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Storie cucite per il teatro da Antonio Marras regista

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cagliari

Storie cucite per il teatro da Antonio Marras regista

Recupera e assembla, strappa e cuce. Accosta e contamina. Non solo stoffa ma momenti, tranche de vie, azioni che sono sogni, turbe, incubi e ossessioni. Quindi scene che «mettono insieme il comune sentire di generazioni di figli, compagni e amanti». Moda e teatro.

Antonio Marras guarda oltre e, seguendo quel filo con cui cuce storie accostando anche gli opposti, debutta come autore e regista teatrale. Con lo spettacolo (martedì 20 novembre a Cagliari l’anteprima nazionale, cartellone Cedac, produzione di Valeria Orani) “Mio cuore io sto soffrendo. Cosa posso fare per te ?” su titolo mutuato da un verso di una canzone di Rita Pavone. Esperienza che nasce «da un’idea performativa fatta in occasione di una manifestazione in galleria Minini a Brescia».

Sul palco 10 uomini e 10 donne interagiscono con 10 cuori, vestiti di niente o con gli abiti appoggiati, ai quali Marras ha chiesto «non di recitare ma di parlare di cose che ho messo insieme». Un debutto in un mondo poco distante dalla realtà perché «la vita è, alla fine, teatro. Ognuno di noi nelle diverse fasi della sua esistenza deve indossare maschere». Eppoi l’intreccio con la moda, che «è un pretesto per poter dialogare con arte e letteratura».

Marras autore e regista, artista che mette assieme moda e cultura, capace di far finire sulle maglie la frase “odio gli indifferenti” e il volto stilizzato di Antonio Gramsci e più in là quello di Pasolini. Oppure il segno artistico che accompagna le bottiglie di vino e il “vestito” per il dizionario della lingua italiana. Tasselli di un mosaico in cui la contaminazione e una certa rivoluzione hanno preso piede spingendosi da una performance in galleria sino al teatro. «È un tutt’uno, non può esserci una separazione». L’ultima tappa (almeno per il momento) di un viaggio in cui il senso più importante è quello “di andare”.

Un cammino fatto di tappe e frammenti, dove ciò che viene scartato da una parte rivive da un’altra, e in cui la ricerca della perfezione rimanda indietro al detto della madre «non sei mai contento». «Quando faccio una cosa vedo sempre gli aspetti di ciò che non è andato come avrei pensato. Questo fatto mi rimette in gioco e non riesco a godere delle cose che faccio. Un essere ipercritico che applico a tutto». Ora il debutto (nel cast Ferdinando Bruni, Mauro F. Cardinali, Federica Fracassi, Giovanni Franzoni, Francesco Marilungo, Simonetta Gianfelici, Marco Vergani, Con la partecipazione straordinaria di Elena Ledda e Vincenzo Puxeddu) al teatro Massimo di Cagliari dove sarà in scena sino al 25, prima di spostarsi il 27 al teatro civico di Alghero per Festivalguer poi la tournée a Milano, Roma, Bari e New York.

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