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Moda e profumi sodalizio senza fine e business in aumento

Da Armani a Gucci, Prada, Dior e Chanel prosperano i lanci per avvicinare nuovi target e comunicare l’identità del brand

di Marika Gervasio

3' di lettura

Trussardi ha dedicato a Milano - che ospiterà la settimana della moda fino al 26 settembre - una collezione di fragranze, Le vie di Milano: una mappa olfattiva composta da otto profumi unisex che raccontano lo stile, l’emozione e le abitudini della città meneghina con nomi evocativi come Limitless Shopping Via della Spiga, Passeggiata in Galleria Vittorio Emanuele II, Aperitivo Milanese Porta Nuova e Alba sui Navigli. Quello tra la moda e il mondo dei profumi è un legame forte e duraturo che parte da lontano. «Fatemi una fragranza che profumi d’amore» diceva Christian Dior quando nel 1947 nacque Miss Dior. Sono moltissime, infatti, le aziende di moda che puntano su questo prodotto così lontano da modelli, tessuti e sfilate eppure così fondamentale per affermare il marchio, comunicarne i valori, completarne l’immagine e avvicinare nuovi clienti. Dopotutto, come diceva Coco Chanel, «il profumo è l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza». E N°5 è diventata un’essenza iconica per la maison francese.

Un cavallo vincente su cui scommettere, dunque. Un business, quello delle fragranze, che non sembra conoscere crisi: secondo Cosmetica Italia il mercato italiano della profumeria alcolica nel 2021 ha sfiorato gli 1,1 miliardi di euro, pari al 12,5% dei consumi totali di beauty, portandosi sui livelli del 2019. Bene anche l’export che l’anno scorso ha toccato gli 1,2 miliardi crescendo del 22,9% e tornando quasi sui livelli precrisi.

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Da Armani a Gucci a Prada, Dolce & Gabbana e Valentino, solo per citarne alcuni, le proposte in arrivo sul mercato sono numerose - e si estendono anche al make-up - così come gli accordi di licenza siglati con le aziende cosmetiche, da L’Oréal a Coty (che con Gucci lancia Flora Gorgeous Jasmine eau de parfum dopo Flora Gorgeous Gardenia a cui si abbina una linea make-up) alle italiane EuroItalia (Versace, Missoni, Moschino e DSquared2) e Mavive (Furla, Ermanno Scervino).

I maestri profumieri Nadège Le Garlantezec, Shyamala Maisondieu e Antoine Maisondieu hanno collaborato con Miuccia Prada e Raf Simons per conciliare atemporalità e avanguardia, natura e innovazione. Il risultato? Paradoxe, profumo che «racchiude l’essenza stessa di Prada» fanno sapere dall’azienda che ha siglato un accordo di licenza con L’Oréal per il beauty con decorrenza dal 1° gennaio 2021, dopo aver collaborato con Puig. Un accordo che Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada aveva commentato così: «L’Oréal è leader internazionale nel mondo del beauty. Il suo prestigio e la sua esperienza lo rendono il partner ideale per sviluppare al meglio il potenziale di Prada attraverso nuovi progetti, facendo leva sulla già consolidata identità del brand nel settore delle fragranze, per dialogare con una clientela più ampia in tutto il mondo».

La licenza Prada è andata ad arricchire il portafoglio di brand di L’Oréal Luxe (che annovera, tra gli altri, anche Giorgio Armani che ha da poco lanciato Code Le Parfum, al 100% ricaricabile e due novità make-up) dopo l’ingresso di Valentino, entrato nell’orbita del colosso francese di cosmetica da gennaio 2019. «Siamo certi che Valentino abbia un grande potenziale nella categoria e che con le competenze di L’Oréal nel settore saremo in grado di realizzare quel potenziale» aveva commentato Stefano Sassi, ceo di Valentino all’epoca della firma della licenza. Da allora la maison ha presentato le fragranze Born in Roma e una linea di make-up. Tra le ultime iniziative, la nuova campagna pubblicitaria “Born in Rosso” che rende omaggio al Rosso Valentino, il colore iconico della maison e l’apertura di un punto vendita fragranze e make-up alla Rinascente in via Del Tritone a Roma.

Se le licenze fioccano, un brand va controcorrente: Dolce&Gabbana ha infatti deciso di portare al suo interno il business del beauty. Chiusa la licenza con il gruppo Shiseido, la casa di moda ha infatti costituito la società Dolce&Gabbana Beauty per gestire direttamente il segmento. Un passo importante nel continuo sviluppo degli asset, delle competenze e delle responsabilità del gruppo, come lo aveva definito Alfonso Dolce, ad di Dolce&Gabbana: «Questo passaggio è un aspetto di una strategia più ampia e di lungo termine che ci vede impegnati a consolidare, coltivare e promuovere le eccellenze artigianali e manifatturiere del nostro meraviglioso Paese, e non solo, all’interno dello stesso progetto industriale».

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