il cellulare come strumento di lavoro

Mobile Journalism: il festival alla Casa del cinema di Roma dal 27 al 29 settembre

I giornalisti della Bbc vengono formati da anni per riprendere, montare e distribuire i loro servizi utilizzando il telefonino. L’appuntamento una grande operazione di aggiornamento professionale gratuita per imparare a sfruttare le potenzialità dello smartphone e cogliere le nuove sfide della multimedialità


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2' di lettura

Il cellulare come strumento di lavoro del giornalista multimediale. Un oggetto di uso quotidiano che può diventare tramplino di lancio per il mondo del lavoro. Per il secondo anno consecutivo appuntamento a Roma dal 27 al 29 settembre per il Mojo Italia, unico festival italiano interamente dedicato al mobile journalism. Un appuntamento che rappresenta anche la più grande operazione di aggiornamento professionale gratuita realizzata in Italia per imparare a sfruttare le potenzialità dello smartphone e cogliere le nuove sfide della multimedialità. L’evento - organizzato da Associazione stampa romana e Associazione nazionale filmaker - offre seminari gratuiti validi anche per la formazione professionale obbligatoria dei giornalisti, ma aperti a videomaker, comunicatori e giovani professionisti. Perché non basta avere il cellulare in tesca: bisogna imparare a usarlo a fini giornalistici, per raccontare storie e news al passo coi tempi. Una occasione per acquisire nuove skill utili nella ricerca di una occupazione e per rilanciare il settore dei media verso nuovi orizzonti.

Condividere competenze e know how
Obiettivo della seconda edizione, spiegano gli organizzatori, è condividere «sapere giornalistico, know how e competenze per contribuire al rinnovamento del settore e, nello specifico, del videonewsmaking, e consentire a prodotti sempre migliori di essere presenti sulle nuove piattaforme, ancora troppo spesso contaminate da fake news, e da distorsioni e manipolazioni delle notizie e, più in generale, dell'informazione».

Un contest premierà le videostorie realizzate con cellulare
Il festival, diretto da Nico Piro, giornalista della Rai, si svolge presso la Casa del Cinema di Roma, all’interno di villa Borghese, e in altre location itineranti. «L'evento - spiegano gli organizzatori - vuole celebrare la cultura del “giornalismo mobile” con un programma di 20 seminari con i principali esperti italiani nell’ambito della produzione, tramite smartphone e accessori del mestiere, di contenuti video, audio e social». Una tre giorni con workshop ad accesso gratuito destinati a giornalisti, ma aperti anche a videomaker, filmaker, storyteller, comunicatori, appassionati. Oltre ai seminari monotematici di carattere trasversale, quest’anno sono previste sessioni verticali dedicate al mobile journalism nei settori della moda e dell’enogastronomia e con un focus più approfondito sul tema cybersecurity. Un contest premierà le migliori videonotizie e videostorie realizzate interamente con lo smartphone.

Ogni giornalista è già un mojoer
«Ogni giornalista - spiega il direttore del festival Nico Piro - in realtà è già un mojoer, un mobile journalist, un giornalista mobile che usa lo smartphone per fare il suo lavoro. Il punto è che non tutti sono attrezzati per utilizzarlo in modo professionale, basti pensare che i giornalisti della Bbc vengono formati da anni per riprendere, montare e distribuire i loro servizi utilizzando il telefonino. Il nostro festival vuole aiutarli a farlo». Il festival apre le porte anche a videomaker, filmaker, registi e agli operatori delle società di comunicazione «che hanno bisogno di produrre contenuti in linea con le nuove sfide», ha sottolineato Piro. Mojo Italia è anche rivolto anche ai comunicatori sociali, a chi vuole raccontare storie dimenticate, tanto che è in partnership con Caritas Italiana, Caritas Roma ed Emergency.

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