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mosse vincenti

Passione scacchi: fra logica e creatività, al via oggi il campionato a Londra

La prima volta che si incontrarono era il gennaio 2010, in Olanda. Finì pari, dopo 56 mosse. E così è stato l’ultima volta: in agosto, alla Sinquefield Cup a Saint Louis, negli Stati Uniti, stavolta dopo 41. Ma ora il pari, almeno sulla distanza, non sarà ammesso (tra loro due è il risultato più comune): qualcuno dovrà vincere e la sfida sarà per il più prestigioso – e, alla lunga, ricco – dei premi: il titolo di campione del mondo. “Loro” sono la rockstar degli scacchi, il norvegese Magnus Carlsen (detentore, 28 anni il 30 novembre e spera di farsi un bel regalo proprio per l’occasione) e lo sfidante, l’italo-americano Fabiano Caruana (26 anni lo scorso 30 luglio).

Il match mondiale

Il favorito, per gli scommettitori, è di gran lunga ancora Carlsen, che nei confronti dello sfidante vanta uno score molto incoraggiante (23 vittorie, 11 sconfitte, 22 pareggi), e anche tra gli esperti e gli esteti del gioco Carlsen sembra essere, per ora, più “brillante”. Ma le possibilità a Caruana non mancano. Il Campionato verrà giocato a Londra sulla distanza delle 12 partite, vince chi per primo fa 6,5 punti. Dopo la prima partita di oggi, venerdì 9, e la seconda domani, una giornata di riposo. Si continuerà così con due giorni di partite e uno di riposo fino al 22 novembre. Poi le ultime due partite il 24 e il 26; in caso di 6 a 6, piuttosto improbabile, titolo assegnato con spareggi di “gioco veloce” il 28 novembre. In palio, un minimo garantito di un milione di euro (60% al vincitore e 40% allo sconfitto, con percentuali in aumento a favore dello sconfitto in caso di tie-break) ma che verrà aumentato sia con i nuovi contratti siglati con altri sponsor sia con gli introiti dei biglietti e degli abbonamenti per le pay-per-view digitali. Per chi avrà la fortuna e la possibilità di essere nel teatro londinese i biglietti costano da 45 a 100 sterline, gli abbonamenti online partono da 25 dollari, per la versione basic.

Gli appassionati di scacchi si attrezzano anche in altri modi: a Milano, per esempio, la Società Scacchistica Milanese in collaborazione con gli “Amici degli scacchi” ha organizzato tre giornate di commento delle partite del mondiale (aperte a tutti nel pomeriggio dei giorni 13, 19 e 22 novembre, a partire dalle ore 15.30 e fino alle ore 20), presso la Palazzina Appiani all’Arena, messa a disposizione dell’Assessorato allo Sport del Comune. Il 13, a Londra, saremo già nel bel mezzo del match: verrà giocata la quarta partita: prima della diretta dalla Palazzina Appiani, i Maestri della Scacchistica illustreranno perciò anche le precedenti partite.

Ma, di certo, il fatto che per la prima volta un “italiano” sia pronto alla sfida per il titolo riaccende da noi le luci su uno dei giochi più belli e difficili del mondo, e lo stesso accade di là dall’Oceano. Caruana, infatti, se dovesse vincere, sarebbe il primo americano ad aggiudicarsi il titolo mondiale dal successo emblematico, sotto molti livelli, di Bobby Fischer, uno dei più grandi giocatori di sempre. Simbolo di intelligenza, riflessione e pacatezza, in realtà gli scacchi sono un gioco di grandissima fantasia, di molto studio, di costante allenamento, ma che lasciano ampiamente aperte le porte alla bellezza, al coraggio, alla creatività. È un gioco che richiede tempra, tenuta fisica, abitudine alla pressione, controllo del tempo (le partite sono giocate con il cronometro; non si ha certo un tempo infinito per pensare), molta memoria, capacità di previsione e, al tempo stesso, fatto salvo il talento, che arriva da chissà dove, una buona capacità “artistica”. Per questo, a giocare a scacchi si impara di piccoli e non si diventa campioni se non lo si è fatto. E per questo sono molti i programmi scolastici che incoraggiano l’apprendimento del gioco per i bambini e i ragazzi delle scuole; chi gioca a scacchi, è provato, tende ad avere comportamenti più corretti (impara a stare dentro regole) e risultati scolastici migliori.

La carriera di Caruana

L’italo-americano Caruana, per esempio (nato a Miami il 30 luglio 1992, ma con mamma e nonni e bisnonni italiani ha subito avuto la doppia cittadinanza) ha imparato a giocare a scacchi nel primo anno delle elementari: aveva 5 anni e ha seguito un corso scolastico pomeridiano.Ed è stato a scuola che l’insegnante ha notato che Fabiano era nettamente più bravo dei suoi coetanei e così lo ha segnalato ad un noto “talent scout” degli scacchi, Bruce Pandolfini, il quale, manco a farlo apposta, da giovane aveva avuto per un certo periodo tra i suoi allievi proprio Bobby Fischer. Pandolfini è stato allenatore di Fabiano dal dal 1998 al 2001. A questo punto, la vita di Caruana era già indirizzata a diventare un giocatore professionista: carriera difficile, perché se non si diventa di un certo livello non si vive solo di tornei. A 13 anni Caruana, con la famiglia, si trasferì in Europa, e con i suoi genitori (primi suoi tifosi e manager) andò in Spagna, nazione dove gli scacchi sono considerati un vero sport. Nel 2005 la tappa italiana: esordio ufficiale a Bratto della Presolana, località bergamasca della Val Seriana, dove si gioca una competizione ben nota in tutto il mondo. Fabiano opta per il Campionato nazionale giovanile Under 20, ma i coetanei azzurri si rivelano più difficili da battere del previsto: finirà terzo. La storia si evolve poi, però, in altro modo: il titolo di Grande Maestro, che conquista due settimane prima di compiere i 15 anni e l’exploit, con la scalata ai vertici della graduatoria internazionale a punti che lo ha portato oggi al secondo posto a poche lunghezze da Carlsen. Nel 2016 la scelta di giocare per gli Usa grazie all’offerta del miliardario americano Sinquefield che gli ha garantito 200.000 dollari annui più la casa a Saint Louis (in Italia non si era arrivati oltre i 90.000 euro annui).

La situazione in Italia

Così, in Italia il numero 1 oggi è Daniele Vocaturo (che finì davanti a Caruana quella volta), romano che vive in Spagna, Grande Maestro, ed è rilevante il caso di Francesco Sonis, sardo di Oristano, che lo scorso settembre ha vinto il titolo europeo Under 16 a Riga. Nato nel 2002, liceo classico (media del 9), gioca a basket e suona il pianoforte ed è pronto per giocare il campionato italiano assoluto. Proprio questi casi dicono che l’insegnamento nelle scuole può diventare cruciale: è stato dato l’ok per l’insegnamento degli scacchi anche in orario curriculare, cioè nelle ore a disposizione delle scuole del mattino. Per le scuole è possibile fare bandi per realizzare corsi di scacchi avendo come docenti (retribuiti) persone esterne all’organico insegnanti. Oggi sono oltre 2.000 in Italia le scuole da elementari a superiori che organizzano regolari corsi di scacchi; e ci sono anche i “licei sportivi” che hanno gli scacchi tra le materie. Per tutti si parte con un kit di base: imparare le regole, lezione e studio di uno dei libri che aiutano a giocare. Il migliore è “Imparo gli scacchi” di Adolivio Capece. Ed è un consiglio di lettura per tutte le età.

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