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salon de la haute horlogerie

L’alta orologeria scommette sull’Asia: boom di visitatori (+27%), raddoppiano i marchi

La 28esima edizione del Salon de la haute horlogerie (Sihh) che si è chiusa il 19 gennaio a Ginevra ha segnato un punto di svolta. I visitatori, circa 20mila, sono cresciuti del 27% rispetto al 2017. Aumento a due cifre anche per gli spazi (+20%) e per gli espositori, passati da 16 a 35, grazie soprattutto alla sezione Carré des Horlogers, dedicata ai marchi indipendenti, dove hanno debuttato Armin Strom, Chronométrie Ferdinand Berthoud, DeWitt, F.P.Journe e Romain Gauthier.

Presenti tutti i marchi storici del gruppo Richemont (Iwc Schaffhausen, Jaeger-LeCoultre, Vacheron Constantin, A. Lange & Söhne, Cartier, Roger Dubuis, Officine Panerai, Van Cleef & Arpels, Piaget, Montblanc, Baume & Mercier), accanto ai brand Greubel Forsey, Audermars Piguet, Parmigiani Fleurier e, last but not least, Girard-Perregaux e Ulysse Nardin (gruppo Kering). A destare molta attenzione è stato il debutto di Hermès: la maison francese ha deciso di lasciare Baselworld, la fiera che si tiene ogni anno in aprile a Basilea, a favore del Sihh, confermando il salone di Ginevra come punto di riferimento nell’alto di gamma.

Tante le chiavi di lettura di questa edizione del Sihh, a iniziare dall’andamento del comparto, tornato negli ultimi mesi a crescere soprattutto nelle aree geografiche considerate strategiche. Stando agli ultimi dati disponibili, riferiti a novembre 2017,l’export orologiero elvetico ha fatto registrare un +6,3% rispetto allo stesso periodo nel 2016 con una crescita marcata in Cina (+39,8%) e Giappone (+22,5%). Gli analisti, in attesa di conoscere i dati relativi a dicembre, mese cruciale vista la concomitanza con il periodo natalizio, si lasciano andare a un cauto ottimismo e prevedono una crescita complessiva del comparto per il 2017 del 3% sul 2016. Un trend positivo che, sempre a detta degli analisti, proseguirà nel 2018. A supporto di questa previsione i risultati comunicati alla vigilia del Sihh dal gruppo Richemont: nei primi nove mesi (aprile-dicembre) dell’anno fiscale 2017-18 il polo del lusso ha realizzato un fatturato complessivo di 8,724 miliardi di euro con una crescita del 7% (+10% a cambi costanti), mentre il solo comparto orologiero di Richemont è salito del 2% a 2,308 miliardi di euro.

Dal punto di vista del prodotto le tendenze emerse al Sihh vedono, rispetto a quanto accaduto nel recente passato, una razionalizzazione dell’offerta, in termini di novità, limitata prevalentemente alle collezioni più iconiche, e una maggior attenzione al segmento maschile. Per Cartier il 2018 è l’anno del Santos, linea che per l’occasione è stata rivisitata soprattutto nel design della lunetta e declinata anche in una versione scheletrata per la prima volta proposta in acciaio.

Tra le proposte di Vacheron Constantin da segnalare il debutto della collezione Fiftysix che, per la prima volta nella storia della maison, è proposta anche in una versione in acciaio con l’obiettivo di avvicinare una clientela più giovane e con un diverso potere d’acquisto. A proposito di materiali torna a crescere l’interesse verso metalli preziosi a iniziare dall’oro oppure quelli più ricercati come la ceramica.

In quest’ultimo caso Girard-Perregaux si è distinta per aver alzato il sipario sul Laureato Skeleton Ceramic segnatempo che amplia l’offerta in una collezione sulla quale la maison del gruppo Kering ha puntato in modo deciso nel 2018. Un anno questo molto importante per Audemars Piguet che coincide anche con il 25° anniversario del Royal Oak Offshore modello per l’occasione riproposto in una versione fedele a quella presentata nel 1993 oppure declinata in due serie limitate a 50 pezzi ciascuna con tourbillon e cassa per la prima volta del diametro di 45mm in oro rosa e acciaio. La maison di Le Brassus ha archiviato un 2017 che, dal punto di vista del fatturato, ha sfiorato il miliardo di franchi svizzeri (850 milioni di euro circa) con un incremento del 12% sul 2016.

Il segno più caratterizza anche l’andamento di Richard Mille che per il 2018 stima un’ulteriore crescita del fatturato fino a 300 milioni di franchi svizzeri rispetto ai 270 milioni realizzati nell’anno che si è appena concluso. A Ginevra Richard Mille ha alzato il sipario sul RM 53-01 Tourbillon Pablo Mac Donough segnatempo nato dalla collaborazione con il celebre giocatore di polo argentino.

Sul fronte dell’innovazione si è distinta Baume & Mercier che ha presentato la nuova linea Clifton Baumatic dotata del primo movimento sviluppato internamente in collaborazione con ValFleurier e con il dipartimento di ricerca e innovazione del gruppo Richemont. I 50 anni dal lancio del Memovox Polaris hanno invece fornito il pretesto a Jaeger-LeCoultre (si veda l’articolo qui in basso) per presentare una nuova collezione che trae ispirazione dal segnatempo introdotto per la prima volta nel 1968. E in tema di ricorrenze il 2018 coincide con il 150° anniversario di Iwc un traguardo che la maison ha voluto festeggiare presentando 27 referenze in edizione limitata delle collezioni Portugieser, Pilot’s Watches, Da Vinci e Portofino.

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