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Mobilità sostenibile: così Snam convertirà 5mila chilometri di linee ferroviarie non elettrificate a idrogeno

Nell’ultimo piano industriale, il gruppo ha previsto 150 milioni di investimenti al 2024 per progetti specifici sull’idrogeno. L’asse con Fs e Alstom e i contatti in corso con Ferrovie Nord

di Celestina Dominelli

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Snam converte vecchie linee ferroviarie non elettrificate a idrogeno

Nell’ultimo piano industriale, il gruppo ha previsto 150 milioni di investimenti al 2024 per progetti specifici sull’idrogeno. L’asse con Fs e Alstom e i contatti in corso con Ferrovie Nord


2' di lettura

L’idrogeno è destinato a prendere piede anche nei trasporti, a cominciare dai treni. E un contributo importante arriverà anche da Snam che, nel suo piano strategico 2020-2024, ha scelto di riservare 150 milioni di euro di investimenti a progetti specifici su questo capitolo, a partire dall'avvio della conversione delle prime tratte ferroviarie da diesel a idrogeno. Su questo tassello, il gruppo guidato da Marco Alverà, attraverso la business unit idrogeno, sta già lavorando da alcuni mesi con Alstom e Ferrovie dello Stato e sta anche dialogando con FNM (Ferrovie Nord Milano).

Quasi 5mila chilometri di linee non elettrificate oggi in Italia

Ma qual è la situazione in Italia? Oggi, nella penisola, sui quasi 16.800 chilometri di linee ferroviarie oggi in esercizio, le linee non elettrificate sono il 28% del totale, vale a dire 4.763 chilometri. Mentre i treni passeggeri diesel che circolano sulla rete ferroviaria di Rfi (gruppo Fs) sono circa 1250 al giorno, poco meno di 20, invece, i convogli merci.

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Un’operazione vantaggiosa anche senza incentivi

Si tratta di un'operazione vantaggiosa anche senza incentivi come ha anche spiegato di recente lo stesso ad Alverà, in un’intervista al Sole 24 Ore, alla luce del costo elevato del diesel e della logistica piuttosto semplice. Le motrici hanno costi competitivi e standard operativi paragonabili al diesel. Snam si occuperà di realizzare il sistema di approvvigionamento e rifornimento di idrogeno ai treni

I primi treni a idrogeno

Quanto ai convogli, le prime esperienze sono già partite, come il Coradia iLint di Alstom, il primo treno a celle a combustibile al mondo, che è già in servizio su una tratta regionale in Germania e ha completato servizi di prova sia in Olanda sia in Austria. La scorsa settimana,poi, Alstom che lavora anche con Snam ha annunciato la fornitura di sei treni a celle combustibile a FNM, che entreranno in funzione sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo, sostituendo gli attuali motori diesel e creando quindi la prima “Hydrogen valley” italiana.

L’asse di Snam con Fs e Alstom

Sul fronte delle Fs, invece, il gruppo ha siglato, come noto, un accordo di collaborazione con Snam a fine ottobre per promuovere lo studio dell’idrogeno nel settore ferroviario e per sperimentare soluzioni tecnologiche innovative legate alla produzione, al trasporto, alla compressione, allo stoccaggio, alla fornitura e all’utilizzo dell’idrogeno, per contribuire allo sviluppo della mobilità sostenibile. Lo scorso 4 giugno, invece, il gruppo di Alverà aveva firmato un’intesa con Alstom per promuovere la diffusione di treni a idrogeno in Italia.

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