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Mobili rotti, cassette e cestini diventano pallet da legno riciclato

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di Michelangelo Bonessa

Dagli ecocentri del territorio. L'impianto, completato in 20 mesi per un investimento di 58 milioni, si rifornirà dagli ecocentri del territorio

3' di lettura

È un esempio di economia circolare, ma anche un esperimento per cambiare il mercato del riciclo del legno in Italia. L’impianto inaugurato Circular Wood di ASM Vercelli, società del Gruppo Iren, per la produzione di supporti logistici da legno proveniente esclusivamente dalla raccolta differenziata è il primo nel suo genere. Sia per la tecnologia messa in campo, sia per il modello di business. Come ha spiegato Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente: «La pressa è la prima a livello mondiale studiata per produrre pallet da legno riciclato, è stata creata dalla Imalpal di Modena che è leader mondiale del settore». Ma è solo l’esempio dell’innovazione tecnologica più rilevante di un impianto che a regime è in grado di processare 110.000 ton/anno di rifiuti legnosi per produrre ogni anno sino ad un massimo di 750.000 pallet e circa 135.000 metri cubi di pallet block.

L’impianto, completato in 20 mesi per un investimento di 58 milioni di euro, si rifornirà principalmente dagli ecocentri del territorio: «I flussi cambiano ogni anno, ma ora raccogliamo il materiale da tutti gli ecocentri delle province di Torino e Vercelli oltre ad eventuali percorsi industriali, cioè pallet dismessi: calcoli che se la produzione media per persona è di 15/20 chili all’anno, il nostro impianto a regime è in grado di lavorare potenzialmente tutto il legno conferito nei punti di raccolta».

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Quindi mobili rotti, cassette, cestini e tutto il rifiuto legnoso del territorio entra nello stabilimento e viene inviato nella prima sezione di impianto dove avviene la triturazione tramite un mulino a martelli. Il truciolo grossolano così ottenuto passa alla fase di raffinazione, dove, grazie all’azione di un magnete, vengono eliminate le parti metalliche eventualmente presenti, quali chiodi o punti. Successivamente, il legno viene pulito ad acqua, macinato e sminuzzato per poi passare alla fase di essiccazione, al fine di eliminare l’umidità in eccesso ancora presente. La fase seguente è la resinatura, che consente di dare la forma al prodotto: il truciolo ottenuto viene miscelato ad addensanti e additivi, tutti privi di formaldeide, per poi passare alla pressa di stampaggio che realizza i prodotti finali, ovvero i pallet o pallet block.

Ma anche la fase successiva è stata pensata per ridurre al minimo gli sprechi: «Abbiamo preferito fare contratti a lungo termine, 5 anni più 5: uno con una società di pallet che ritira il 100% del prodotto e con la quale coordiniamo anche la produzione di quali blocchetti fare e di che dimensioni perché loro hanno la conoscenza del mercato necessaria – ha spiegato Bertolini - l’altro con una un’azienda che già commercializza i pallet».

Ma l'ottica in cui è stato costruito l’impianto è anche per provare a cambiare l'organizzazione del mercato del riciclo del legno in Italia. La Iren Ambiente ha fase di autorizzazione un impianto a Scarlino, in provincia di Grosseto: «L’importanza di questo genere di impianto nella logica Paese è che oggi esistono già impianti che ritirano tutto il legno riciclato d’Italia, ma sono tutti sopra il Po – ha concluso Bertolini - per trasferirlo parliamo di 40mila viaggi di autoarticolati all’anno, se venisse confermato il nostro modello di business vorrebbe dire poter collocare al centro-sud 2 o 3 impianti come il nostro dimezzando i viaggi per il nord».

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