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Moda e design, la sfida è il contract

di Giovanna Mancini

3' di lettura

In principio furono soprattutto accessori e complementi per l’arredo. Poi arrivarono i mobili veri e propri, infine i progetti di interior design per residenze, resort e hotel di lusso. L’interesse dei marchi della moda per il mondo dell’arredamento ha radici lontane, frutto spesso della passione personale di stilisti o imprenditori che, a partire dagli anni 80, hanno dato vita a divisioni aziendali dedicate, con cataloghi e fatturati di tutto rispetto. La strategia industriale punta a garantire un’offerta sempre più completa, dai rivestimenti ai mobili, dalle luci alle cucine, fino ai progetti di interni per il contract. Proprio a questi ultimi si guarda oggi con crescente attenzione.

Dal lusso al fast fashion, la moda in pressing per arredare la casa (e gli hotel)

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«Una delle più interessanti opportunità per il mobile di alta gamma è il canale del contract – conferma Alberto Vignatelli, ceo e presidente di Luxury Living Group, che edita i marchi Fendi Casa e Trussardi Home –, ovvero soluzioni immobiliari di pregio offerte con la formula chiavi in mano». Non a caso, il gruppo (che con tutti i suoi marchi prevede un fatturato consolidato di 130 milioni a fine anno, in aumento dell’8,6% rispetto al 2016) ha dato vita di recente a una divisione contract che opera con 250 specialisti nelle sedi internazionali del gruppo. «Oltre alla parte di interior decoration – precisa Vignatelli – offriamo anche la possibilità di seguire a 360 gradi il progetto di realizzazione dell’immobile, nella parte progettuale e in quella ingegneristica».

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Armani/Casa conta tra le sue quattro unità aziendali una struttura di Interior Design Services, che fornisce soluzioni progettuali su misura per immobili di alto livello, nonché soluzioni di arredamento di interni per clienti privati. La divisione casa (che nel 2016 ha registrato ricavi in aumento del 7% rispetto al 2015) è presente con 42 punti vendita in 29 Paesi. I prodotti, progettati internamente, sono sviluppati in collaborazione con aziende specializzate. Quello delle partnership – con la parte progettuale seguita dall’azienda di moda e quella produttiva affidata a imprese dell’arredo – è il modello perseguito dalla maggior parte delle aziende della moda attive nel design.

Tra i pionieri, Missoni nel 1983 ha lanciato, in collaborazione con T&J Vestor, il marchio Missoni Home, che oggi vale circa il 20% della casa madre. «Siamo in crescita del 4% sull’anno scorso – spiega l’ad di T&J Vestor, Alberto Jelmini –. Il contract è in forte sviluppo: abbiamo seguito alcuni progetti importanti di Interior decoration nel residenziale a Manila e attualmente ne stiamo completando due a Bodrum e Miami».

Anche Versace Home (business unit che vale circa il 10% del fatturato totale del Gruppo Versace) ha un team interno dedicato alla progettazione di interior design. Fra i più recenti progetti contract, ci sono l’hotel Palazzo Versace di Dubai (si veda il pezzo in pagina) e quello in costruzione a Macao; in fase di realizzazione anche l’Abil Mansion di Mumbai, in India, e la London Aykon One. «Stiamo attivamente guardando al mondo del contract e dell’hospitality – spiegano anche da Diesel Living– concentrandoci non solo sull’estetica dei luoghi ma anche sul tipo di esperienze che vogliamo far provare ai nostri consumatori, per far vivere il lifestyle Diesel a 360 gradi».

Con un fatturato di 30 milioni wholesale previsti a fine anno (circa il 10-15% dei ricavi complessivi del gruppo) Roberto Cavalli Home è una divisione considerata strategica per il gruppo Cavalli, come spiega il ceo Gian Giacomo Ferraris: «Il piano di sviluppo prevede un ampliamento non solo della gamma prodotti, ma anche dei progetti di interior design». Tra i più recenti, alcune ville di lusso all’interno di un Golf Resort a Dubai. «La divisione casa è destinata a crescere – aggiunge Ferraris – anche grazie al piano di investimenti in Asia, che riguarda tutto il gruppo».

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