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Il colore perfetto? Arriva da un algoritmo

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Il colore perfetto? Arriva da un algoritmo

Ogni giorno, nelle aziende della filiera della moda, arrivano e partono migliaia di pacchi che contengono pezzetti di tessuto, bottoni, cerniere, ritagli di carta o oggetti di cui si vuol riprodurre il colore. «Riuscite a rifare esattamente questa tonalità?», chiedono stilisti e creativi alle aziende tessili impegnate in infinite “prove colore” che portano via tempo e denaro. A volte trascorrono addirittura due-tre settimane per arrivare a definire la nuance giusta.

Ora arriva in soccorso la tecnologia digitale. Beste, azienda pratese di tessile-abbigliamento della famiglia Santi, ha sviluppato e brevettato un dispositivo hi tech in grado di “catturare” il colore da qualunque superficie – un fiore, un frutto, una rivista, un oggetto – e di inviarlo in tempo reale alla tintoria del gruppo per essere riprodotto su un tessuto per abbigliamento a scelta. Il dispositivo a forma di cilindro, battezzato Bestone e considerato rivoluzionario per il settore, sarà presentato il 6 febbraio alla fiera tessile Milano Unica.

App e “occhio” elettronico
L’invio del colore ai laboratori Beste avviene attraverso una app installata sul telefonino; la garanzia della corrispondenza al 100% tra colore captato e colore riprodotto è assicurata da un algoritmo. «Il dispositivo che cattura il colore “parla” con le macchine della nostra tintoria – spiega Giovanni Santi, titolare di Beste - perché entrambi si basano su una lettura spettrofotometrica. È come il carrozziere che deve rifare lo sportello dello stesso colore dell’auto: non c’è la mediazione umana che può vedere un tono più chiaro o più scuro, c’è un algoritmo che codifica».

Il colore catturato dal dispositivo (dotato di occhio elettronico) potrà essere riprodotto, a scelta, su otto tipi di materiali, dal tessuto di lana a quello di lino, dal cotone alla viscosa alla seta e al nylon. E si potranno tingere anche piccole e piccolissime quantità, a partire da un pezzetto di 3x3 centimetri. Beste garantisce l’invio del colore al cliente entro 48 ore. «L’idea è partita sette anni fa, quando chiesi ai tecnici della nostra tintoria di fare uno spettrofotometro tascabile – racconta Santi – e fui guardato come un matto. Poi la tecnologia si è evoluta e, con la collaborazione della multinazionale Datacolor che già possedeva l’hardware, abbiamo sviluppato l’app gestita da noi, che ha richiesto tre anni di sperimentazione. Ora questo brevetto apre grandi prospettive, anche per la personalizzazione dei capi e non solo nell’abbigliamento».

Un brevetto per l’ambiente
Beste, che presidia tutta la filiera dal filo al capo finito, ha chiuso il 2018 con una crescita del 18% a 29,2 milioni di fatturato. Bestone (costo 600 euro) promette di avere un impatto positivo anche sull’ambiente, eliminando il trasporto di migliaia di pacchi contenenti le “prove colore”, al punto che Santi ha dato incarico a una società specializzata di quantificare il possibile risparmio ambientale.

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