Fondazione Crt

Mobilità del futuro, Torino fa da apripista

Per 3 anni l'acceleratore Usa Techstars sarà il punto di riferimento per le start up

di Filomena Greco

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Massimo Lapucci è il Segretario generale della Fondazione Crt che ha scelto Techstars come acceleratore nelle Ogr Tech, gli spazi dedicati a innovazione e tecnologia

Per 3 anni l'acceleratore Usa Techstars sarà il punto di riferimento per le start up


2' di lettura

A volere fortemente l’arrivo in Italia degli americani di Techstars è stata la Fondazione Crt che ha scelto l’acceleratore statunitense come punto forte di Ogr Tech, la manica delle ex Officine ferroviarie di Torino dedicata alla tecnologia e all’innovazione. Per tre anni Techstars lavorerà al tema della mobilità del futuro “accelerando” le imprese selezionate sul campo. «Il primo flusso di azienda è arrivato da tutto il mondo, ben 55 paesi, grazie ad una proposta esclusiva visto che Techstars arriva con una esclusiva europea – Massimo Lapucci, segretario generale della Fondazione Crt – in un progetto che punta a massimizzare la collaborazione con il territorio in un’ottica di ecosistema, grazie al ruolo di un centinaio di mentori messi a disposizione dei progetti».

Sono 13 le start up entrate nella prima call lanciata a settembre, mentre a gennaio sono iniziate le 13 settimane del programma di accelerazione che si concluderà il 23 aprile prossimo con il Demo Day. Si tratta della presentazione delle start up agli investitori, un vero e proprio debutto sul mercato del venture capital e degli investitori in generale. E così Torino, la vecchia città fabbrica, si trova a ospitare il primo programma di accelerazione europeo focalizzato sulla mobilità del futuro, con l’obiettivo di lavorare su oltre 30 start up in tre anni e su temi chiave per il futuro di una industry, quella dell’automotive, in grande trasformazione. Si guarda alla smart mobility, alle driveless car fino al powertrain elettrico e alle nuove formule di mobilità collettiva, dai roller alle e-bike. «Si tratta di innovazioni che vanno dall’industria al fin-tech – spiega Lapucci – basti pensare ai sistemi per regolare le transazioni che stanno dietro alle nuove forme di mobilità».

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E oggi che tutto è sospeso per l’allarme sanitario in corso, l’attenzione verso l’innovazione deve essere massima. «Chi come la Fondazione Crt rientra tra le istituzioni filantropiche – sostiene Lapucci – deve guardare con ancora maggiore attenzione a questo genere di dinamica e spingere l’acceleratore per sperimentare nuove forme di sostegno e sviluppo del territorio. Dobbiamo essere soggetti capaci di mettersi in gioco e rischiare. Si tratta di un obbligo per il mondo della filantropia, un obbligo che sarà ancora più stringente quando si potrà ricominciare»

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