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Un libro di immagini d’autore per raccontare l’arte dell’ospitalità secondo Four Seasons

Negli ultimi anni gli hotel sono diventati tra i registi più importanti delle vacanze di lusso. Sempre più, gli hotel sono ambasciatori della cultura e dell'eccellenza di un luogo, hanno personale preparato a soddisfare ogni tipo di desiderio. E spesso hanno aneddoti divertenti e storie straordinarie da raccontare, compresa la propria.

Questo mese la casa editrice Assouline presenta “Four Seasons: The Art of Hospitality” (120 €), un libro sul gruppo alberghiero fondato nel 1960 da Isadore Sharp che oggi conta 111 hotel, resort e residenze private in 46 Paesi del mondo e 50 progetti in sviluppo. Il libro, un coffee table di 212 pagine illustrato, non vuole celebrare il gruppo e i suoi traguardi, ma raccontare le ragioni del suo successo attraverso gli occhi di chi ci lavora e ha fatto dell'ospitalità una missione di vita.

Il testo vero e proprio è la lunga introduzione di Pilar Guzmán, direttrice di Condé Nast Traveller USA dal 2013. Frequentando per lavoro gli alberghi più belli del mondo, ma sempre per soggiorni piuttosto brevi, Guzmán sa riconoscere già alla reception se l’accoglienza sarà buona: «Bastano pochi minuti per capire se lo staff è felice di lavorare lì», scrive. E conferma quanto sanno già tutti: «Un hotel di lusso non si riconosce dai rubinetti d’oro, la Spa da mille e una notte, il drink di benvenuto, il ristorante stellato o altri frizzi e lazzi. Il vero lusso ha a che fare con le persone che ci lavorano». La soddisfazione di un soggiorno dipende da mille piccoli dettagli di cui un ospite non si accorge neppure, grazie a un numero non precisato di persone che a stento incontra durante il soggiorno.

Ed è perciò che Four Seasons, che nella sua lunga storia vanta innovazioni come l'introduzione del mini bar in camera o il letto personalizzabile, dedica il libro al suo staff, con 115 disegni originali, affiancati dalle citazioni di general manager, chef, sommelier, concierge, giardinieri e altri dipendenti che riescono con poche parole a esprimere e trasmettere l’essenza del gruppo, cosa significa lavorarci e cosa si può sperimentare come ospiti.

Le illustrazioni sono dell’artista spagnolo Ignasi Monreal, autore della campagna PE 2018 di Gucci, e si ispirano agli hotel di Four Seasons e a persone che realmente lavorano per la compagnia, e rappresentano ironicamente i rinomati servizi e il savoir faire che arricchiscono il soggiorno indipendentemente dalla destinazione, che sia a Londra o a Firenze, alle Maldive o in Thailandia o a bordo del jet privato che fa il giro del mondo. Ogni esperienza è diversa, ma ciò che le accomuna è la stessa filosofia di ospitalità, che il gruppo garantisce con la formazione continua, la ricerca e un’Università del lusso interna, che ogni due anni riunisce alcuni personaggi chiave tra i dipendenti per aggiornarli con workshop e lezioni di esperti del turismo internazionale.

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