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Thun continua a crescere con 115mila collezionisti e strategia omnichannel

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Thun continua a crescere con 115mila collezionisti e strategia omnichannel

«Donare gioia a se stessi e agli altri» era il motto di vita della Contessa Lene Thun (nata nel 1926 e scomparsa nel 2004) che, sin da bambina, conquistò i cuori di chi le stava accanto grazie alle dolci figure che amava modellare con l’argilla. Fin da piccola, Lene mostrò notevoli doti artistiche anche grazie all’ambiente familiare in prevalenza femminile e ricco di stimoli intellettuali in cui crebbe. In quel periodo, l’albergo di famiglia era punto di incontro per diverse personalità altoatesine come Luis Trenkel o Josef Kienlechner. Dal canto loro, i genitori e le zie le trasmisero una grande passione per la montagna e per la cultura, aiutandola a sviluppare una la sua personalità. Quella passione per la natura e per i viaggi è la stessa che poi metterà nella creazione delle sue figure ceramiche più importanti.

A partire dagli angeli, che segnano l’inizio della storia di Thun nel 1950 con la nascita del primo Angelo di Bolzano, la figura ceramica che Lene Thun modellò guardando i figli che dormivano. Oggi l’Angelo è riconosciuto come simbolo dell’Alto Adige e della città di Bolzano. Negli anni a venire, l’atelier creativo di Thun ha continuato a creare collezioni che comprendono idee regalo, articoli per la casa, accessori donna e bimbo.

E il 20 ottobre scorso ha celebrato una giornata speciale con l’inaugurazione del quarto Thun Caffè in Italia, a Rovigo; ha inaugurato due store a Varsavia; e con un grande evento alla Reggia di Caserta - che ha riunito più di 5mila ospiti - ha festeggiato i 20 anni del Thun Club che raccoglie 115mila collezionisti appassionati e fedeli al brand.

«Il nostro patrimonio» li definisce Peter Thun, presidente dell’azienda altoatesina che ha chiuso il 2017 a quota 100 milioni di euro con una crescita del 12,5% rispetto al 2016, e ha già registrato un ulteriore aumento del 12% nel corso della prima metà del 2018 che va di pari passo con il +12,7% messo a segno dal giro d’affari dei negozi a gestione diretta e con l’incremento del 10,5% del canale franchising.

«Puntiamo a consolidare questi risultati - aggiunge il presidente - chiudendo il 2018 con un fatturato di oltre 110 milioni, grazie alla nuova collezione Natale che abbiamo presentata in anteprima a oltre 5mila nostri clienti lo scorso ottobre alla Reggia di Caserta e dalla quale ci aspettiamo un contributo fondamentale. Chiudere il 2018 con un aumento del 13% vorrebbe dire per noi confermare il terzo anno di crescita».

Nell’azienda lavorano oltre 750 risorse impiegate nelle sedi di Bolzano, Milano, Mantova e direttamente nei punti vendita. I monomarca in Italia sono 371, destinati ad aumentare nei prossimi mesi, e anche il rapporto con i franchising evoluti è in costante evoluzione e miglioramento. «Il modello è sempre più omnichannel - aggiunge Thun - che sarà supportato dalla digitalizzazione e da nuove tecnologie Crm per la gestione della comunicazione tra sede e punti vendita».

E aggiunge: «Oggi il consumatore si aspetta di ritrovare in ogni canale forte identità di marca e la medesima esperienza di acquisto, coerente con i valori e l’immagine di brand - afferma il presidente -. Trasformazione digitale, ampliamento e miglioramento del servizio nei punti vendita fisici e la formazione del personale sono fondamentali per la nostra azienda, legata a una forte tradizione e a un prodotto tutt’altro che tecnologico».

Anche l’e-commerce si è ormai consolidato: i ricavi dello shop thun.com in Italia sono cresciuto del 43% nel primo semestre «e per fine anno prevediamo di arrivare a un’incidenza del 5% sulle vendite totali - conclude Peter Thun -, oltre che permettere al brand di svilupparsi oltreconfine. La nostra quota export è del 5%. Dobbiamo lavorare per crescere e la rete ci permetterà di avvicinare nuovi consumatori, nella maggior parte dei casi Millennials».

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