Contenziosi post covid

Controversie di lusso: rapidità e costi ridotti spingono arbitrati e mediazioni nel fashion

Protocollo stilato da Wipo e Camera della moda per affidare le controversie del settore ad esperti privati. Ai soci di Cnmi «sconto» sulle tasse amministrative (fino al 50% per i primi casi attivati)

di Elena Pasquini

default onloading pic
(catwalkphotos - stock.adobe.com)

Protocollo stilato da Wipo e Camera della moda per affidare le controversie del settore ad esperti privati. Ai soci di Cnmi «sconto» sulle tasse amministrative (fino al 50% per i primi casi attivati)


3' di lettura

Industria fashion e contenzioso: ai tempi del Covid-19 - critici soprattutto per il settore, che perderà tra il 20% e il 30% dei ricavi a fine anno - la scelta del percorso da proporre ai clienti, stretti tra problematiche di natura produttiva e distributiva, si arricchisce della convenzione tra il Centro di arbitrato e mediazione Wipo e Camera nazionale della moda italiana (Cnmi). L’accordo, già attivo, arriva sulla scrivania degli advisor legali come alternativa per la risoluzione delle controversie, garantita dal sigillo dell’istituzione amministrativa (Wipo) rispetto a neutralità e indipendenza di esperti, mediatori e arbitri coinvolti e con una particolare attenzione alle spese da sostenere.

Le peculiarità della moda

Nucleo del protocollo sono le caratteristiche del comparto, per gli ambiti di possibile sviluppo del contenzioso e la frequente necessità di mantenere un alto profilo di riservatezza delle decisioni. «La peculiarità delle esigenze dei brand di moda e delle società coinvolte nella filiera produttiva e distributiva richiede una profonda conoscenza del settore, che è spesso coinvolto in controversie che varcano i confini nazionali», sottolinea Ida Palombella, responsabile della practice di Intellectual Property, Information Technology & Data Protection in Deloitte Legal Italia, studio che ha curato gli aspetti legali della partnership.

Loading...

Lo strumento, al netto dell’uso domestico in cui l’arbitrato è relativamente poco diffuso, diventa una possibilità in campo internazionale dove i costi spesso sono significativi e si incontrano ostacoli anche solo di tipo culturale.
La specializzazione nel fashion law e il dialogo costante con le aziende ha permesso all’avvocata di identificare un’esigenza di celerità nelle risposte e di salvaguardia delle relazioni commerciali che ha portato alla nascita della collaborazione tra Wipo e Cnmi e al successivo protocollo. Un progetto di cui si è iniziato a ragionare a ottobre 2019 che ora acquista maggior valore per il momento storico. «In tempi incerti come quello attuale – afferma Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana - è importante che ci siano progetti che consentano di risolvere rapidamente e con competenza le controversie commerciali che purtroppo possono sorgere». Per questo Wipo, pur non vincolando le parti nella scelta, mette a disposizione un proprio elenco di oltre duemila esperti neutrali di ogni nazionalità con esperienza legale e tecnica in IP, tecnologia e nel settore fashion.

L’alternativa al tribunale

Vendita all’ingrosso e al dettaglio, licenze, distribuzione, franchising, pubblicità e sfruttamento dell’immagine comportano spesso complesse questioni legali, commerciali o gestionali in cui i profili del diritto sono interconnessi con quelli del business.

«La mediazione e l’arbitrato si confermano strumenti agili e attenti alle esigenze di controversie spesso internazionali e dall’alto profilo delle competenze», sottolinea Ignacio de Castro, direttore della Divisione delle controversie relative alla proprietà intellettuale e delle relazioni esterne presso il Centro di arbitrato e mediazione Wipo.

In base all’esperienza internazionale e alle statistiche elaborate da Wipo, la durata media di una mediazione è di circa 4,5 mesi; 13,5 mesi per l’arbitrato - che scendono a sette per l’arbitrato accelerato - ma i tempi possono restringersi a domanda delle parti. Anche le spese, per quanto importanti, risultano concorrenziali rispetto alle pluriennali cause civili e amministrative internazionali: esclusa la consulenza legale, una mediazione costa in media 10mila dollari e in caso di arbitrato accelerato gli onorari degli arbitri hanno un limite massimo di 20mila dollari. Senza considerare gli impatti economici sul business di una controversia “pendente”.

Pur pensato per una platea indistinta di multinazionali, piccole e medie imprese e start up, oltre ad artisti, centri di ricerca e sviluppo, università e società di gestione collettiva di diritti d’autore, il protocollo ha un occhio di riguardo per i soci di Camera della moda: tra le novità della procedura rientra infatti una riduzione delle tasse amministrative del 25% che, per i primi dieci casi attivati da dicembre 2020, arriverà al 50 per cento.

I documenti

I regolamenti di mediazione, arbitrato e arbitrato accelerato sono disponibili sul sito internet Wipo (www.wipo.it). Per ulteriori dettagli è inoltre a disposizione l’indirizzo email del Centro di mediazione e arbitrato: arbiter.mail@wipo.int.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti