RAPPORTO R&S MEDIOBANCA

Moda: aziende italiane solide ma molto più piccole delle francesi

di Eleonora Micheli

Via Brera addobbata per la Fashion Week

3' di lettura

Le aziende italiane della moda sono più capitalizzate delle francesi, hanno meno debiti e più liquidità. Insomma, senza dubbio, hanno le spalle più solide rispetto alle cugine di Oltralpe. D'altra parte il sistema moda della Francia, che cresce più o meno come quello dell'Italia, ha dimensioni nettamente superiori. Il giro d'affari aggregato delle prime 15 luxury companies d'Oltralpe nel 2015 era di 70,1 miliardi di euro (il 3,3% del pil), contro i 30,3 miliardi del 2015 (il 2% del pil).

Questi i risultati dell'analisi di R&S Mediobanca sul settore della moda e del lusso, che ha considerato le 140 maggiori aziende della moda con sede in Italia e con almeno 100 milioni di euro di fatturato nel 2015. In particolare il gruppo Christian Dior-Lvmh, vantando un giro d'affari 2015 attorno a 35 miliardi, ha battuto da solo le prime quindici aziende italiane del lusso. L'analista di Mediobanca, Nadia Portioli, ha comunque specificato che senza considerare vini e altri prodotti, il solo comparto della moda e del lusso di Dior-Lvmh si attesterebbe a 11,7 miliardi di euro, di poco al di sopra degli 11,5 miliardi di Kering, il secondo gruppo francese che controlla anche il marchio italiano Gucci. «Anche in questo caso però – ha sottolineato Portioli – il giro d'affari delle Top15 francesi sarebbe nettamente superiore a quello delle Top15 italiane».

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Più nel dettaglio le aziende italiane e quelle francesi sono cresciute più o meno allo stesso tasso nel corso degli ultimi anni: ad esempio dal 2011 al 2015 il giro d'affari dei primi 15 gruppi italiani è passato dall'1,4% del pil italiano al 2%, mentre in Francia è passato dal 2,7% al 3,3%. La variazione in entrambi i casi è stata dello 0,7%. Dal 2011 al 2015 la moda italiana ha corso a passo leggermente più sostenuto rispetto a quella francese (+28,4% contro +27,4%), ma nel solo periodo 2014 -2015 è stata la Francia ad andare più spedita (+9,4% l'Italia contro +10% della Francia).

LE PRIME 15 AZIENDE ITALIANE

Fatturato in milioni di euro

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Le top 15 italiane sono più capitalizzate delle francesi, nel senso che il rapporto tra debiti finanziari e patrimonio netto si attesta a 21,7 per l'Italia e a 39,8 per la Francia. Le italiane vantano inoltre un tesoretto di liquidità più consistente (114,9 miliardi contro 36,6 miliardi). D'altra parte le aziende francesi sono molto più redditizie: le Top15 francesi hanno registrato nel 2015 un roe del 13,5% contro il 12,4% delle italiane. Se Italia e Francia fossero la stessa famiglia, nei primi 15 gruppi nove avrebbero nazionalità italiana e sei francese, ma il fatturato francese sarebbe il 73% di quello complessivo, attorno a 89,2 miliardi (dati riferiti ai bilanci 2015). Nel podio ci sarebbero Dior-Lvmh, Kering e Luxottica. Quest'ultima, tuttavia, nelle scorse settimane ha annunciato un'aggregazione con Essilor, la quarta della classifica. «Considerando le due società assieme – ha sottolineato Portioli – il gruppo sorpasserebbe la seconda Kering in quanto a fatturato e si porrebbe in seconda posizione».

QUANTO PESA L’EXPORT

Quota percentuale di fatturato extraeuropeo

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Le aziende italiane della moda risultano migliori rispetto alla grande manifattura. I ricavi del 2015 sono cresciuti del 9,4% sul 2014 e del 28,4% sul 2011. Hanno fatto peggio, tuttavia, del settore mondiale del lusso, che nel 2015 ha registrato un giro d'affari di 251 miliardi, in progresso del 12%. Nello stesso anno le Americhe hanno tolto lo scettro all'Europa come mercato principale del lusso. Il settore italiano del lusso è caratterizzato da un'ottima solidità finanziaria (debiti pari al 31,8% dei mezzi propri). La redditività operativa, attorno al 9%, pur rimanendo positiva, ha subito una leggera contrazione nel 2015. La ricerca ha puntato l'indice sul fatto che il grosso del giro d'affari proviene dalla pelletteria, che non solo ha vantato il peso maggiore (73 mld, di cui 43 mld dalle borse e 16 mld dalle calzature), ma anche il maggior dinamismo (+15%). Seguono l'abbigliamento (60 mld di euro, +13%), la gioielleria e orologeria (58 mld di euro, +10%) e la cosmesi-profumeria (50 mld di euro, +13%). Tra le Top15Moda, che nel 2015 hanno generato un giro d'affari per 30,3 miliardi di euro (+8,9% sul 2014 e +30,1% sul 2011), l'incremento più sostenuto è stato quello di Valentino (+102%), seguito da Moncler (+71,5%), Calzedonia (+55,8%) e Armani (+46,9%). In frenata i ricavi della sola Benetton (- 25,8%). Il fatturato nel 2015 di Luxottica, di gran lunga la maggiore fra i gruppi del Top15Moda, si è attestato a 8,8 miliardi, davanti a Prada (3,5 mld), Armani (2,6 mld) e Calzedonia (2 mld); le altre aziende restano sotto i 2 miliardi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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