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Conceria, distretti italiani leader mondiali nell’alta gamma

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Conceria, distretti italiani leader mondiali nell’alta gamma

«Quando sento parlare di sostenibilità, rispondo subito che, certo, deve essere una priorità per tutti: cittadini, aziende, istituzioni. Ma quando sento nominare o elogiare l’eco-pelle, faccio altrettanto velocemente una domanda: siete sicuri che sia davvero più sostenibile di quella tradizionale? Siete sicuri che l’industria chimica che produce le eco-pelli abbia un’impronta ambientale minore di quella conciaria?». A porre e porsi queste domande non è un esponente della vecchia guardia o della “old economy”, bensì una Millennial, Marta Lupi, della Bcn Concerie di Santa Croce sull’Arno, nel cuore del distretto toscano in provincia di Pisa.

«La mia famiglia ha costruito l’azienda nel rispetto dell’ambiente che ci circonda e delle persone che lavorano con noi, io raccolgo il testimone e i loro principi – aggiunge Marta Lupi –. Per questo chiedo a tutti di riflettere sul maggior utilizzo di acqua ed energia richiesto dalla produzione di eco-pelle e sulla sua non-biodegradabilità, nella maggior parte dei casi».

Se la pelle conciata in Italia è leader nel mondo è anche grazie ai progressi costanti fatti negli ultimi 40 anni, molto prima che l’ecosostenibilità diventasse un tema globale e, allo stesso tempo, di marketing e comunicazione. I frutti di questo lavoro sono evidenti: nel primo semestre 2018 la produzione conciaria italiana ha continuato a crescere (+5% rispetto al periodo gennaio-giugno 2017), trainando il comparto a livello europeo insieme a Francia, Spagna e Germania e restando leader nel mondo. I ricavi complessivi dell’industria italiane della pelle rappresentano il 65% del totale dell’Unione europea e il 19% di quello mondiale.

I dati sono stati presentati in occasione della fiera Lineapelle, che si tiene due volte all’anno a Milano ed è considerata il più importante salone mondiale della pelle e di tutto il settore della fornitura di materiali, componenti e accessori. Organizzato da Unic-Concerie Italiane, l’associazione di settore, si è tenuto dal 25 al 27 settembre, mentre il prossimo appuntamento, con le collezione per la primavera-estate 2020, sarà dal 20 al 22 febbraio 2019.

«La 95 esima edizione ha battuto nuovi record: oltre 20mila i visitatori da 110 Paesi, 1.306 espositori su quasi 50mila metri quadri – sottolinea Gianni Russo, presidente di Unic –. A livello globale, il settore conta circa 50 mila aziende, per più di un milione di occupati e un giro d’affari superiore a 150 miliardi di dollari. Il ruolo dell’Italia è fondamentale, in particolare nell’alto di gamma e grazie all’export, pari al 70%. Resterà tale investendo sempre di più nella specializzazione, nel dialogo tra aziende dei diversi distretti e tra distretti e, naturalmente, puntando su ricerca e sviluppo».

Dalle parole ai fatti: a Lineapelle 95 ha debuttato Innovation Square, uno spazio che, nei tre giorni di fiera, ha ospitato 40 relatori di alto profilo provenienti da tutto il mondo, istituti di R&S specializzati, aziende fortemente innovative. Sono stati presentati lavori, competenze, prodotti, dalla ricerca in laboratorio a soluzioni già completamente industrializzate. Tra i temi affrontati, il rapporto tra moda e biotech, i materiali del futuro, l’economia circolare, l’industria 4.0; e si è parlato delle competenze necessarie all’impresa rivoluzionata dal digitale nei suoi processi, nei suoi prodotti e nei suoi assetti organizzativi.

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