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Mixology e profumi: degustazioni sulla punta del naso

Fragranze costruite a partire da un drink. Distillati ed entrée olfattive, che preparano il palato a cosa si sta per gustare. L’ultima frontiera della sinestesia.

di Mariangela Rossi

4' di lettura

E se il nuovo signature drink della stagione fosse firmato da un creatore di profumi? Per Kilian Hennessy, fondatore del brand Kilian Paris ed erede della storica famiglia francese di produttori di cognac, il momento dell'happy hour è un vero rito. L'assenzio viene versato in un bicchiere su una zolletta di zucchero e girato lentamente con un cucchiaino, sino a quando assume un color verde pastello. Ipnotico, singolare. A tal punto che Hennessy ha aggiunto alla sua collezione The Liquors, in flaconi-bicchieri ricaricabili stile Déco in vetro sfaccettato, incisi con l'iniziale K e rifiniti con una placca a forma di diamante, anche L'Heure Verte. Si tratta di un jus che evoca appunto l'assenzio, realizzato insieme al naso francese Mathieu Nardin, e che richiama quel momento preciso, ma anche le notti brave delle soirée parigine. «Ogni città, ogni momento, hanno le loro peculiarità», spiega Hennessy, cresciuto tra i sentori del cognac e delle botti di rovere intrise di acquavite nelle cantine della tenuta di famiglia in Francia. A New York, invece, l'altra città in cui vive, Kilian ha dedicato una rivisitazione di Apple Brandy, nato anni fa con la creatrice Sidonie Lancesseur, che oggi, seppur con lo stesso cuore di brandy alla mela, è stato arricchito con un accordo “on the rocks” in testa, che ricorda un sentore liquoroso fresco come il ghiaccio, e riporta proprio alla ritrovata vita notturna newyorchese.

Le candele candele ispirate ai cocktail di Apotheke.

L'americana Chrissy Fichtl, fondatrice di Apotheke, di base a Brooklyn, ha lanciato una collezione di candele ispirate ai cocktail di tre dei migliori bar al mondo: oltre all'australiano Maybe Sammy, a Sydney, si tratta del The NoMad Bar e di Attaboy, entrambi a New York. Così ha dato vita, rispettivamente, all'Espresso Martini, con note di liquore al caffè, al Nod to Nothing, a base di Absolut Elyx Vodka con echi floreali, e al Penicillin, scotch con sentori di autunnali e di legno affumicato. Nulla da bere, però. Si viaggia di cocktail in cocktail, ma sempre in versione beauty. Come, del resto, avviene nel caso dell'eau de toilette Spritz Veneziano lanciata dal marchio Tuttotondo come tributo alla città lagunare e al long drink di lunga data che ha colonizzato il mondo.

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Spritz Veneziano di Tuttotondo.

 

La nuova frontiera di profumeria e mixology si propone di ampliare gli orizzonti di entrambe le sperimentazioni, potenziandone la componente olfattiva. Via libera quindi a profumi e candele che, scomponendone gli ingredienti base, ricreano cocktail ed enfatizzano il connubio tra olfatto e palato, ma anche a grandi classici da bere che riprendono formule di fragranze e offrono, a chi li assapora, percezioni inedite. Non a caso la modalità olfattiva è sempre fisiologicamente associata a quella gustativa: il 95 per cento di ciò che avvertiamo, che sia in un piatto o in un drink, viene percepito in prima istanza dai recettori dell'olfatto.

Pioniere nel miscelare liquori e cocktail con le materie prime della profumeria è stato Oscar Quagliarini, un fuoriclasse del bartendering internazionale. Da anni sviluppa formule e studia la tecnica delle macerazioni, approfondita in Benin e poi in tutto il mondo, tradotta nelle proposte dei nuovi locali di cui segue l'apertura e nei cocktail personalizzati che firma. Quagliarini, che sta lavorando all'apertura di un cocktail bar in un boutique hotel di Ibiza, prevista per il 2023, ha ideato alcuni drink profumati al bar In Salotto dell'Hotel Vilòn di Roma. Come Buck and Breack Box (champagne, liquore al cognac e lavanda, vaporizzazione floreale), A.lex (tequila, vino liquoroso, umeboshi, cioè prugne fermentate, foglie di shiso e sale) e Le api (miele al timo, whisky giapponese Hibiki, con vaporizzazione di bergamotto e vaniglia).

Mixology olfattiva all' Hotel Vilòn.

Curioso è capire come avviene il suo processo di profumazione. «Creo singole tinture madri da una materia prima essiccata in precedenza, che poi unisco, realizzando una profumazione vera e propria con una durata molto breve, però, poiché non utilizzo oli essenziali. La vaporizzazione avviene intorno al bicchiere, a cocktail terminato, per poter creare una entrée olfattiva a ciò che si sta per bere» spiega Quagliarini, che a Parigi aveva iniziato a studiare profumeria da Annick Goutal e trovato ispirazione anche da altri maestri, come Jean-Claude Ellena e J.P. Guerlain. Tanto che, grazie alla sua abilità nel decodificare le sensazioni olfattive, l'eclettico esperto, insieme alla bottega dell'albergo, ha creato anche la nuova profumazione per le amenities nelle camere del Vilòn.

Floressence.

Per consolidare la connessione tra profumi e alcolici, e per cercare nuove sfide, Quagliarini ha anche dato vita a Floressence, un dry gin ispirato a Caterina de' Medici, allo spirito creativo del Rinascimento e al profumo con cui la regina, da Firenze, inebriò anche la Corte di Francia: un bouquet con poche, ma preziose botaniche che si ritrovano nelle note di bergamotto, gelsomino, lavanda, neroli e bacche di ginepro. «Da degustare da solo, ma perfetto anche per aggiungere carattere a un Negroni o a un Gin Tonic», sottolinea il bartender.

Il cocktail alla rosa dell'Hotel à Parfum Magna Pars.

Milano celebra la bella stagione all'ora dell'aperitivo sulle terrazze d'hotel con una contaminazione di sensi che vede l'olfatto protagonista ancora prima che il gusto. Al Roof Deck dell'Hotel à Parfum Magna Pars, un tempo fabbrica del marchio cosmetico Marvin della famiglia Martone e oggi angolo di verde, di design e di quiete olfattiva in zona Tortona, l'esperienza per gli ospiti che si fermano anche solo per un aperitivo o una cena profumata, è un approccio sinestesico. Dopo una tappa nel laboratorio interno LabSolue, vera biblioteca olfattiva dove scoprire i diversi sentori e curiosare tra ingredienti e oli essenziali, si sale sulla terrazza, un salotto a cielo aperto, e si apprezzano i Lab-cocktails ideati dal bartender Stefano Gregnanin. Un compendio di ricette per solleticare l'olfatto e dissetare la curiosità.

Cocktails olfattivi alla Terrazza Gallia.

Alla Terrazza Gallia, invece, il nuovo bar manager Andrea Griggion propone tre grandi classici, French 75, Negroni e Collins, impreziositi da essenze vaporizzate al termine della preparazione e serviti con fiori e boccioli. Il richiamo è a Mediterranean Breeze, la fragranza d'ambiente dell'hotel Excelsior Gallia. Un fresco benvenuto, perfetto per l'estate alle porte.

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