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Nel tutù nero di Serena Williams (firmato Abloh) un invito al coraggio rivolto alle donne

Appassionata di moda, e creatrice di abiti lei stessa (ha lanciato la sua prima collezione a fine maggio) Serena Williams ha colpito ancora, e non solo sul campo: dopo la tuta total black da Cat Woman indossata al Roland Garros, agli Us Open ha fatto ancora scalpore scendendo in campo con una divisa-tutù, anche questa nera, creazione di Virgil Abloh, direttore creativo di Off-White e, dallo scorso marzo, anche della collezione menswear di Louis Vuitton.

L’abito fa parte di una capsule collection realizzata per Nike che comprende anche un giacchino in pelle e tre paia di scarpe. Alla fine della partita, in cui ha battuto la polacca Magda Linette per 6-4 6-0, l’atleta 36enne ha detto di essersi trovata molto bene con quell’abito, «è aerodinamico, lascia un braccio libero, mi fa sentire davvero bene».

Anche al Roland Garros Serena aveva mostrato il suo desiderio di unire stile e confort indossando una tuta (sempre di Nike), che però ha suscitato la riprovazione di Bernard Giudicelli, presidente della Federazione francese del tennis, per il quale «look come quello non saranno più accettati». Sembra, anzi, che per evitare casi analoghi si stia lavorando a un nuovo dress code, molto più stretto, modellato su quello di Wimbledon.

La “catsuit” indossata al Roland Garros

Serena Williams, però, vince e va avanti per la sua strada. Indossare divise così d’impatto è anche il suo modo per affermare la forza e la resilienza delle donne, soprattutto quando si trovano alle prese con la conciliazione della maternità e delle proprie professioni.

Dopo la nascita della figlia Alexis Olympia, un anno fa, l’atleta ha sofferto di gravi complicazioni, che hanno reso difficile il suo ritorno in campo. «Mi sento un super eroe quando la indosso», aveva detto della “catsuit” dello scandalo. Nella quale era racchiuso il suo messaggio di coraggio per le donne che avevano vissuto un’esperienza analoga. (Ch.B.)

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