al Luiss Diplomatic Forum

Moavero: nella Ue equilibri cambiati - Innovare le istituzioni

di Gerardo Pelosi


Dopo la lettera Ue, tutte le prossime tappe dello scontro Roma-Bruxelles

3' di lettura

È un affresco a tutto tondo sulla globalizzazione che ha cambiato i rapporti di forza tra Paesi e i nuovi equilibri usciti dalle ultime elezioni europee quello che il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, insieme al segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni hanno illustrato oggi ai giovani aspiranti diplomatici nella prima edizione del Luiss Diplomatic Forum. Un appuntamento annuale che si propone di offrire agli studenti di relazioni internazionali un confronto tra la rete dei Diplomatici stranieri e italiani, le Istituzioni e le aziende italiane che operano a livello internazionale. Il Forum ha accolto nell'Aula Magna “Mario Arcelli”, i diplomatici delle Ambasciate accreditate a Roma e i rappresentanti di aziende ed istituzioni.

Ospiti d'onore, quest'anno, il ministro degli Esteri Moavero e il segretario generale della Farnesina Belloni, ex alunna Luiss. Alle varie sessioni hanno partecipato il direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto, la presidente della Luiss Emma Marcegaglia, la vicepresidente Paola Severino, il direttore del Dipartimento Scienze Politiche Sergio Fabbrini e i professori Mark Thatcher e Thomas Christiansen.

Moavero: voto a maggioranza su politica estera
Tutto incentrato sull'Europa l'intervento del ministro degli Esteri secondo il quale le decisioni di politica estera a livello Ue «dovrebbero essere prese a maggioranza qualificata, anziché all'unanimità, in modo tale da presentare l'Unione come un attore globale forte». Moavero ha anche ricordato che a seguito delle ultime elezioni europee “gli equilibri sono cambiati” per cui per una maggioranza a Strasburgo occorrerà il sostegno di almeno un altro gruppo alle due principali famiglie politiche del Parlamento Ue popolari e socialisti. Più in generale secondo Moavero, serve un’innovazione del sistema delle istituzioni dell'Ue in quanto «si è persa la capacità di lavorare insieme tra gli Stati membri per raggiungere gli obiettivi».

«Italia punti a incarichi importanti»
Sull'attuale questione delle nomine Ue il ministro ha tenuto a ricordare che l'Italia come Paese fondatore «deve perseguire incarichi importanti» e, ha aggiunto «in particolare sono importanti quegli incarichi che hanno a che fare con politiche pubbliche europee di incidenza reale come un Commissario al commercio, concorrenza, ambiente, industria, ed economia naturalmente». A chi gli chiedeva se fosse disponibile per la poltrona di commissario Moavero, pur manifestando ampia ritrosia, ha spiegato di «essere a disposizione ma non sono assolutamente candidato a nulla in ambito europeo. Si tratta di una scelta che dovrà fare il governo e quindi su questo bisogna vedere quali saranno gli orientamenti. Occorre naturalmente anche un placet di chi sarà designato presidente della Commissione. Quindi io sto facendo il ministro degli Esteri, un mestiere importante, una funzione che faccio volentieri al servizio del Paese e che per me rappresenta anche un impegno importante da portare avanti».

Belloni a futuri diplomatici: siate leali ai governi
In uno scenario internazionale profondamente mutato, ha detto l'ambasciatore Belloni agli studenti «i diplomatici devono svolgere il loro ruolo con lealtà nei confronti del Governo di turno». Secondo la Belloni «credere che l'amministrazione pubblica abbia interessi politici può succedere, ma è un errore. Uno Stato forte - ha aggiunto - si basa su una classe dirigente capace di fornire elementi sostanziali per prendere le decisioni necessarie». Compiti sempre più necessari nel mondo uscito dalla caduta del muro di Berlino e dall'avanzata delle nuove tecnologie. «Oggi – ha osservato la Belloni - ci troviamo di fronte a sfide enormi, a mio avviso piu' del passato smentendo la tesi secondo per cui oggi la diplomazia sarebbe superflua o irrilevante, mentre invece serve per comprendere come navigare in uno scenario globale caratterizzato da alcuni elementi chiave: territori, confini, identità, nazionalismi e quant'altro». In questo scenario l'Italia, secondo il segretario generale della Farnesina, deve «prendere atto di non poter più permettersi delle rendite di posizione, non è più possibile per il nostro Paese rifugiarsi dietro alla Nato e l'Ue come entità di protezione. Oggi più che in passato dobbiamo avere una politica estera nazionale, più propositiva, più capace di formulare alternative, idee, linee di condotta. Questa è la grande sfida della diplomazia oggi».

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