Trasporti marittimi

Moby, con intervento Msc salvi i 6mila lavoratori

Msc entra nell'azionariato della compagnia di navigazione del gruppo Onorato, creando le condizioni per chiudere l'accordo con Tirrenia in amministrazione straordinaria entro il 31 marzo

di Davide Madeddu

(ANSA)

2' di lettura

Accordo e aumento di capitale: per il salvataggio di Moby la strada si spiana. Msc entra nell'azionariato della compagnia di navigazione del gruppo Onorato con una quota di minoranza, creando le condizioni per chiudere l'accordo con Tirrenia in amministrazione straordinaria entro il 31 marzo. Un'operazione, annunciata dal Gruppo Onorato con una nota, che dovrebbe aiutare la risoluzione della vertenza e salvare la compagnia.

L'annuncio

«La famiglia Aponte e la famiglia Onorato sono felici di comunicare di aver raggiunto un'intesa finalizzata ad un aumento di capitale in Moby S.p.a. da parte del gruppo MSC - scrive il Gruppo in una nota -. Quest'aumento di capitale è finalizzato a saldare Tirrenia in A.S. per consentire l'immediato risanamento del gruppo Moby e nell'interesse dei suoi 6.000 lavoratori. Il gruppo MSC entrerà in Moby con una partecipazione di minoranza».

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La scadenza del 31 marzo

L'accordo arriva a una settimana di distanza dalla scadenza, fissata per il 31 marzo dal Tribunale di Milano per trovare un accordo tra i vertici di Moby (che controlla la Cin Compagnia italiana di navigazione) e i commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria. Proprio l'intesa è stata al centro degli incontri tra i rappresentanti dei due gruppi nelle scorse settimane.

L'appello del fondatore

Le scorse settimane, il fondatore e azionista unico Vincenzo Onorato, aveva inviato una richiesta appello al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e ai ministri Giorgetti e Orlando in cui ricordava sia le procedure di concordato preventivo in continuità di Moby e Cin sia le offerte del gruppo.

La mobilitazione in piazza

Il 21 marzo scorso la manifestazione in piazza davanti al ministero dello Sviluppo economico dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori. A fine giornata la dichiarazione: «Abbiamo ricevuto l’impegno nel trasferire ai commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria e al Mims la necessità di dare evidenza alla tutela occupazionale, nel caso in cui non si arrivasse all’accordo sul piano del risanamento del debito con il gruppo Onorato».

In salvo i 6.000 lavoratori

Ora la svolta. E quel «passo importante che permetterà di salvare i seimila posti di lavoro». «L'accordo raggiunto, e che prevede una ricapitalizzazione della Moby, - commenta Arnaldo Boeddu segretario generale Filt Sardegna - permetterà non solo la restituzione del debito nei confronti dello Stato e delle imprese che negli anni hanno fornito beni e servizi alla Cin Tirrenia in Amministrazione Straordinaria sino all'80% dell'importo dovuto ma, cosa ancor più importante la salvaguardia di oltre 6.000 posti di lavoro. Tuttavia è solo il primo passo rispetto al lungo cammino che si deve percorrere per dare un futuro certo e stabilità ai seimila marittimi ed alle rispettive famiglie». Soddisfatti anche Claudio Tarlazzi e Marco Verzari, della Uiltrasporti: «Prendiamo atto della soluzione positiva della vertenza Tirrenia-Cin ed esprimiamo grande soddisfazione per la tutela dell’occupazione e del reddito per tutte le lavoratrici e lavoratori marittimi coinvolti e per la salvaguardia della continuità territoriale».


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