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Moda, arte&design: a Milano il maxi-polo delle scuole

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Moda, arte&design: a Milano il maxi-polo delle scuole

Un’operazione da 225 milioni di euro per creare il più grande polo italiano di formazione accademica e post universitaria nei settori moda, arte e design. Un polo con sede a Milano che vedrà la Nuova Accademia delle Belle Arti (Naba) e Domus Academy affiancare Istituto Marangoni sotto il cappello della newco Galileo Italia, sussidiaria del gruppo londinese Galileo Global Education specializzato nell’istruzione superiore dal 2011 azionista di minoranza di Marangoni.

A svelare in anteprima al Sole 24 Ore l’acquisizione, firmata ieri ma in attesa del closing ufficiale a gennaio, è Roberto Riccio, ceo di Marangoni e futuro ceo di Galileo Italia: «Gge - spiega - ha acquisito il 100% di Naba e Domus Academy dal gruppo americano Laurate Inc, che li aveva nel proprio portafoglio dal 2009». Nell’accordo è compresa anche la European University Cyprus, che tuttavia non si occupa di moda bensì di medicina.

Galileo Italia accorperà le tre realtà italianelasciando a ciascun brand la propria identità e il proprio target, ma cercando di coltivare sinergie che possano farle crescere sia in Italia sia all’estero. «Penso alle potenziali collaborazioni tra le scuole - continua Riccio - in termini di programmi, docenze, progetti e relazioni con le aziende che rappresentano un punto di forza della formazione di moda e design in Italia». L’obiettivo di lungo termine è aumentare il peso della formazione italiana a livello globale: secondo il primo Fashion Education Market Monitor realizzato da Deloitte Italia (su mandato di Istituto Marangoni) le scuole di moda nazional assorbono circa il 10% dei 760 milioni di euro di ricavi generati a livello globale.

Le carte di identità dei protagonisti di questo maxi polo da oltre 100 milioni di euro di ricavi annui e oltre 6 mila studenti sono, di fatto, molto diverse tra loro: Istituto Marangoni, fondato nel 1935 a Milano, è nato come scuola di moda (tra gli altri, ha “sfornato” anche Domenico Dolce e Franco Moschino). Con un azionista di maggioranza come il fondo Providence Equity Partners, che gestisce asset per 50 miliardi di dollari, nel 2014 ha affiancato la design school alla fashion school e oggi conta 4mila iscritti l’anno nelle sue dieci sedi sparse per il mondo. L’ultima in ordine cronologico sarà quella di Miami, con le lezioni al via a gennaio. L’espansione all’estero, che negli ultimi anni ha subito una netta accelerazione, è un boost importante: «L’azienda - spiega Riccio - chiuderà il 2017 con un fatturato di 62 milioni di euro, in crescita rispetto ai 57 dell’anno precedente e con margine Ebitda al 27%, in salita sul 26% del 2016».

Anche Naba e Domus Academy, cresciute fianco a fianco ma ciascuna forte di un dna molto ben definito, sono realtà in crescita. Naba, sigla per Nuova Accademia delle Belle Arti, è nata nel 1980 e si è affermata come accademia di formazione nei settori dell’arte, della moda e del design. Oggi offre corsi di laurea di primo e secondo livello, oltre a master e corsi brevi, e conta 4mila studenti provenienti da 70 paesi. «La formula di Naba è molto apprezzata dagli studenti italiani - continua Riccio - e con Galileo si potrebbe pensare di aprire altre sedi in Italia, per un progetto di valorizzazione e ampliamento della scuola stessa»,.

Domus Academy, fondata nel 1982, ha invece un’offerta orientata in modo specifico agli studenti già laureati e concentrata nei settori moda, design e architettura. Gli iscritti, tra i duecento e i trecento, sono per la maggior parte stranieri. Proprio in virtù di questa appetibilità internazionale Galileo Italia potrebbe esportare anche questo brand:  «Domus Academy ha una forza grandissima a livello internazionale - chiosa Riccio - e complice questo nuovo assetto potrebbe arrivare davvero lontano». Con un occhio ai ranking internazionali, popolati (per ora) soprattutto da istituti americani e inglesi, ma nei quali le tre scuole hanno già fatto capolino in posizioni di tutto rispetto.

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