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Humans of Fashion Foundation

Una nuova associazione dà supporto online e gratuito alle vittime di molestie nel mondo della moda

Originata dalla collina di Hollywood, con il caso Harvey Weinstein, l’onda delle denunce delle molestie sessuali e del movimento #MeToo si è estesa anche alla moda, e non accenna a diminuire la sua portata.

Dopo il coinvolgimento di Bruce Weber e Mario Testino, mostri sacri della fotografia di moda contemporanea, e quello di Terry Richardson, ora tocca a un altro protagonista del settore, il fotografo Patrick Demarchelier. È il Boston Globe, quotidiano celebre per le sue inchieste (quella sullo scandalo della pedofilia nell’ambito della diocesi della città è stata raccontata anche nel film “Il caso Spotlight” ) ad aver raccolto le testimonianze di una cinquantina di modelle, che hanno inserito quello di Demarchelier in una lista di nomi di presunti molestatori “celebri” della moda, insieme ad altri fotografi come Seth Sabal, Greg Kadel, Andre Passos, David Bellemere e lo stilista Karl Templer, di recente coinvolto nel progetto Genius Building di Moncler.

Mentre si moltiplicano le denunce, però, parallelamente si espande il sostegno ad associazioni che si occupano di vittime di molestie di questo genere: in Gran Bretagna l’atrtice Emma Watson, insieme ad altri colleghi e colleghe, ha donato un milione di sterline alla UK Justice and Equality Fund, mentre negli Stati Uniti il Time’s Up Legal Defence Fund, fondato da donne che lavorano nell’industria dell’entertainment, ha raccolto oltre 20 milioni di dollari da oltre 20mila donatori. A gestire il fondo è Tina Tchen, già nell’amministrazione Obama e profilo importante dello staff della ex first lady Michelle.

In Italia, giovedì 22, nel pieno della fashion week di Milano, sarà presentata la nuova ong “Humans of Fashion Foundation”, fondata dalla modella Kristina Romanova e dall’avvocatessa Antoniette Costa, già lanciata nei giorni della New York Fashion Week all’inizio di febbraio. L’obiettivo è trattare e prevenire abusi e molestie sessuali proprio nell’industria della moda, tramite una speciale app “Hoff”, accessibile dalle vittime di tali violenze, per offrire loro il supporto - gratuito e in tempo reale - di consulenti, psicologi e legali.

Sempre in occasione della fashion week newyorchese, la presidente Diane von Furstenberg aveva firmato e pubblicato sul sito del Council of Fashion Designers of America una lettera-appello ai membri dell’organizzazione, chiedendo un deciso impegno contro condotte e scelte poco professionali. Da parte sua anche l’editore Condé Nast ha stabilito un “Codice di condotta” che impegna modelli, modelle e fotografi. (Ch. B.)

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