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Stefano Ricci omaggia il genio di Leonardo

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Stefano Ricci omaggia il genio di Leonardo

«Restituire a Firenze quanto abbiamo ricevuto in termini di prestigio e di reputazione”. È con questo intento che la maison d'abbigliamento maschile Stefano Ricci “partecipa” a uno degli eventi più importanti degli ultimi anni, la mostra sul Codice Leicester di Leonardo da Vinci che si apre il 30 ottobre fino al 20 gennaio 2019 agli Uffizi anticipando le celebrazioni mondiali (nel 2019) dei 500 anni dalla morte del geniale artista-scienziato.

Il cuore della mostra - intitolata “L'acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci” - è rappresentato appunto dal Codice Leicester, 36 fogli e 72 pagine di appunti, riflessioni, teorie e disegni che hanno come filo conduttore l'acqua e le tecniche idrauliche, fatti da Leonardo tra il 1504 e il 1508, al suo ritorno a Firenze dopo quasi 20 anni trascorsi a Milano, e oggi di proprietà di Bill Gates che acquistò il Codice (allora chiamato Hammer) nel 1994 per 30,5 milioni di dollari.

Ma accanto al Codice Leicester - una delle opere più importanti e significative di Leonardo - sono esposti agli Uffizi anche fogli originali scritti sempre da Leonardo e provenienti da altri tre Codici, quello Arundel (conservato alla National Library di Londra), quello sul volo degli uccelli (alla Biblioteca reale di Torino) e quello Atlantico (di proprietà della Biblioteca Ambrosiana di Milano).

Dal Codice Atlantico sono stati trasportati a Firenze grazie allo sponsor Stefano Ricci quattro fogli, tra i più belli del manoscritto che si compone di 1.119. Si tratta di fogli che trattano gli stessi argomenti del Codice Leicester, e che infatti sono stati esposti a fianco delle pagine “cugine”: due sono riferiti ai macchinari per scavare canali, gli altri due alla Luna, considerata da Leonardo “gemella della Terra” e coperta di acqua, in contrasto con la cosmologia tradizionale. Tanto che la luminosità diffusa della Luna non derivava, secondo Leonardo, da luce propria, ma dai raggi del Sole che si riflettevano sulle acque agitate che coprivano gran parte della sua superficie, oltre che dai raggi che si riflettevano sulla Terra e poi venivano di nuovo riflessi, come luce secondaria, sulla Luna.

«Il nostro impegno vuole essere un tributo alla grandezza di Leonardo e si inserisce in un percorso avviato alcuni anni fa per restituire al territorio quanto abbiamo ricevuto in termini di prestigio e reputazione», spiega Filippo Ricci, direttore creativo e figlio del fondatore Stefano. “Con questa nostra partecipazione si arricchisce un ciclo di iniziative che fanno del nostro essere fiorentini motivo di privilegio”.

In occasione della mostra agli Uffizi, Stefano Ricci ha presentato anche all'Antico Setificio Fiorentino, storico laboratorio di produzione di seta e tessuti pregiati in riva all'Arno di proprietà della maison, il restauro di quattro dei dodici manoscritti sulle antiche arti e mestieri, conservati all'Archivio di Stato di Firenze, che sono stati restaurati col contributo del gruppo. Esposto, sempre tra le stoffe dell'Antico Setificio, anche il protocollo del notaio Piero di Guido da Vinci che annota la nascita di Leonardo, avvenuta il 15 aprile 1452 con l'elenco dei testimoni presenti al suo battesimo.

Il nome di Leonardo, del resto, qui aleggia spesso, visto che il Setificio conserva un orditoio settecentesco, ancora funzionante, realizzato proprio su disegno di Leonardo da Vinci.

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