Moda24

Lux Vitis, da Frescobaldi un’inedita interpretazione di Montalcino

  • Abbonati
  • Accedi
vini

Lux Vitis, da Frescobaldi un’inedita interpretazione di Montalcino

«È un progetto che viene da lontano. E come per tutte le cose speciali e desiderate a lungo, bisogna saper aspettare fino a quando si è davvero pronti». Era il 2004 quando Lamberto Frescobaldi decise di piantare in via sperimentale, nel regno del Sangiovese, tre ettari di vigneto a Cabernet Sauvignon, anche grazie alla composizione del suolo, caratterizzata da terreni sabbiosi. Vendemmia dopo vendemmia, la qualità delle uve è cresciuta in maniera esponenziale fino alla raccolta 2015, caratterizzata da condizioni climatiche ottimali e giudicata finalmente meritevole di raccontare una nuova ed entusiasmante storia del territorio ilcinese.

L’etichetta “esplosiva” della bottiglia

Si chiama Lux Vitis la nuova “esplosiva” etichetta – «una sorta di Big-Bang primordiale che rompe il vuoto con la propria energia creativa» – lanciata da Tenuta Luce, la cantina nata agli inizi degli anni Novanta grazie all'incontro tra Vittorio Frescobaldi e Robert Mondavi, che si estende a sud-ovest di Montalcino per 249 ettari, di cui all'incirca 88 vitati. «Ogni vino di Tenuta Luce – spiega il presidente della Marchesi de' Frescobaldi – rappresenta una diversa espressione di un territorio di impareggiabile valore. Lux Vitis è un vino di struttura e lunghezza, dalla grande complessità aromatica, raffinato e suadente». Per ora la produzione non supera le 6mila bottiglie, «ma non è detto che nel corso dei prossimi anni, molto lentamente, non possiamo arrivare anche a 20mila. I grandi Château francesi ci insegnano che si può fare qualità e numeri, se gestiti bene, e noi dobbiamo pensare anche di dare più profondità al progetto».

Il 2018 ha visto anche la realizzazione della nuova cantina, grazie all'acquisizione – per 11,5 milioni di euro – dell'azienda Logonovo, contigua ai vigneti di Luce: un'enclave di 55 ettari, di cui 11 vitati, in cui era già presente una cantina di recente costruzione ideale per continuare a produrre vini di razza grazie anche all'arrivo dell'ottimo Stefano Ruini, nuovo direttore tecnico ed enologo di Tenuta Luce, con oltre vent'anni di esperienza in importanti Châteaux nel Médoc.

La barricaia di Tenuta Luce

All'interno della cantina, ipogea e perfettamente integrata con l'ambiente circostante, oltre agli ambienti di vinificazione e affinamento, c'è una cantina storica dove saranno custodite anche tutte le vendemmie di Luce, il vino icona della tenuta, blend di Sangiovese e Merlot: «Nella galassia Frescobaldi – prosegue il Presidente del gruppo - Luce rappresenta la capacità di un'azienda storica di non aver timore di cambiare pelle, di mettersi in gioco, di riscrivere quello che stava facendo. Se uno non si rinnova sparisce. La nuova cantina è molto importante per l'identità del prodotto. È un progetto a sé stante che produce indipendenza di pensiero e quindi una sana competizione interna, tra i team del gruppo, che io cerco di esaltare. Non dobbiamo inseguire gli altri ma possiamo lavorare tra di noi e con noi». Tenuta Luce oggi supera gli 11 milioni di fatturato e conferma la sua forte vocazione all'export, principalmente negli Stati Uniti, Giappone e Russia.

© Riproduzione riservata