IMPATTO AMBIENTALE

Mobilità sostenibile, Cereal Docks vara la rivoluzione su rotaie

Il traffico ferroviario cresce del 64%: Portogruarolo stabilimento più virtuoso

di Valleria Zanetti

2' di lettura

Utilizzare il treno come spina dorsale del proprio sistema di trasporto. La Cereal Docks, primario gruppo industriale italiano attivo nella prima trasformazione agro-alimentare, ha varato la “rivoluzione” su rotaie. Obiettivo: contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale e sociale delle proprie attività logistiche.

Puntare sul trasporto ferroviario significa avere un approccio sostenibile. Lo studio realizzato dall’economista Andrea Giuricin calcola l’impatto della logistica su ferro rispetto alla diminuzione delle cosiddette esternalità negative (inquinamento, rumore, incidenti). E dimostra come siano stati risparmiati oltre 24 milioni di euro in tre anni.

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Il Gruppo Cereal Docks, con sede a Camisano Vicentino, conta oltre 250 addetti e genera un fatturato consolidato superiore a 800 milioni di euro. La società produce ingredienti provenienti dal mondo vegetale, in primis da semi oleosi (farine, oli, lecitine) e cereali, destinati ad applicazioni nei settori feed, food, pharma, cosmetic e technical. Oggi Cereal Docks gestisce il proprio business attraverso sette stabilimenti, di cui uno in Romania e i restanti in Italia. Sei su sette sono dotati di raccordo ferroviario per un’integrazione totale con la rete ferroviaria e la gestione diretta delle merci via treno.

«Questo studio conferma la nostra volontà di accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente, allineandoci con gli obiettivi del Green Deal europeo - commenta Mauro Fanin fondatore e presidente di Cereal Docks Group –. Nei nostri stabilimenti, ogni anno vengono lavorate oltre 2,5 milioni di materie prime agricole. Per poter essere sempre puntuali nei rifornimenti all’industria, in Cereal Docks abbiamo diversificato al massimo: un terzo delle materie prime che utilizziamo sono prodotte e coltivate in Italia, un terzo arriva da Oltreoceano, un terzo dall’Est Europa».

A livello strategico il gruppo sta ridisegnando la gestione logistica delle materie prime e dei propri prodotti finiti, prediligendo la ferrovia e i trasporti su gomma a basso impatto ambientale, come quelli ibridi alimentati a diesel Euro 6 di ultima generazione, e Gnl. Gli obiettivi sono: spostare su rotaia gran parte dell’approvvigionamento delle granaglie e semi oleosi e gestire intermedi e prodotti finiti tramite la multi-modalità (primo trasporto di lungo raggio via treno e il successivo trasporto di prossimità o corto raggio via camion).

Nell’ultimo triennio il proprio traffico ferroviario è aumentato di circa il 64%. La crescita è stata generalizzata in tutti gli stabilimenti, ma a trainarla è lo scalo di Portogruaro (Venezia) che supporta il 75% del traffico ferroviario del gruppo. «Con la necessaria diversificazione delle fonti diversifichiamo anche la catena logistica di approvvigionamento: camion, navi e treni – aggiunge Fanin - riducendo i rischi connessi ad un’eccessiva dipendenza territoriale. Per ridurre gli impatti ambientali, i costi sociali e per garantire la continuità delle forniture la soluzione è nella creazione di un sistema di trasporto multimodale, automatizzato e connesso».

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