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storie di marchi

Il caso Jenny Packham, il brand preferito dalla duchessa Kate che cresce a ogni nuovo royal baby

Tre su tre, non può essere una scelta casuale. Anche per la prima uscita ufficial del nuovo erede al trono dalla Lindo Wing del St Mary’s hospital, e come era già accaduto per i fratellini George e Charlotte, la duchessa di Cambridge Kate ha indossato un abito della stilista britannica Jenny Packham (insieme a décolleté nude dell’italiano Gianvito Rossi). 

Stavolta, però, si è trattato di una creazione su misura, un abito rosso con colletto di pizzo bianco per rendere omaggio a San Giorgio, santo patrono d’Inghilterra, celebrato proprio ieri, e che a molti ha ricordato l’abito rosso indossato dalla suocera Diana in occasione della nascita di Harry nel 1984: dunque, le fan degli outfit della futura regina, accuratamente raccolti ed esaminati in blog come Katescloset.com, Whatkatewore.comKatemiddletonstyle.org, non potranno averlo ordinandolo via web e decretandone il “sold out” nel giro di poche ore.

Jenny Packham è un brand indipendente eponimo della stilista, 53 anni e con studi a Central Saint Martins, una delle scuole più blasonate al mondo, lanciato nel 1988 con una mini collezione di 12 abiti da sera in seta bianca e nera. Nota soprattutto per la sua linea di abiti da sposa, Packham nel 2007 ha lanciato la collezione pret-a-porter, trovando in Kate Middleton una delle sue testimonial più affezionate e preziose: oltre agli abiti per l’uscita dalla clinica, azzurro a pois bianchi per George nel 2013 e bianco e giallo con una delicata stampa di fiori per Charlotte nel 2015, Kate aveva indossato Jenny Packham anche prima delle gravidanze, e in occasione di banchetti di stato (come quello con il premier cinese Xi Jinping), i premi Bafta, un concerto alle Olimpiadi, prime di film, tour in Giappone e India.

Da sinistra, Kate con il principino George e con la piccola Charlotte. In entrambi i casi ha indossato abiti di Jenny Packham

Dal momento che Kate è una delle icone di stile più potenti dell’ultimo decennio, Packham ha beneficiato dei suoi endorsment, come dimostra la recente crescita del suo marchio: nel 2012, quando Kate aveva già indossato delle sue creazioni in occasioni anche informali, lanciò per Debenhams la collezione dal prezzo più accessibile “No.1 Jenny Packham”. Nel 2014 ha aperto un primo e-store per il pret-a-porter e ha lanciato una capsule di candele di lusso con Neom Organics.

Nel settembre 2015, cinque mesi dopo la nascita di Charlotte, ha spostato il suo atelier da sposa da Belgravia nella prestigiosa Mount Street, a Mayfair, che si uniscono alle boutique di New York e Parigi. Due anni fa ha presentato una collezione di gioielli da sposa in collaborazione con Goldsmith, e di recente ha lanciato la prima linea di abiti da damigella e una capsule di scarpe e accessori con L.K. Bennett.

Nel 2013, anno della nascita del principino George, ha avuto l’onore di celebrare i 25 anni del suo marchio con un evento al Victoria & Albert Museum. E il prossimo settembre, in cui festeggerà 30 anni, ha annunciato di voler tornare a sfilare a Londra con la sua collezione PE 2019, dopo sette anni di presenza alla New York Fashion Week.

Il New York Times aveva notato che alle sue sfilate mancassero la stampa e gli influencer più importanti (Anna Wintour in testa), mentre i buyer, soprattutto dei department store come Harrods, Harvey Nichols, Neiman Marcus, Bergdorf Goodman, ma anche Net-a-porter, non mancavano mai. E questo nonostante Jenny Packham sia un brand piuttosto in vista, scelto da celebs come Angelina Jolie, Taylor Swift, Uma Thurman, Emily Blunt, Kate Winslet, Dita Von Teese, Kate Hudson. Il fedele appoggio di Kate Middleton riuscirà a decretare la definitiva promozione di Jenny Packham a brand globale? Servirà forse un altro royal baby?

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