Salvataggi

Moby, operazione-verità sui conti in vista del concordato

Nelle relazioni Chiaruttini la «voluntary disclosure» della compagnia degli Onorato: il travaso di risorse da Cin-Tirrenia, i soldi ai partiti

di Carlo Festa

(Imagoeconomica)

5' di lettura

C’è attesa per la decisione del Tribunale di Milano sulle domande di concordato preventivo chieste per Moby e Cin, quest’ultima nata dalla cessione della compagnia statale Tirrenia alla famiglia Onorato. Non solo il Tribunale fallimentare, ma anche la Procura da tempo tiene sotto esame la situazione.

Operazione-verità sulle gestioni passate

Per cercare di ottenere il via libera dal Tribunale è stata fatta un’operazione-verità sulla gestione tra il 2015 e il 2020: una «voluntary disclosure» della compagnia della famiglia Onorato, un caso giuridico unico in Italia con l’obiettivo di «blindare» il concordato rispetto al rischio di revoca per atti censurabili e a danno dei creditori. L’operazione-verità è stata effettuata grazie alle due relazioni dello studio Chiaruttini, a seguito del mandato conferito da Riccardo Ranalli, professionista incaricato da Cin e Moby di attestare i piani. Le due relazioni fotografano 5 anni di gestione: dal 2015 quando esce dal capitale il private equity Clessidra. C’è poi l’emissione di un prestito obbligazionario da 300 milioni e viene erogata finanza per 200 milioni da parte di un pool bancario (Unicredit, Banco Popolare e Banca Imi).

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Il travaso di risorse da Cin a Moby

Viene evidenziato come l’indebitamento si fosse riversato su Moby stessa e come la società avesse dovuto istituire un meccanismo volto a consentirle un accesso diretto alle risorse prodotte dalla gestione operativa di Cin. Così Moby ha proceduto nel tempo ad incassare direttamente gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di Cin, senza mai retrocederli a quest’ultima, al fine di reperire le risorse necessarie, tra l’altro, al rimborso dell’indebitamento.

Questa situazione ha portato all’insorgere una notevole posizione creditoria di Cin nei confronti di Moby tanto che il 16 marzo 2020 il collegio sindacale rimarcava come non vi fosse «più spazio per un drenaggio di risorse finanziarie a favore di Moby». Cin nel 2016-2019 ha messo a servizio di Moby buona parte delle risorse prodotte dalla sua gestione caratteristica, per un importo ben maggiore rispetto a quanto ricevuto e pari a 165 milioni, di cui 95 milioni come dividendi e riserve di patrimonio netto, e 70 milioni come saldo netto del rapporto di credito-debito infragruppo.

L’esborso veniva in parte finanziato con le disponibilità di Cin e mediante anticipazione di cassa su crediti vantati da quest’ultima in favore dello Stato Italiano. Cin procedeva inoltre a dismettere 6 motonavi. I fari sono accesi anche sui contratti di sub-noleggio. Viene rimarcata la forte competizione sulle rotte per la Sardegna con il gruppo Grimaldi, che avevano portato a una riduzione del giro d’affari di Moby-Cin.

I riflettori sono anche sui membri del Cda. Cin ha corrisposto in favore dello studio legale Cimmino - Carnevale - De Filippis, riconducibile ai consiglieri Beniamino Carnevale e Giovanni Cimmino, compensi professionali per 2,8 milioni. L’Ad Massimo Mura, ha usufruito fino a luglio 2020 di un immobile a Napoli, per il quale faceva capo a Cin un costo annuo pari a 28mila euro.

I trasferimenti di soldi ai partiti

Nella relazione dedicata a Moby vengono poi segnalati diversi trasferimenti di denaro: la sponsorizzazione del U.S. Lecce (150mila euro nel 2016/2017), i trasferimenti a Mascalzone Latino per 5,1 milioni, gli affitti su immobili della famiglia Onorato. Ma soprattutto i trasferimenti di denaro a influencer, lobbisti e un po’ a tutti i partiti politici: la Beppe Grillo S.r.l per 120mila euro annui.

Il verbale della seduta consiliare del 16 gennaio 2020 riporta che “con questa v'era in essere un accordo volto ad acquisire visibilità, con finalità pubblicitarie per il proprio brand sul blog presente nel sito www.beppegrillo.it nonché attraverso i canali redazionali social della Beppe Grillo S.r.l. avvalendosi del loro supporto redazionale, il tutto per un corrispettivo di 120.000 annui.” In particolare, Moby sottoscriveva con la società in esame un contratto di servizi, efficace dal 1^ marzo 2018 al 1^ marzo 2020 con riferimento al quale veniva versato l'importo complessivo di 200mila euro.

