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Pitti Uomo, dieci progetti per una moda più green

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sostenibilità

Pitti Uomo, dieci progetti per una moda più green

La sostenibilità è uno dei cardini della strategia delle aziende di moda. Che, specialmente negli ultimi anni, hanno cambiato il loro approccio su più fronti - dalla scelta dei materiali al packaging - per renderlo sempre più responsabile, nei confronti dell’ambiente e delle persone.

Tra gli stand di Pitti Uomo 95 - dove gli espositori toccano quota 1.230 - e gli eventi che animano le vie di Firenze non mancano i progetti di natura sostenibile. In fiera, per esempio, ha debuttato il progetto di sneakers unisex ecofriendly Yatay. Ideato dall’imprenditore Umberto De Marco, il brand realizza sneaker impiegando solo componenti eco friendly e, per ogni paio di scarpe venduto, pianta un albero in una zona ad alto tasso di deforestazione (in partnership con Onetreeplanted).

È italiano anche il marchio Chimborazo che, per la prima volta nella sua storia (breve: è un brand giovane), ha portato alla Fortezza da Basso nove modelli maschili - parka, bomber, coat blazer e gilet - realizzati con tessuti che nascono dalla trasformazione di materie dannose per l’ambiente, prima tra tutti la plastica. L’eliminazione dei rifiuti plastici dal pianeta è uno degli obiettivi di Nous Etudions, etichetta argentina fondata e diretta da Romina Cardillo che ha fatto di sostenibilità e veganesimo i pilastri del suo messaggio. E a Pitti presenta la Capsule 3D, realizzata proprio con fibre tessili di plastica riciclata.

Non sono solo i brand di nuova generazione a occuparsi dell’ambiente, ma anche i marchi established. Come Timberland, che pur avendo da sempre un’attenzione particolare all’ambiente, accelera sul fronte eco con una nuova collezione firmata da Christopher Raeburn, dal 2018 direttore artistico: la capsule rielabora in modo creativo vecchi prodotti del brand acquistati in mercatini e negozi vintage. Il designer, vero e proprio pioniere della moda “remade”, espone a Pitti la collezione autunno-inverno 2018 del suo brand: Raeburn.

Anche Gas, etichetta con una storia trentennale nel mondo del jeans, lancia a Firenze un progetto dal Dna sostenibile: «Gas - Etx denim for humans», pensato per promovuoere una cultura del denim più consapevole. La tela è realizzata con impianti industriali a basso impatto ambientale che limitano le sostanze inquinanti, riducono le emissioni di Co2 e risparmiano acqua nella produzione, mentre la tintura utilizza una nuova sostanza naturale, atossica, biocompatibile e biodegradabile.

Dai jeans alle cravatte: Fiorio ha portato a Pitti i prodotti realizzati da Canepa, azienda serica che da anni è in prima linea sul fronte dell’ecosostenibilità. Il suo più noto successo è legato al brevetto Kitotex- Save the water che impiega il chitosano, una sostanza di origine naturale (deriva dall’esoscheletro dei crostacei) che non inquina e permette di risparmiare acqua ed energia.

Quando si parla di moda invernale e di sostenibilità, non si può non pensare ai capispalla, spesso realizzati in piuma d’oca. Le alternative di alta qualità sono sempre di più . Esemplare ha portato in fiera una collezione che impiega la piuma sintetica Ecodown Fibers 100% riciclata da bottiglie di plastica che, insieme alla lana riciclata e alla pelliccia ecologica, permette di raggiungere alti livelli di termicità.

È cosa ormai nota che la sostenibilità si carattere essenziale di Save the Duck. Fondato da Nicolas Bargi, il marchio ha portato a Pitti un esempio di come la performance, oggi, possa essere slegata dall’impiego di piuma d’oca: una collezione di capispalla ispirata alla tuta che la stessa azienda aveva realizzato per lo scalatore vegano Kuntal Joisher, che pochi mesi fa ha raggiunto la vetta del Lhots, una delle montagne dell’Himalaya, e si appresta a scalare l’Everest.

Ieri sera alla Limonaia di Villa Strozzi, invece, è stata presentata una capsule collection rigorosamente ecosostenibile che Ecoalf (vincitore del Peta Fashion Award 2018) ha realizzato in collaborazione con il designer Tiziano Guardini - vincitore del Green Carpet Fashion Award 2017 dedicato ai giovani talenti - e dalla stylist Ana Gimeno. I prodotti sono realizzati al 100% in Italia, con materiali come il cotone, il nylon e la lana di riciclo.

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