercializzazione. Poi sempre nel 2020 arriverà il “nuovo Outlander” che abbiamo visto in forma di prototipo al salone di Ginevra e rivedremo con il nome di Mitsubishi e-Yi a Shanghai in versione più definitiva.

Ci sono molte novità in programma: la Eclipse PhEV e la Space Star ibrida benzina /elettrica, ma anche il restyling dell'attuale Outlander, il pick up L200 e la Asx che arriverà nei prossimi anni con un motore ibrido e probabilmente anche come elettrica pura (Bev). In questo scenario sorprende l'arrivo del motore diesel per la suv compatta Mitsubishi Eclipse Cross, che la casa dei tre diamanti giustifica per gli ingenti investimenti già stanziati per lo sviluppo del 2.2 a gasolio..

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