Sostenibilità

Moda a noleggio, i giovani trainano la domanda: verso 1,9 miliardi di fatturato nel 2023

La Gen Z di Greta Thunberg chiede sempre più capi da possedere a tempo: aumentano i brand che offrono questo servizio e gli investimenti nel settore

3' di lettura

Nei temi discussi nel meeting Youth4Climate, che si chiude oggi a Milano, c’è anche come rendere più sostenibile l’industria della moda, fra quelle con un maggior impatto sulle risorse del pianeta: «Proposte per migliorare il coinvolgimento dell’industria della moda nella lotta al cambiamento climatico», si legge in un comma del punto 3 (“Non-state actors' engagement”) del programma dell’evento.

La piattaforma Cocoon, dove noleggiare borse su abbonamento

Il 55% della Gen Z preferisce noleggiare gli abiti

Una delle proposte con l’impatto più efficace potrebbe essere quella di consumare, di possedere di meno, che vuol dire avere guardaroba meno pieni, dove riporre capi e accessori di migliore qualità e dunque più durevoli. Sono proprio i giovani della Gen Z, quella di Greta Thunberg e dei partecipanti allo Youth4Climate, a essere i più appassionati di “renting”, la moda a noleggio, dunque capi che non si possiedono ma si scambiano, secondo la sempre più diffusa e condivisa sharing economy. Uno studio della Washington State University ha evidenziato che proprio la Gen Z è la più orientata al noleggio di capi, con il 55% del campione che lo ha già sperimentato proprio perché spinti da una maggiore responsabilità e attenzione verso i cambiamenti climatici e i comportamenti di consumo che possano avere un ridotto impatto sul pianeta.

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Gli investimenti di Kering e i servizi di Ralph Lauren e Selfridges

La stessa tendenza era stata rilevata anche dall’Altagamma Consumer Insight, pubblicato lo scorso giugno: i Millennials e la Gen Z stanno guidando la crescita dell’industria del lusso, ne rappresenteranno il 60% dei clienti nel 2025 e saranno i pionieri del renting. Il 21% di loro è propenso a questo tipo di servizio, contro il 9% delle altre generazioni. Secondo Allied Market Research, entro il 2023 il business della moda a noleggio raggiungerà un valore di oltre 1,9 miliardi di dollari. Nel settore ha di recente investito anche Kering, entrato nel capitale di Cocoon, piattaforma di noleggio di borse, e Ralph Lauren, Ganni e Selfridges hanno iniziato a lanciare la loro prima offerta del genere.

DressYouCan è stata fondata nel 2015

La ceo di DressYouCan: «È della Gen Z il 25% dei nostri clienti»

Dunque anche dal punto di vista del business la moda a noleggio sembra costituire un promettente canale di investimento, come dimostra peraltro il caso di aziende che forniscono già da tempo questo servizio: «Il 25% del nostro fatturato arriva proprio dalla Generazione Z, segno dell'interesse di questa fascia d'età nei confronti del noleggio- afferma Caterina Maestro, fondatrice e ceo della startup milanese DressYouCan, che dal 2015 fornisce un servizio di noleggio di abiti e accessori - . I giovani hanno sposato la nostra filosofia e compreso come il fashion renting possa rivelarsi un'ancora di salvezza e contribuire a un futuro più verde, fatto di capi in grado di durare nel tempo e di guardaroba infiniti e condivisi. Il nostro servizio permette a chiunque di indossare capi d'alta moda per un'occasione speciale con prezzi accessibili, il tutto con un sistema di noleggio online e offline molto semplice e che sta riscuotendo grande successo - prosegue -. Il noleggio di abiti è l'esatto opposto del fast fashion e rappresenta una perfetta soluzione per chi sogna un vasto guardaroba che non alimenti sprechi e inquinamento».

Una conferma che viene anche dagli Stati Uniti, dove secondo uno studio pubblicato da Rent the runway, uno dei più diffusi servizi di noleggio abiti, attivo dal 2010, la sua attività avrebbe evitato finora la produzione di circa 1,3 milioni di nuovi capi. Sempre secondo questo studio, noleggiare un abito anziché acquistarlo permette di consumare il 24% in meno di acqua, abbattere il consumo energetico del 6% e far scendere le emissioni di CO2 del 3%. In generale, il risparmio ambientale nei prossimi anni sarà di 207,3 milioni di litri di acqua, 33 milioni di kWh di energia e 6 milioni di kg di emissioni di anidride carbonica. (Ch.B.)

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