belluno

Mobilità slow in vista dei Giochi

di Nicola Brillo

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 Lorraine Berton: «Per affrontare una sfida come quella olimpica serve una visione strategica, nella quale le imprese del territorio dovranno fare la differenza, come è stato già fatto con la ricostruzione post-Vaia


2' di lettura

Arriverà presto il masterplan delle Olimpiadi invernali del 2026. È stato sottoscritto nei giorni scorsi dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, dal presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e dal sindaco di Cortina Gianpiero Ghedina l’accordo che punta a tracciare un nuovo sviluppo turistico tra le Dolomiti.
Si guarda ad un sistema di mobilità rispettoso dell’abitato, con riduzione della mobilità su gomma privata, quindi parcheggi scambiatori, mobilità alternative slow ed ampie zone a traffico limitato; un’offerta di impianti sportivi adeguata alla domanda, ormai evoluta da nuove peculiarità dei tempi; un’offerta riqualificata di servizi per l’accoglienza, diversa dalle seconde case.
«Dobbiamo saper cogliere l’opportunità di questo evento affinché quello che realizziamo non sia solo per le Olimpiadi, ma sia soprattutto il motore per la sostenibilità futura del nostro territorio – ha dichiarato il governatore del Veneto, Luca Zaia -. Il 2026, e gli anni di preparazione che lo precederanno, possono anche costituire il momento di un nuovo rinascimento per tutta la montagna, prima martoriata dalla tempesta Vaia e oggi messa in croce dal Covid».
Il governo ha già stanziato un miliardo di euro per le opere olimpiche, da dividere tra le diverse sedi: Lombardia, le Province autonome di Trento e Bolzano ed il Veneto. D’intesa tra tutti, al Veneto va circa mezzo miliardo per la realizzazione della variante alla strada statale n. 51 di Alemagna a Longarone e Cortina e di alcune altre opere ferroviarie. Si tratta di una sfida che enti e mondo imprenditoriale vogliono sfruttare al meglio. «È stata imboccata la strada giusta - ha commentato Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti -. Per affrontare una sfida come quella olimpica serve una visione strategica, nella quale le imprese del territorio dovranno fare la differenza, come è stato già fatto con la ricostruzione post-Vaia. Pubblico e privato sono chiamati a fare uno sforzo enorme, gli imprenditori sono pronti».
Confindustria Belluno Dolomiti è impegnata anche nella sfida della formazione: dall’orientamento nelle scuole dell’obbligo ai corsi di alta formazione della Luiss Business School di Belluno, passando per il Digital Innovation Hub di Feltre e le tante collaborazioni avviate con Università e Centri di ricerca.
«È un ulteriore passo avanti verso la montagna che vogliamo e che meritiamo – conclude Berton -. Il principio base è che i Grandi eventi non sono un fine ma un mezzo. Le Olimpiadi devono essere lo strumento per rendere la montagna più attrattiva per i giovani, le famiglie e le imprese, a partire da quelle manifatturiere, che sono la grande eccellenza bellunese».

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