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Mobilità, verde, recupero spazi: nelle metropoli spinta alla rigenerazione

Le richieste di fruibilità e attrattività dai residenti in sei centri maggiori. Caso Roma: per l'80% può recuperare

di Giorgio Santilli

Spazi da non perdere, Pigneto riparte da parchetto abbandonato

4' di lettura

Migliorare le infrastrutture per la mobilità e recuperare gli spazi abbandonati sono le due priorità che i residenti delle grandi città italiane indicano per riqualificare l’ambiente urbano. Il 75% dei romani chiede metropolitane, strade e ferrovie contro una media nazionale del 56%, mentre il recupero dei siti abbandonati è il problema principale a Milano e a Torino dove viene indicato come grave questione da affrontare rispettivamente dal 62% e dal 57% dei cittadini contro una media nazionale del 51 per cento. I trasporti sono la priorità anche a Genova (64%), Napoli (60%) e Palermo (54%).

Sono alcuni dei dati dell’indagine campionaria che Swg ha realizzato per Confindustria Assoimmobiliare su 1.800 cittadini residenti nelle sei maggiori città italiane e che il 9 novembre sarà presentata all'assemblea annuale dell'associazione del mondo immobiliare. Dall’indagine emerge chiaramente come la rigenerazione urbana stia diventando una parola chiave per gli abitanti delle grandi città (l’88% degli intervistati è favorevole a grandi opere di riqualificazione urbana) non soltanto per risolvere le gravi emergenze che ci allontanano dalle performance delle metropoli europee, ma anche per una trasformazione più radicale e di medio periodo dell’ambiente urbano.

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Le città dei 15 minuti

La “città dei 15 minuti” sta diventando una prospettiva molto concreta e richiesta, è entrata nella vita quotidiana degli italiani con il Covid e si sta trasformando in una visione politica reclamata dal basso, che ha però bisogno di concretizzarsi in servizi, progetti e investimenti. «Nell’immaginario degli intervistati - spiega la ricerca - l’idea di città del futuro è piuttosto omogenea e cambia poco in base al comune di residenza. L’aspettativa non è solo quella di città più digitalizzate e caratterizzate da una mobilità sostenibile, ma anche di una maggiore fruibilità e di una minore separazione funzionale degli spazi».

È così che l’83% dei cittadini vuole connessioni wifi, l’82% chiede edifici pubblici, trasporti e servizi interconnessi via web, l’81% domanda di potersi muovere con mezzi sostenibili come biciclette o monopattini, l’80% ritiene importante che ogni quartiere abbia una propria vita, spazi in cui uscire e stare insieme e che non ci si debba spostare anche solo per andare al cinema o fare un giro per negozi. «Speriamo che questa consapevolezza crescente dei cittadini aiuti la buona politica a fare scelte corrette di medio e lungo periodo anche se non danno spesso dividendi politici nell’arco temporale del proprio mandato», commenta la presidente di Assoimmobiliare, Silvia Rovere.

La mappa della vivibilità

La situazione di partenza è ovviamente molto diversa da città a città e così viene registrata dalle interviste. Milano stacca tutti per livello di fruibilità percepita dai propri abitanti (indice sintetico 6,8 su una scala da 1 a 10), seguita da Torino (6,4). Sotto la sufficienza Genova (5,7) che però recupera un decimale rispetto all’analoga ricerca di due anni fa, Roma (5,3) assolutamente stabile, Napoli (4,7) e Palermo (4,3), entrambe in declino ulteriore rispettivamente di due e sei decimali.

Fa storia a sé il caso di Roma - cui la ricerca dedica un focus specifico - dove il 67% degli abitanti riconosce che c’è stata una lunga fase di declino, ma l’80% ritiene che Roma possa rinascere se ben governata e il 76% pensa che la città abbia uno straordinario potenziale di crescita e di miglioramento. Per la Capitale le urgenze sono il ripensamento profondo del sistema dei trasporti urbani (81%), il risanamento delle periferie (71%) e la riprogettazione degli spazi abbandonati e in disuso (65%). Da sottolineare il ruolo positivo che viene attribuito ai grandi eventi: il 75% dei romani pensa che il Giubileo 2025 sia un’ottima occasione per riqualificare le infrastrutture della città e il 67% un’occasione di crescita economica, il 64% vede il nuovo stadio della Roma come un’ottima occasione per riqualificare la zona di Pietralata e il 52% come segnale di rinnovamento della città, il 72% vede con favore la candidatura a Expo 2030.

Affitti senza qualità

Altri due temi vanno segnalati perché emergono con forza dalla ricerca. Il più grave è quello del mercato degli affitti, in particolare l’assenza di un’offerta adeguata. Le case in affitto sono vecchie e scadenti (48%), sono poche rispetto alle esigenze (46% che arriva al 61% a Milano facendone forse la maggiore criticità della città), mentre solo il 21% ritiene che i canoni di affitto siano accessibili. Da notare che fra gli obiettivi della rigenerazione urbana che la rendono gradita ai cittadini c’è anche l’offerta di case in affitto, non solo nei centri storici e nelle zone residenziali, ma anche nelle periferie.

Secondo tema, l’attrattività della città che riscontra da parte dei residenti una sensibilità simile a quella della fruibilità. Dove i due concetti vanno insieme, la città funziona. Qui le differenze fra Milano e le altre città si fanno abissali: per il capoluogo lombardo risposte favorevoli fra il 39% e il 64% a seconda del tema, le altre città stanno sempre sotto il 10%, con l’eccezione di Roma per la capacità attrattativa verso turisti internazionali facoltosi (25%) e Torino verso le grandi multinazionali (19%). Per aumentare l’attrattività vengono suggerite soprattutto residenze per studenti universitari e miglioramento dei servizi per il turismo internazionale. Semplificare le norme è la cura migliore per attrarre imprese anche dall’estero.

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