Alla Casaleggio Associati sono andati 0,6 milioni: In data 7 giugno 2018, Moby sottoscriveva infatti un contratto con la Casaleggio Associati S.r.l. avente lo scopo di sensibilizzare le istituzioni sul tema dei marittimi e raggiungere una community di riferimento di 1milione di persone, ad un corrispettivo annuo pari a 0,6 milioni oltre alla previsione di goal fee legate al raggiungimento anticipato dei suddetti obbiettivi tra 50mila e 150mila euro.

Questo contratto veniva approfondito solamente circa due anni dopo la suasottoscrizione, nel corso della seduta consiliare del 16 gennaio 2020, nell’ambitodella quale veniva dato atto che “a fronte di un corrispettivo di 50mila euro mensili”l'anzidetta società si era occupata della creazione del sito internet www.marittimi.com e della gestione e produzione dei suoi contenuti, attività quest'ultima tutta consultabile on line e direttamente ricollegabile al presidente del consiglio di amministrazione e con evidenti richiami al brand della Società; infine si era occupata della creazione e gestione della pagina Facebook, della creazione e gestione della pagina instagram anche in questo caso servizi volti a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla tematica della limitazione dei benefici fiscali del Registro internazionale alle sole navi che imbarcano equipaggi italiani o comunitari, il tutto con evidente ritorno d'immagine per la Società potenziando la connessione tra il brand Moby ed il concetto di italianità”. A fronte di tali servizi, Moby versava l’importo complessivo di 1,2 milioni sino alla risoluzione consensuale del contratto, intervenuta a partire da primo marzo 2020.

Ci sono poi i contratti di consulenza con Roberto Mercuri per 550mila euro, per il “supporto tecnico - specialistico legislativo in relazione alle attività con il parlamento, con il Governo e con la Commissione Europea”, prevedendo un compenso complessivo per 550mile euro. In particolare, Moby si impegnava a versare i seguenti importi:190mila euro, a cui aggiungere un rimborso spese forfettario di 10mila euro per prestazioni rese nell’anno 2016.

Poi 180mila euro, a cui aggiungere un rimborso spese forfettario di 10mila euro, per prestazioni rese fino a fine 2017; altri 180mila euro, a cui aggiungere un rimborso spese forfettario di 10mila euro, per prestazioni rese nel 2018. Queste prestazioni comportavano il trasferimento di risorse da parte di Moby per complessivi 900mila euro e sono state oggetto di analisi da parte dei revisori, nonché discusse in seno al Cda e al collegio sindacale.

In relazione agli altri trasferimenti ai partiti la lista è ampia: 30mila euro al Partito Democratico Federazione Val di Cornia-Elba, 50mila euro a Ernesto Carpone del Partito Democratico, 10mila euro a Maida Mataloni del Partito Democratico, 10mila euro tra il 2018 e il 2019 a Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, 100mila euro al Comitato Change. Tutti questi finanziamenti sono stati approvati dal Cda della compagnia, ad eccezione del finanziamento alla Fondazione Open, sostenitrice di Matteo Renzi, per 200mila euro.

In relazione alla concessione di quest’ultimo finanziamento alla Fondazione Open, non è stata rinvenuta alcuna delibera consiliare di Moby in quanto, come riferito dalla società,“non necessaria considerati gli ampi poteri del legale rappresentante”.

Sul punto, rileva la verbalizzazione della riunione consiliare del 16 gennaio 2020:“ Il presidente informa i presenti come in data 26 novembre 2019, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti di Alberto Bianchi, la procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze ha emesso un decreto di perquisizione, fra gli altri anche nei confronti della Società in quanto riferibile al dottor Vincenzo Onorato, in ragione del fatto che dalle acquisizioni investigative della Procura è risultato come anche anche Moby abbia effettuato erogazioni di denaro in favore della Fondazione Open”.

Ci sono poi anche i 100mila euro al Comitato Change “impegnato a sostenere le iniziative della Regione Liguria e facente capo all'attuale Governatore della Regione Giovanni Toti” e infine «il finanziamento erogato a Maida Mataloni, mandataria elettorale della candidata nelle fila del Partito Democratico Silvia Velo che veniva inizialmente elargito a soggetto diverso, ossia al Partito Democratico Federazione Val di Cornia-Elba».

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