Moda24

Lo show di Victoria’s Secret ai minimi storici: ecco i perché…

  • Abbonati
  • Accedi
marchi in evoluzione

Lo show di Victoria’s Secret ai minimi storici: ecco i perché del flop

La formula è la stessa: dal 2001 la sfilata-show viene registrata e trasmessa in differita di circa un mese in tv. Una sorta di tradizione mediatica, che alle tradizionali feste di Natale fa quasi da preludio. Eppure, quest’anno la sfilata di Victoria’s Secret (che si era tenuta sul Pier 94 di New York l’8 novembre ed è stata trasmessa domenica sera) ha registrato la più bassa audience di sempre: solo 3,27 milioni di spettatori, -3,6% rispetto al 2017. Un anno fa erano stati 5 milioni, in ulteriore calo del 32% sul 2016. Un crollo, insomma, come ha registrato Nielsen, secondo cui lo show ha perso più della metà dei suoi fan solo negli ultimi due anni.

E pensare che il cambio di canale, dalla Cbs alla Abc, era stato voluto proprio per rilanciare gli ascolti dello show. Non solo: per accompagnare in passerella gli “Angeli”, cioè le modelle, erano state coinvolte star di sicuro successo come Shawn Mendes e Rita Ora.

Ma proprio poco prima la registrazione della sfilata, Vogue Us aveva pubblicato sul suo sito un’intervista a uno dei manager storici di Vs, Ed Razek. Alla domanda se allo show avrebbero mai partecipato modelle curvy o transgender, presenza piuttosto comune ormai per molti marchi di moda, Razek aveva risposto così: «Non credo che dovremmo, perché lo show è una cosa fantastica» («fantasy», nell’originale, nda).

Il calo dell’audience dello show tv di VS

Per questo, appena letta l’intervista e dopo aver registrato lo show, la cantante Halsey, che vi aveva partecipato, aveva preso le distanze da quelle dichiarazioni con un post su Instagram: «Come membro della comunità LGBTQ+, non posso tollerare la mancanza di inclusività. Soprattutto, quella generata da stereotipi». Con i suoi 24 anni Halsey è emblema di quella generazione Millennial non solo sempre più rilevante nel mondo dei consumi, ma anche molto potente nel generare movimenti di opinione che hanno conseguenze anche sui bilanci delle aziende. I Millennial sono una generazione molto più inclusiva di quelle che l’hanno preceduta e meno propensa all’accettazione passiva di modelli estetici predominanti, precostituiti e in ultima analisi irrealistici.

Molti marchi lo hanno capito ed è anche per questo che sempre più spesso alle sfilate partecipano modelle curvy, come Ashley Graham. E il fenomeno sta travalicando i “confini” del pret-à-porter: quando Rihanna ha presentato la sua nuova collezione di intimo “size-inclusive” Savage x Fenty a New York lo scorso settembre, a indossarla c’era sì la supermodel Bella Hadid, protagonista anche di VS, ma anche donne transgender, di colore, disabili, incinte, queer, di taglia 56 e anche oltre.

La presentazione della collezione Savage X Fenty di Rihanna a New York

Un altro dato: negli Stati Uniti il 67% delle donne veste la taglia 46 (fonte: Plunkett Research). E il 70% di chi segue lo show di VS in tv sono donne. Che evidentemente fanno fatica a riconoscersi in quelle modelle tutte ugualmente perfette.

Anche per questo la crisi dello show è un sintomo di quella che da tempo affligge il marchio stesso, parte della holding L Brands: il gruppo controlla anche i marchi Pink, Bath & Body Works, La Senza e Henri Bende e nel terzo trimestre 2018 ha avuto un aumento delle vendite del 6%, per 2,8 miliardi di dollari; VS, invece, ha registrato numeri sostanzialmente piatti, con perdite per 42,8 milioni di dollari a fronte di 1,5 miliardi di vendite.

Il valore delle azioni di L Brands, gruppo che controlla VS

Nel corso dell’anno sono stati chiusi 20 negozi negli Stati Uniti. E a novembre, proprio dopo l’intervista su Vogue, la ceo Jan Singer si è dimessa dopo appena due anni dalla sua nomina (a partire da gennaio sarà sostituita da John Mehas, oggi presidente di Tory Burch). All’estero, invece, le cose sembrano andare meglio: VS sta proseguendo con i suoi piani di espansione retail, in Italia in collaborazione con Percassi. A Roma l’inaugurazione della prima boutique con tutto l’assortimento VS è prevista per l’8 dicembre nel centro commericale Porta di Roma. Percassi seguirà anche la prima apertura in Francia nel 2019.

Riuscirà VS a evolversi secondo il nuovo Zeitgeist? Intanto, il progetto inclusivo di Rihanna, uno dei primi ad aver colto e interpretato tale spirito dei tempi, continua a crescere: la prima collezione Savage x Fenty, lanciata a maggio, era sold out nel giro di poche ore. E la linea Fenty Beauty, nata a settembre 2017, la prima a offrire ben 40 diverse tonalità di fondotinta, secondo Time avrebbe venduto prodotti per 72 milioni di dollari nel giro di un mese.

© Riproduzione riservata