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Mobilità urbana: moto, scooter e bici protagoniste in città

L’interesse per il bike e lo scooter sharing aumenta tra i cittadini ma è ancora rallentata l’attenzione dei comuni italiani.

di Giulia Paganoni

(Mimmo Frassineti / AGF)

5' di lettura

La mobilità urbana sempre più importante per le amministrazioni locali. Aumentano i chilometri di piste ciclabili in città (più 65,5 km soltanto a Milano), cala il ricorso degli italiani al bike-sharing (meno 47% rispetto al 2019), a causa del lockdown e in parte della concorrenza dei nuovi servizi di monopattino-sharing. Mentre e cresce l'attenzione dei comuni al miglioramento della sicurezza in bici, mentre per il 51% di essi quella legata ai motocicli non è ancora una priorità. È quanto emerge dal sesto rapporto dell'Osservatorio Focus2R, la ricerca promossa da Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con Legambiente, elaborato dalla società di consulenza Ambiente Italia e presentato stamane attraverso un webinar a cui hanno partecipato anche gli assessori con deleghe alla mobilità delle città di Roma, Milano, Parma, Genova e Torino.

Biciclette e moto protagoniste della mobilità urbana

I risultati del monitoraggio sono il frutto di un questionario rivolto nel corso del 2020 a 106 municipi, a cui hanno risposto 94 amministrazioni. Il report rende quindi disponibile un'importante fotografia sulla situazione riguardante piste ciclabili, sharing mobility, parcheggi dedicati e tanti altri aspetti legati alla mobilità su due ruote nei centri urbani fornito direttamente dai governi locali.
Malgrado sia ancora profondo il divario tra Nord e Sud del Paese nelle misure messe in campo, l'ultima rilevazione conferma comunque una positiva e graduale ascesa dell'attenzione alla mobilità su due ruote nell'agenda politica delle città italiane. Un interesse in rialzo, che ha riguardato i principali indicatori del report, ma ancora non allineato al rinnovato protagonismo di biciclette e motocicli e alla loro crescente presenza in ambito urbano. Il mercato di riferimento descrive infatti un vero e proprio boom delle due ruote, con il settore bici che si avvia molto probabilmente a replicare il successo del 2020 con oltre due milioni di pezzi venduti e quello moto che segna un sorprendente incremento del 21,2%, immatricolando quasi 290mila veicoli.

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Aumentano i chilometri di piste ciclabili

Buone notizie sul fronte dell'infrastruttura. Ben 31 Comuni, anche per sopperire ai problemi di circolazione legati al Covid, hanno realizzato complessivamente 224,5 km di nuove piste ciclabili: la maggior parte delle amministrazioni locali intervistate ha introdotto più di 2 km di piste ciclabili, mentre 7 più di 10 km. La disponibilità media di piste ciclabili, ciclopedonali e zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h sale anche nel 2020 e raggiunge 9,5 metri che rappresenta un incremento del 25% rispetto al 2015, primo anno di rilevazione del Focus2R. Cresce anche il numero di comuni in cui è consentito il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici (più 52%), in lieve aumento rispetto al 2019 e in netta crescita rispetto al 31% del 2015.
Stabile invece il dato delle amministrazioni che hanno allestito postazioni di interscambio bici in tutte o almeno una stazione ferroviaria (74%), oppure presso scuole e università (80%), mentre cala la percentuale delle città dove sono disponibili punti di ricarica elettrici delle biciclette a pedalata assistita, che passa dal 38% del 2015 al 33% del 2020 (era il 35% nel 2019). Come nel 2019, la maggior parte dei punti di ricarica si concentra in poche città, in particolare Trento e Padova che, insieme, contano quasi l'80% del totale, rispettivamente 320 e 312. In ogni caso, 13 comuni su 23 non superano i 5 punti di ricarica e soltanto 6 comuni ne hanno oltre dieci. Per quanto riguarda infine il bike-sharing, il 54% dei comuni ha introdotto servizi di condivisione delle biciclette con una flotta complessiva di circa 35 mila mezzi. Tra le città con il maggior numero di prelievi troviamo Milano, Brescia, Firenze, Torino e Bologna, tutte sotto il milione di prelievi annui, tranne Milano che registra 4.3 milioni di prelievi nel 2020. Il numero di prelievi totali annui diminuisce del 47% rispetto al 2019, così come la percorrenza totale che scende del 51% rispetto al 2019.

Cresce il numero di moto in città

Sul fronte delle due ruote motorizzate, la media di moto ogni 100 abitanti si attesta sulle 13 unità, in crescita rispetto al 2019. In aumento anche il numero di città in cui è consentito l'accesso alle corsie riservate ai mezzi pubblici, ma rimane una possibilità limitata: nell'84% dei Comuni intervistati non è infatti ancora permesso. Preponderante invece il numero di città che consentono il libero accesso alle Ztl (56%), mentre resta critica la situazione dei parcheggi: un comune su tre dedica alle due ruote una percentuale di stalli non superiore al 5%. Anche a seguito dell'andamento positivo del mercato, migliora la percentuale di città dove sono disponibili punti di ricarica dei veicoli elettrici, passando dal 42% del 2015 al 56% del 2019 e al 62% nel 2020, mentre il numero dei punti di ricarica è più che raddoppiato andando da 801 nel 2019 a 2.602 punti di ricarica nel 2020. Luci e ombre sulla sicurezza: a fronte di una diminuzione del numero di incidenti e dei decessi sulle strade italiane, preoccupa ancora la percezione dei comuni sul tema. Nei due principali strumenti di pianificazione della mobilità urbana (Pum e Pgtu) la sicurezza non è infatti considerata una priorità dal 51%. Fanno sperare invece i municipi che dichiarano di avere installato i guard-rail dotati di protezioni a tutela dell'incolumità dei motociclisti, che passano dal 17% del 2015 al 28% nel 2020, mentre un altro 25% dichiara di volerli ampliare o utilizzare in futuro. Nel 2020 lo sharing di moto/scooter elettrici, è disponibile in 9 Comuni (Brescia, Genova, Grosseto, Firenze, Milano, Lecce, Rimini, Roma e Torino): due in più rispetto al 2019 e 5 in più rispetto al 2015. Seppur limitato a poche città, il numero complessivo di veicoli comincia ad avere una certa consistenza con 4.532 unità a Milano, circa il doppio rispetto all'anno precedente (2.360), 1.000 a Rimini, 580 a Torino, 560 a Roma e 100 a Genova e Firenze.

Cosa si prevede per il futuro

La presentazione del Focus2R di quest'anno ha infine ospitato un intervento sul futuro della mobilità su due ruote in ambito urbano tenuto da Antonio Furlanetto, Ceo di Skopìa, start up dell'Università di Trento. Dal lavoro di Skopìa emergono scenari molto favorevoli per le due ruote; infatti, alla luce delle sfide ambientali e urbanistiche e dei cambi di paradigma in atto si delineano nuovi scenari che definiscono nuovi modi di concepire le nostre città, restituendo il tessuto urbanistico originale alla fruizione dei cittadini, intesi prima di tutto come pedoni e utenti di mobilità leggera. E, alla luce dei dati, è possibile affermare che il futuro è molto più favorevole a “città felici” piuttosto che smart e a città dove si punta a minimizzare la mobilità necessaria prima ancora che renderla necessariamente sostenibile. Con questa premessa di novità e innovazione le due ruote diventano le soluzioni più immediate ed efficaci per avere città in cui la qualità della vita aumenta sensibilmente.

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