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Tax free shopping, con russi e cinesi riprende la corsa

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Tax free shopping, con russi e cinesi riprende la corsa

(Fotogramma)
(Fotogramma)

«La “tempesta perfetta” sembra essersi conclusa e i consumi dei turisti in Europa sono in ripresa. Il 2017 potrà confrontarsi con il 2015, anno record per lo shopping tax free in Europa». È ottimista Pier Francesco Nervini, coo North&Central Europe & Global Accounts Global Blue, nel presentare i dati che la società svizzera ha elaborato per i primi nove mesi del 2017.

Il mercato mondiale degli acquisti tax free, secondo le stime di Armando Branchini, vicepresidente di Altagamma, vale circa 55 miliardi di euro, di cui oltre il 90% assorbiti dal lusso. In Europa lo shopping dei turisti extra Ue è poiù che raddoppiato dal 2011 ad oggi. Ed è in ripresa: tra gennaio e settembre ha registrato un +11%, con l’Italia (+8%) al terzo posto tra i paesi che hanno performato meglio, dietro al Regno Unito, dove i consumi sono saliti del 22% trainati dalla svalutazione della sterlina post-brexit, e la Spagna (+18%). In salita anche lo scontrino medio: +3% rispetto allo stesso periodo del 2016.

L’unico mercato europeo in flessione, in questi primi nove mesi del 2017, è stato quello tedesco (-4%): «La Germania aveva una posizione competitiva avvantaggiata, ora si sta “normalizzando”», spiega Nervini.

L’analisi delle nazionalità dei consumatori consacra il primato degli acquisti dei cittadini cinesi che realizzano il 28% degli acquisti tax free a livello europeo e che tra gennaio e settembre 2017 hanno incrementato il proprio shopping del 15%. Un dato importante, soprattutto a fronte del progressivo livellamento dei listini prezzi tra Est e Ovest: non è solo il prezzo a spingere i cinesi a comprare nel Vecchio Continente, ma l’esperienza in sè. I dati Global Blue fotografano anche il ritorno dei russi che dopo un biennio nero sono tornati a fare acquisti, stimolati anche dall’andamento del prezzo del petrolio. A livello europeo gli acquisti tax free dei russi, che rappresentano il 9% del mercato, sono saliti del 24% sui primi nove mesi 2016. In crescita anche lo shopping degli americani, mentre calano gli acquisti da parte dei mediorientali.

Stringendo il focus sull’Italia, che assorbe il 16% degli acquisti tax free europei, lo scenario non cambia: i cinesi sono i top spender con una quota di mercato del 29% e hanno registrato un +10%, i russi assorbono il 14% della spesa e hanno messo a segno un +27%, lo shopping degli americani, per cui il Bel Paese è la prima destinazione, è salito del 12%.

L’Italia continuerà, secondo le stime Global Blue, a crescere anche nell’ultimo trimestre del 2017: «Gli acquisti saliranno dell’8% contro il +2% stimato per la Francia; Regno Unito e Germania leggermente negativi. A livello europeo stimiamo un +6-7%» chiosa Nervini. Occhi puntati sulla Spagna che, nonostante non abbia risentito dell’attentato terroristico di agosto, sta vivendo un momento di sofferenza dovuto alle conseguenze del referendum per l’indipendenza catalana.

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