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Moda, made in Italy vincente con le vendite online

Con un giro d'affari complessivo del comparto che vale qualcosa come 281 miliardi di euro, all'Italia spetta una fetta del 22%

di Giancarlo Mazzuca

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(Rido - stock.adobe.com)

Con un giro d'affari complessivo del comparto che vale qualcosa come 281 miliardi di euro, all'Italia spetta una fetta del 22%


2' di lettura

Il vessillo del “made in Italy” può sventolare anche con il coronavirus sempre in agguato. In questo triste autunno 2020 ci lamentiamo giustamente dei contraccolpi economici della pandemia che stanno facendo terra bruciata in molti settori vitali, ma, fortunatamente, ci possono essere eccezioni nella Waterloo generale. È il caso del settore della moda che in Italia dà lavoro a 1,7 milioni di persone di cui il 70% donne : gli ultimi segnali del “trend” ci dicono che l'intero comparto, a prescindere dall'ultimo “Black Friday”, sembra reggere l'urto del Covid-2 nonostante certi orari contingentati degli esercizi commerciali.

Un dato è particolarmente significativo: le vendite online tengono bene tanto che . Considerando la situazione generale, questi dati confermano che i nostri imprenditori, con la loro creatività, cercano di fronteggiare anche la situazione attuale dopo un simile “terremoto”.

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Il 26% dei clienti, anche per cause di forza maggiore, è passato per la prima volta agli acquisti online

Molte “firme” della moda, con la grande inventiva che le contraddistingue, sono, così, state capaci di rinnovare la loro offerta innovando anche le tecniche di comunicazione: i mercati asiatici (cinesi ed arabi), ma anche quelli americani, hanno così risposto in modo piuttosto sorprendente. Con un giro d'affari complessivo del comparto che vale qualcosa come 281 miliardi di euro, all'Italia spetta una fetta del 22%. Accanto a colossi tipo Kering, Estee Lauder, Richemont e Lvmh, reggono l'urto, come conferma una recente indagine della Deloitte, anche i vari Armani, Prada, Dolce & Gabbana, Ermenegildo Zegna, Cucinelli, Tod's, Moncler e altri ancora.

Falchi e colombe

Un raggio di sole, dunque, che illumina un po' il quadro nero pece disegnato da tanti “guru” dell'economia costretti a prendere atto dei riflessi economici molto negativi per il Belpaese. Intendiamoci, gli uomini delle previsioni non possono che prender atto della gravissima situazione. Resta il fatto che ci sono anche spiragli di luce da non sottovalutare. E, una volta tanto, ci avevo azzeccato quando, nell' estate scorsa, avevo scritto che non bisognava stracciarci tutte le vesti prima del tempo, a dispetto dei tanti Barbanera d'Italia.

La situazione resta difficilissima anche perché forse ci siamo troppo illusi sui tempi d'arrivo (se arriveranno) dei fondi europei del Recovery Fund che, dopo gli ultimi “stop”, rischiano di approdare da noi chissà quando. Chi non delude, a questo punto, sono ancora tanti imprenditori che, spesso e volentieri, quando meno te lo aspetti, ci riservano colpi a sorpresa in grado di mettere chiunque al tappeto. Il caso della moda è, in questo senso, un bell'esempio: ricordiamolo nei momenti di maggior sconforto.

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