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Nasce la Fondazione Isaia tra storia, tecniche e lingua dei sarti

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NAPOLI

Nasce la Fondazione Isaia tra storia, tecniche e lingua dei sarti

Tenuta a battesimo la neonata “Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo”, che del binomio moda e cultura fa la propria ragione di esistere. L’iniziativa è di Isaia & Isaia, azienda nata dalla tradizione sartoriale napoletana e oggi affermata anche all’estero che da tempo dedica risorse e progetti alla cultura e all’impegno sociale. «La neonata Fondazione ha la missione di promuovere nuovi e più complessi progetti _ dice Gianluca Isaia, ad dell’omonima azienda e presidente della Fondazione – dare opportunità ai giovani e lustro all’arte della sartoria».

I progetti: la storia dei sarti
Quattro le direttrici principali lungo le quali si muoveranno i singoli progetti della Fondazione Isaia – Pepillo: attività di ricerca in collaborazione con enti universitari; attività di formazione con particolare attenzione ai mestieri a rischio di scomparsa; progetti culturali di recupero e valorizzazione dell’immenso patrimonio monumentale campano; convegni ed eventi di promozione del territorio. Per cominciare, nell’ambito delle attività di ricerca, è previsto uno studio storico sulle origini della sartoria napoletana tra Napoli, Londra e Casalnuovo, da realizzare in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

Si tratterà di un viaggio in più tappe: la prima consentirà di approfondire la storia della tradizione sartoriale napoletana dalle origini alla nascita dei primi sarti moderni nella seconda metà dell’Ottocento. Materiale che verrà raccolto in un volume a cura del professore Franco Barbagallo, direttore di “Studi Storici” ed autore di numerosi studi sulla storia politica e sociale del Mezzogiorno, insieme al professore Silvio De Majo e ad altri studiosi esperti. Le tappe successive punteranno su Londra (per ritrovare i punti di contatto tra la scuola sartoriale londinese e quella partenopea) e infine sulla provincia di Napoli, in particolare sulla città dei sarti per antonomasia (così come era annoverata sin dagli anni cinquanta), Casalnuovo di Napoli.

Una scuola per sarti
Nella sezione “formazione”, la Fondazione ha previsto, allo scopo di tutelare e trasmettere alle nuove generazioni i saperi artigianali, l’istituzione di una “Scuola per giovani sarti”, di durata triennale. Si potrà accedere alla scuola attraverso la partecipazione a un iter codificato di selezione, e i relativi costi saranno sostenuti dalla Fondazione Isaia con il contributo dei fondi privati e pubblici ; la sede del corso sarà a Casalnuovo.
La riscoperta del dialetto napoletano
Le iniziative culturali, promosse e supportate in collaborazione con intellettuali, associazioni e altre realtà del territorio, saranno legate alla valorizzazione del patrimonio culturale napoletano: musica, teatro, poesia, prosa, arti figurative e anche cucina, tradizioni, lingua, e tutto quello che incarna la “napoletanità”. In primis, un corso di lingua napoletana, riconosciuta come lingua meritevole di tutela dall’Unesco.

Eventi e presentazioni
Infine attenzione e cura saranno dedicate alla promozione e valorizzazione del territorio, promuovendo l’immagine di Napoli e della Campania attraverso l’organizzazione di eventi, sia nazionali che internazionali, finalizzati a diffondere i risultati dei progetti della Fondazione, in un’ottica di confronto e di collaborazione con realtà pubbliche e private interessate alla crescita del territorio. In questo filone si innesta il convegno «Il Non Profit per la cultura e lo sviluppo del Mezzogiorno, Creiamo insieme un futuro su misura del Sud Italia», che si è svolto nel Teatro San Carlo, di presentazione della neonata Fondazione Isaia - Pepillo.

A questo evento hanno preso parte Vito Grassi, presidente dell’Unione Industriali di Napoli e di Confindustria Campania oltre che ceo di Graded SpA, Gaetano Manfredi, rettore Università Federico II Napoli e Presidente della Crui, Giorgio Righetti dg Acri, Rosanna Purchia soprintendente della Fondazione Teatro di San Carlo, Armando Branchini vice presidente della Fondazione Altagamma. E ancora, hanno portato la loro testimonianza Gianfranco D’Amato, ad di Seda International Packaging Group, membro dell’Advisory Board del Museo di Capodimonte e Massimo Pelliccia, sindaco di Casalnuovo di Napoli. La conclusione è stata affidata a Gianluca Isaia. Il gruppo sartoriale napoletano non è nuovo a iniziative di questo genere. Ha partecipato recentemente al Progetto «Concerto di imprese», promosso, con altre sette aziende del territorio, per sostenere le attività del teatro San Carlo, impegnandosi a un contributo di 50mila euro l’anno ciascuna. Ha anche sostenuto il Festival Arte Cinema, oltre a finanziare iniziative in campo medico e sanitario, tra cui Telethon.

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