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Hong Kong traina la ripresa dell’export di orologi svizzeri

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Hong Kong traina la ripresa dell’export di orologi svizzeri

(Adobe Stock)
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Il mese di luglio ha confermato la ripresa delle esportazioni di orologi svizzeri, che già al giro di boa di metà anno avevano toccato livelli che non si vedevano dal 2015. In luglio l'export rossocrociato è stato di 1,8 miliardi di franchi (1,6 miliardi di euro), +6,6% rispetto ad un anno prima. Nei primi sette mesi del 2018, le esportazioni di orologi elvetici sono state di 12,3 miliardi di franchi (10,9 miliardi di euro), +10% in rapporto a dodici mesi prima.

In luglio il maggior mercato, Hong Kong, ha continuato la sua corsa con un +26,8%; gli Usa (-0,7%) e la Cina (-0,4%) hanno registrato lievi flessioni; buono il progresso del Giappone (+16,6%), che prosegue nella sua marcia; rimbalzo per il Regno Unito (+7,6%); flessione per la Francia (-1%) e contrazione per l'Italia (-9,1%), che secondo esperti del settore risente di alcune incertezze più complessive nei consumi; passi avanti per Singapore (+9,4%) e ribasso per la Germania (-8,6%); infine, balzo per la Corea del Sud (+41,9%), che scalza gli Emirati arabi dal decimo posto, spinta secondo alcuni analisti anche dagli acquisti dei turisti cinesi.

Le cifre dei primi sette mesi non mutano radicalmente il quadro, ma danno un'idea più chiara delle tendenze della fase. Hong Kong (+29,3%) ha il passo spedito, seguita da Usa (+7,6%), Cina (+11,2%), Giappone (+14,4%); il Regno Unito è in flessione (-8,3%) e risente della fine dell'effetto sterlina debole che aveva spinto gli acquisti esteri; Francia (+14,5%), Germania (+4,3%), Singapore (+9,1%) sono in territorio positivo; l'Italia (-12,7%) rimane in negativo e la Corea del Sud conferma la sua avanzata (+35,7%).

Tornando a luglio, l'export nel mese ha registrato aumenti in tutte le fasce di prezzo, ad eccezione di quella media, dei 200-500 franchi; l'incremento maggiore è stato quello degli orologi sotto i 200 franchi, seguito da quello della gamma alta, sopra i 3 mila franchi, e da quello dei prodotti medio-alti, tra i 500 ed i 3 mila franchi.

L'industria orologiera svizzera, principale polo mondiale nel settore dal punto di vista del fatturato, esporta circa il 90% della sua produzione. La crescita economica internazionale nel complesso è stata nell'ultima fase buona ed ha sostenuto l'export elvetico.

Tra gli operatori del settore c'è ora però qualche preoccupazione in più sul versante valutario, visto che il franco svizzero è tornato a salire nelle ultime settimane, sull'onda soprattutto della crisi turca. Un franco nuovamente ai massimi creerebbe qualche ostacolo in più all'export rossocrociato. La speranza delle imprese elvetiche è naturalmente che le turbolenze valutarie rientrino e che il franco ceda un po' di terreno.

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