rapporto ancma-legambiente

Mobilità urbana, il ministro Costa disegna il dopo bonus bici: «Piano per 20mila km di piste ciclabili»

L’intervento alla presentazione della quinta edizione dell’Osservatorio Focus2R dedicato a infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote in Italia

di Antonio Larizza

default onloading pic
(16878)

L’intervento alla presentazione della quinta edizione dell’Osservatorio Focus2R dedicato a infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote in Italia


3' di lettura

La passione per le due route degli italiani cresce molto più velocemente dell’attenzione riservata dalle amministrazioni comunali a questa forma di mobilità. Il quinto rapporto dell’Osservatorio Focus2R, l’indagine nazionale su infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote presentato lunedì 18 dicembre da Ancma e Legambiente, certifica che per una vera volta si deve ancora pazientare.

Moto e scooter, sicurezza a bassa priorità

Colpisce il dato sulla sicurezza: a fronte di un lieve calo del numero di decessi di motociclisti e scooteristi sulle strade italiane, la sicurezza delle due ruote - sia a motore che non - non è considerata una priorità dal 59% dei comuni intervistati (96 capoluoghi su 104) cui si aggiunge un 12% di città che, negli strumenti di pianificazione della mobilità urbana, attribuiscono alla sicurezza dei centauri una priorità «bassa».

Loading...

«Dai risultati della quinta edizione dell’Osservatorio – spiega Mirco Laurenti di Legambiente – emerge un trend di cambiamento continuo nelle abitudini dei cittadini. Restano però i nodi su inquinamento urbano e incidenti stradali, che continuano a essere un’emergenza».

Solo sei comuni - Benevento, Imperia, Milano, Parma, Taranto, Venezia - consentono pieno accesso a moto, scooter e ciclomotori alle corsie riservate ai mezzi pubblici, mentre Bergamo, Como, Genova e Pescara prevedono un accesso parziale.

Moto e bike sharing in aumento, ma concentrato in poche città

Tra le note positive, il numero di comuni che dichiara di aver installato guardrail dotati di protezioni a tutela dell’incolumità dei motociclisti, che passa dal 17% del 2015 al 32% del 2019, e l’andamento dello sharing degli scooter, soprattutto a trazione elettrica, sebbene il mercato sia concentrato in cinque grandi città - Genova, Milano, Rimini, Roma e Torino - con Milano che da sola rappresenta il 57% del totale.

L’Osservatorio ha monitorato anche l’attenzione rivolta dalle amministrazioni alle biciclette. Sul lungo periodo, tra il 2015 e il 2019, nelle città italiane si registra il triplo di mezzi in bike sharing, un aumento dell’86% dei punti di ricarica per e-bike e una crescita di comuni dove è possibile trasportare la bici sui mezzi pubblici (saliti dal 31 al 45%).

Ministro Costa: «Per il dopo bonus bici 20mila km di piste ciclabili»

Intervenendo alla presentazione del rapporto, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha riferito dati ancora migliori per il 2020 - il rapporto fotografa la situazione a fine 2019 - e spiegato la sua visione per il dopo bonus bici. «Vogliamo passare – ha detto il ministro – dall’incentivo all’acquisto all’incentivo all’uso della bicicletta: per questo il nostro piano prevede risorse per i comuni finalizzate alla nascita di 20mila km di piste ciclabili». Un piano ambizioso, disegnato per essere attuato nei prossimi due anni e mezzo di legislatura. Costruttori permettendo.

Le proposte dei comuni tra mobilità e smart city

Il rapporto è stato anche l’occasione per censire le iniziative a livello locale. Il Comune di Firenze ha avviato i lavori per realizzare una smart city control room: una centrale operativa unica, che sarà pronta fra circa un anno, che riunirà tutte le conoscenze sulla città raccolte con un’infrastruttura digitale diffusa. La smart room non solo servirà per il controllo e la gestione remota della città, ma anche per rendere partecipi i cittadini, che potranno interagire con l’amministrazione tramite app diventando nodi di una rete digitale ramificata in tutta la città

Torino punta a diventare la capitale italiana della bici, con una proposta ambizioso: inserire il tempo per lo spostamento con forme di mobilità attiva nell’orario di lavoro.

Altrettanto visionaria l’idea allo studio nel comune di Genova: un biglietto inivisibile per utilizzare tutti i mezzi pubblici, che verrebbero pagati in un’unica soluzione insieme alle imposte comunali: nello studio dell’amministrazione, si stima una spesa di circa 110 euro l’anno per l’uso dei mezzi pubblici cittadini.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti