Moda24

I ricavi di Furla crescono del 20% e sfiorano il mezzo miliardo

  • Abbonati
  • Accedi
pelletteria

I ricavi di Furla crescono del 20% e sfiorano il mezzo miliardo

Traguardo del mezzo miliardo mancato per un soffio, ma va benissimo così. «Quel milione che manca ci sembra quasi di buon auspicio: ci ricorda che nel 2018 andremo ben oltre, proseguiremo su questa strada di crescita sostenibile, che ci ha permesso di essere globali e di mantenere allo stesso tempo una forte identità italiana». Alberto Camerlengo, ceo di Furla, commenta così, dalla sede di Milano, i risultati del 2017, ennesimo anno eccezionale per l’azienda di borse, accessori e calzature.

In videocollegamento da Bologna c’è Giovanna Furlanetto, presidente e figlia di Aldo e Margherita, che fondarono l’azienda nel 1927. «Questi bei numeri su vendite, redditività, crescita della rete di negozi e della conoscenza del brand sono il risultato di un lavoro di squadra “globale” e sono per tutti motivo di orgoglio e spinta a fare sempre meglio. Io però sono la persona con l’anzianità di servizio maggiore, per così dire, e per me la soddisfazione più grande è sapere che in tutti questi anni la filosofia di Furla non è mai cambiata, né lo hanno fatto lo stile di gestione o l’attenzione alla qualità».

Ed eccoli, i numeri del 2017: l’ebitda è salito del 34,1%, il fatturato è cresciuto del 20% a cambi costanti e del 18,3% a cambi correnti, arrivando a 499 milioni, più che raddoppiato quindi rispetto ai 228 milioni del 2013.

A gestire l’azienda, sempre in stile Furla e Furlanetto, negli ultimi due esercizi è stato Camerlengo, manager esterno alla famiglia ma anche primo estimatore dell’impronta e dell’esempio che la figlia dei fondatori continua a dare. «Siamo presenti in 100 Paesi con 467 negozi, che si aggiungono ai 1.200 punti vendita del canale wholesale. Negli ultimi due anni inoltre hanno dato un forte contributo l’e-commerce, che nel 2017 è cresciuto del 38%, e il travel retail – sottolinea il ceo del gruppo Furla –. Oggi abbiamo 37 punti vendita negli aeroporti e nel 2018 17 location saranno dedicate alle collezioni uomo, che in alcuni Paesi crescono più velocemente di quelle da donna».

Il successo di Furla, brand posizionato nel cosiddetto “lusso accessibile”, non è solo legato a una sana ed efficiente gestione e a una visione coerente nel tempo. Negli ultimi anni, preso atto della rivoluzione portata da internet, sono stati fatti importanti investimenti in marketing, con progetti che coinvolgono tutti i canali, da quelli fisici al digitale, senza dimenticare i social network, le vetrine, il visual merchandising, la formazione del personale nei negozi e la multiculturalità dei team. «Un altro motivo di orgoglio è l’equilibrio tra mercati, che nel 2017 sono cresciuti tutti a due cifre – aggiunge Camerlengo –. Il Paese dove storicamente esportiamo di più è il Giappone, che assorbe il 23% del fatturato, ma in futuro potenzieremo, senza fretta, anche gli Stati Uniti».

Giovanna Furlanetto conclude sottolineando che il successo di un’azienda appartiene a tutte le persone che vi lavorano e che a chi guida un’impresa spetta il compito di rendere i luoghi e i tempi di lavoro più sostenibili possibile. Non sono solo parole: Furla ha da poco ottenuto la certificazione Top Employers Italia 2018 e festeggia oltre un anno del programma di welfare aziendale Furla for You. «L’88% dei nostri dipendenti ha utilizzato una delle varie opportunità del programma, diverse a seconda del Paese. Il mio sogno? Trovare il modo di soddisfare anche quel 12% per il quale evidentemente non abbiamo ancora escogitato il benefit giusto».

© Riproduzione riservata