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L’hotel Hassler di Roma festeggia i suoi primi 125 anni

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L’hotel Hassler di Roma festeggia i suoi primi 125 anni

Il presidente Eisenhower trasformò una delle sue suite nel proprio studio privato prima della guerra; re Gustaf di Svezia invitò il suo chef pasticcere al proprio palazzo di Stoccolma per poter gustare il suo zabaione: naturale punto d'incontro dell'elite politica, economica e culturale italiana e straniera, l'hotel Hassler Roma ha accolto, negli anni, centinaia di personalità di spicco, dalla famiglia Kennedy al principe Ranieri di Monaco e Grace Kelly, Henry Kissinger, Reagan, Bush, Gabriel Garcia Marquez, Pablo Picasso fino a Steve Jobs, Madonna, Bill Gates e George Clooney.

E si prepara a festeggiare un duplice anniversario: i suoi primi 125 anni e i 40 anni di attività di Roberto E. Wirth, proprietario e general manager dell’albergo di famiglia («L'Hassler è la donna della mia vita, una donna da accudire, trattare con i guanti di velluto e amare con tutto il cuore» ama ripetere) con un evento in programma mercoledì 28 novembre, proprio in cima alla celebre scalinata di Trinità dei Monti. La serata sarà un omaggio alla città di Roma e alle origini svizzere dell'Hassler, con un richiamo al prestigioso passato e una presentazione delle novità.

Oltre un secolo di ospitalità
Roberto E. Wirth appartiene alla quinta generazione di albergatori della sua famiglia. Per quasi due secoli, infatti, la famiglia Bucher-Wirth ha lasciato il segno nel settore dell'ospitalità, gestendo alberghi di prestigio in Italia, in Svizzera e in Egitto.
La dinastia cominciò con Franz-Josef Bucher, considerato uno dei pionieri dell'industria alberghiera in Europa. Nel 1890 Bucher incaricò il genero Heinrich Wirth (nonno di Roberto E. Wirth) di recarsi a Roma per prendere in gestione l'Albergo Minerva e successivamente assumere la direzione dell'Hotel Quirinale, acquistato da Bucher nel 1894.
Sotto la direzione di Wirth l'albergo prosperò e divenne ben presto uno dei più prestigiosi della città di Roma. Sarà poi Oscar, figlio di Heinrich Wirth e padre di Roberto Wirth, a gestire l'Hassler Roma nel 1921, in qualità di partner di un altro albergatore svizzero, Alberto Hassler, divenendo in seguito l'unico proprietario del prestigioso albergo.
In breve tempo il prestigio e il successo dell'Hassler aumentarono progressivamente. Nel 1925, con il risveglio del turismo europeo e l'arrivo dei primi numeri consistenti di turisti americani, l'Hassler divenne ben presto il leader indiscusso nel settore alberghiero italiano. Nel 1940 aprì il suo rooftop restaurant di fama mondiale (ora chiamato Imàgo), il primo ristorante panoramico mai costruito a Roma.
La posizione eccellente dell'Hassler Roma, sulla sommità della scalinata di Trinità dei Monti, gli fornì un potenziale illimitato. Nel 1939, Oscar Wirth demolì quasi interamente l'edificio per ricostruirlo. L'albergo fu poi requisito durante la seconda guerra mondiale dalle forze aeree americane, per essere utilizzato come il loro quartiere generale a Roma. Il nuovo Hassler Roma fu finalmente riaperto al pubblico nel 1947.
Due anni dopo Oscar Wirth, durante un viaggio di lavoro a New York, conobbe e si innamorò di Carmen Bucher, figlia di Otto, bis-nipote di Franz-Josef. Nell'agosto dello stesso anno la coppia si sposò, unendo quindi per la seconda volta in meno di un secolo i destini di due grandi famiglie di albergatori e nel 1950 nacque Roberto Wirth.

L’hotel oggi
Con 91 stanze, di cui 21 suite, l'Hassler si propone oggi con un ambiente classico ed elegante dove spiccano anche elementi contemporanei. Fiore all’occhiello della struttura è Imàgo, il ristorante panoramico al sesto piano dell’hotel, insignito di 1 stella Michelin nel 2008 sotto la guida dello chef Francesco Apreda che propone piatti innovativi che racchiudono la classicità della cucina italiana rivisitata con il suo stile fatto di memoria, ricerca, gusto e immaginazione.

Prendersi cura di sé
Al terzo piano dell’hotel, Amorvero Spa offre ai suoi ospiti una sala fitness con macchine Technogym, un'area pesi, una terrazza, sauna, bagno turco e una serie di massaggi e trattamenti.
Ma anche una fragranza, Amorvero Profumo, voluta e ideata da Roberto E. Wirth ed elaborata dal maestro profumiere Lorenzo Dante Ferro per celebrare la femminilità mescolando le note di gelsomino italiano, tuberosa e rosa damascena accentuate dalla freschezza di bergamotto, limone e mandarino con il calore di legno di sandalo, ambra e vaniglia. Della collezione fanno parte anche l'eau de toilette Amorvero Uomo e un'intera linea per bagno, corpo e ambiente.
Al piano rialzato dietro al bancone del concierge si trova anche il salone Rossano Ferretti, il cui “metodo”, focalizzato non solo sulla cura dei capelli ma anche su quella dell'intera persona, si basa sulla ricerca da parte dello stilista della bellezza personalizzata.

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