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Moby sotto pressione, cedute due delle navi più redditizie

Vendute Aki e Wonder. La società alla sfida di covenant e bond

di Carlo Festa


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2' di lettura

Il gruppo Moby cede due delle sue navi più redditizie e capienti, la Wonder e la Aki, al gruppo danese Dfds. L’operazione consentirà di incassare una importante plusvalenza e di migliorare i conti dell’azienda, che era sotto pressione sui covenant finanziari. Il gruppo della famiglia Onorato sostituisce tuttavia due tra le navi più moderne (sono del 2001 e del 2005) in cambio delle due navi più datate King Seaways (1987) e Princess Seaways (1986). Sul mercato l’operazione viene vista con una valenza finanziaria.

Secondo una nota degli analisti di Stifel, specializzata nel monitorare il merito di credito degli emittenti (Moby ha in circolazione un bond da 300 milioni di euro), «l’operazione genererà un significativo capital gain nel 2019, ma con un merito di credito a nostro avviso negativo» in quanto per il gruppo Moby, secondo gli esperti, la perdita di navi più moderne impatterà sulla capacità di rilancio dell’azienda in un mercato sempre più competitivo.

Il gruppo Moby ha chiuso il 2018 con una perdita di 62,6 milioni di euro (dall’utile 2017 di 22,9 milioni) e ricavi più o meno inalterati a 584,3 milioni ma soprattutto con un’Ebitda in forte calo: da 131,6 milioni a 47,5 milioni.

In seguito al mancato rispetto dei covenant con le banche, Vincenzo Onorato ha dovuto sedersi al tavolo con gli istituti per studiare un rifinanziamento del debito bancario. Dopo il rimborso di una rata da 50 milioni, la sua esposizione verso un pool di banche guidate da Unicredit è a quota 160 milioni di euro: con una rata di 50 milioni il prossimo anno e il saldo a scadenza. Con la plusvalenza incamerata, i conti miglioreranno sensibilmente, anche se diminuisce il valore della flotta.

Il nodo principale resta il bond da 300 milioni di euro con scadenza 2023 e interessi al 7,75%. L’emissione, sotto pressione da diversi mesi, quota circa 30 centesimi ed ormai è stata totalmente rilevata sul mercato secondario, con prezzo a forte sconto, da fondi speculativi ed hedge fund.

Gli investitori sono in gran parte grandi fondi internazionali. Prudential, uno dei gruppi finanziari più esposti, ha ceduto la sua quota ad alcuni hedge fund: fra gli altri Cheyenne Capital, York Capital, Soundpoint Capital. Proprio questi investitori si sono organizzati, negli ultimi mesi, conferendo un incarico ai legali di Dla Piper. Ora resta da capire come il gruppo Moby utilizzerà la cassa a disposizione dopo la cessione delle due navi.

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