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Sportivi pieni di poesia da Marni, un esercito di spavaldi per Donatella…

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Sportivi pieni di poesia da Marni, un esercito di spavaldi per Donatella Versace

Donatella Versace (Afp)
Donatella Versace (Afp)

Spurio: non c'è aggettivo più adatto a descrivere il calderone visivo e culturale del contemporaneo. Spurio come contaminato, multiforme, magmatico; come innesto, incrocio, morphing. La considerazione non è un giudizio, ma una semplice constatazione di fatti evidenti a tutti, ad eccezione probabilmente dei poteri forti e dei populisti che su probità e ortodossia normativa costruiscono una retorica anacronistica quanto penetrante. La breve fashion week maschile che si è aperta ieri a Milano il codice dell'ibrido sperticato e infedele lo promuove a spron battuto, senza calcar la mano sulla politica e risultando per questo doppiamente sediziosa. Il progresso, a conti fatti, trova nell'estetica un acceleratore formidabile.

Da Marni, Francesco Risso ricapitola senza remore tutto lo scibile dell'abbigliamento sportivo del tempo che fu, dal cricket alla boxe passando per il baseball e la lotta, inventando una enciclopedia squinternata di forme vestimentarie dal carattere analogico e nostalgico, ovvero l'opposto speculare dello sportswear performante, logato e spersonalizzato che al momento va per la maggiore. L'operazione, complice il singolare cast di pseudo atleti d'ogni età e morfologia fisica, dal gigante al ciccione, riesce a perfezione. Risso ha una sigla lisergica e infantile che ad ogni prova diventa più sicura, e che nelle collezioni maschili risulta particolarmente brillante, forse perchè modellate sulla sua stessa persona. Il mix narcolettico di volumi e di grafismi ha una spontaneità piena di poesia che azzera in un colpo, finalmente, la febbre agonistica della moda attuale.

Da Diesel Red Tag, il nuovo progetto di Renzo Rosso che vede protagonisti, come designer in residenza per una sola stagione, i fuoriclasse della nuova avanguardia internazionale chiamati a reinterpretare in dna Diesel attraverso capsule collection dalla distribuzione selettiva, è la volta del capace Glenn Martens, il belga che a Parigi sta facendo faville con Y/Project. Scelta quanto mai azzeccata da parte del patron di Otb: Martens è infatti un autore viscerale e originale, capace di unire verve sperimentale e senso di realtà. La sua idea per Diesel è elementare e per questo dirompente: l'errore deliberato nella forma - impossibile da utilizzare per come è, massima di spalle e minima all'orlo - che si traduce in molteplici possibilità d'uso, coinvolgendo attivamente i fruitori in un gioco incessante di controllo e abbandono. Anche questa è una visione spuria: contraddice il diktat a colpi sferzanti di caos.

Caos che impera magmatico e sovrano sulla passerella di Versace. Rinunciando con consapevolezza ad ogni coerenza, e con quella all'ispirazione univoca, Donatella Versace manda in passerella un esercito di sbruffoni che si fanno notare, ciascuno preso ad esplorare una zona diversa dello stile, tutti uniti dalla spavalderia. Dai completi gessati in proporzioni generose allo streetwear fluorescente c'è di tutto, forse troppo. La prova è chiaramente il frutto di uno studio attento dei bisogni del mercato contemporaneo, quasi uno schema di azione/reazione. Ineccepibile, dal punto di vista del metodo, meno come scelta strategica, perché fa di Versace una maison follower, quando il ruolo che le spetterebbe è quello di leader. Perché poi certi esperimenti di stile riescono meglio ai piccoli.

Stefano Tarantini, in arte Dorian, mente e motore di M1992, è un talento da tenere d'occhio. Deve ancora sgrezzare alcuni aspetti - le spalle immense a questo punto sarebbero da ripensare - ma il mix di underground e corporate, di riferimenti alle subculture e omaggi al prêt-à-porter italiano degli anni Ottanta ha un suo perchè. Questa stagione la visione distopica di spiagge inquinate popolate di post ravers e cadetti al consiglio d'amministrazione ha una energia tetra e magnetica. Il messaggio di libertà dagli schemi è forte e chiaro. Spurio, nella maniera più progressiva.

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