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sostenibilità sociale

Marco Bizzarri, ceo di Gucci: «Ecco perché (anche) il volontariato aiuta a lavorare bene»

«Viviamo un momento magico, da almeno due anni. Un successo di vendite e di immagine che si rinnova stagione dopo stagione e che si traduce in conti estremamente positivi. Un successo che ho quasi paura a godermi: mi rende orgoglioso del lavoro di squadra che abbiamo fatto, a ogni livello, in questa azienda, ma allo stesso tempo mi spaventa».

Con la schiettezza e apparente leggerezza che gli sono proprie, Marco Bizzarri, presidente e amministratore delegato di Gucci, spiega che l’iperattivismo del brand è legato non tanto a un’ansia da prestazione, ma alla consapevolezza che il successo non si spiega, né si mantiene, con il caso o con la fortuna. Non passa giorno senza che da Gucci arrivi notizia di un format innovativo per i negozi o nella comunicazione digitale; che venga annunciata una collaborazione con artisti di ogni campo o un premio al direttore creativo Alessandro Michele o allo stesso Bizzarri. La lista di classifiche in cui Gucci è al primo posto è lunghissima: l’ultima in ordine di tempo è quella di Lyst Index, che individua i marchi e i prodotti di moda più desiderati su scala mondiale. Ieri si è aggiunta la certificazione, per l’Italia e gli Stati Uniti come Great place to work (letteralmente “posto fantastico in cui lavorare”) dell’omonima organizzazione internazionale, Gptw. Anche in questo caso, per Bizzarri è uno stimolo a fare meglio, ancora prima di essere un premio.

«Abbiamo innescato un circolo virtuoso che richiede una grande armonia all’interno dell’azienda. Tutto ciò che è in nostro potere di fare per migliorare la qualità della vita di chi lavora in Gucci è importante quanto l’efficienza dei progetti produttivi, la distribuzione, il retail e la libertà di cui deve godere l’ufficio stile– spiega il ceo di Gucci –. Sono tanti però i fattori esterni, specie per un marchio globale come Gucci, che non possiamo controllare e che potranno sempre presentare criticità o problemi da risolvere. Internamente, cerchiamo di migliorare ogni giorno sul fronte delle pari opportunità, del rispetto delle minoranze, della gestione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata».

Da qui l’annuncio, contestuale alla certificazione Gptw, del programma Gucci Changemakers: ispirato dal modello 1% della califgorniana Salesforce, si prefissa di mettere a disposizione l’1% di tempo lavorativo di tutti gli oltre 17mila dipendenti (2-4 giorni lavorativi retribuiti a seconda del tipo di contratto) per attività di volontariato a favore dell’associazione da loro preferita, purché ricada in una di queste quattro categorie: parità di genere, rifugiati e poveri, educazione, ambiente.

Marco Bizzarri, ceo di Gucci

Espansivo ed entusiasta per natura come ogni emiliano, Bizzarri racconta quasi con pudore quello che è stato fatto negli anni per migliorare la vita dei 17mila lavoratori in Italia e all’estero, un percorso che culmina con Gucci Changemakers. Come se fosse spaventato di sembrare accondiscendente, di bearsi della propria magnanimità. «Sono il primo a sapere quanto sia difficile cambiare un modello organizzativo e introdurre una nuova cultura aziendale o arricchire quella che già c’è. Non sto dicendo che è stato facile ottenere la certificazione Great place to work.

Perché non lo è stato e ci vorrà impegno per mantenerla – conclude l’amministratore delegato di Gucci –. Quello che voglio dire, e ne sono intimamente convinto, è che il successo di un’azienda, di qualunque dimensione o settore, può durare solo se le persone sono contente di iniziare le loro giornate lavorative, da casa o da remoto, grazie alle varie forme di smartworking. Sembra buon senso, ma sappiamo tutti che un conto è la teoria, un altro la pratica».

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci

Gucci Changemankers è stata lanciata il 29 gennaio con un evento interno presso il Gucci Hub a Milano, ospitato da Marco Bizzarri e alla presenza di François-Henri Pinault, presidente e ceo di Kering, il gruppo al quale Gucci appartiene, e di Alessandro Michele, direttore creativo della maison. Durante l'evento i dipendenti (quelli fisicamente presenti a Milano e tutti gli altri, volendo, in diretta streaming) hanno potuto vivere i valori aziendali attraverso presentazioni e conversazioni, confrontandosi direttamente con loro.

Lo stesso evento verrà replicato in tutte le regioni con una formula personalizzata entro i prossimi sei mesi. «Tutti i nostri dipendenti devono avere un ruolo fondamentale nell’accelerare il processo di cambiamento, indispensabile per raggiungere nel più breve tempo possibile gli obiettivi globali di equità sociale e ambientale che ci siamo dati – spiega Bizzarri –. Attraverso Gucci Changemakers vogliamo che i dipendenti possano diventare parte attiva non solo nel business, ma anche nel sociale, nelle loro comunità. Sulla piattaforma dedicata esistono già oltre 250 attività a cui i dipendenti possono iscriversi nelle loro città. Nei prossimi mesi sarà estesa a tutte le regioni fino a raggiungere la totalità dei dipendenti.»

I dettagli dei progetti degli ultimi 12 mesi

La certificazione Gptw e il progetto Changemakers sono le tappe più recenti di un percorso che, guardando “solo” agli ultimi dodici mesi, ha visto il lancio di tante altre iniziative focalizzate sulla cultura aziendale.

- Adozione della piattaforma WORKPLACE by Facebook, che ha sostituto la intranet aziendale. E’ più user friendly, accessibile da ogni dispositivo con account aziendale e permette di organizzare facilmente live streaming, townhall meetings, conversazioni, annunci, ma anche di creare un filo diretto con i dipendenti con commenti e suggerimenti in tempo reale

- Ascolto continuo, con vari team creati ad hoc che comprendono rappresentanti a livello corporate e delle singole regioni. La missione dei team è quella di individuare e guidare opportunità di cambiamento, di ispirare nuove opportunità con la condivisione di idee e progetti e di accelerare il raggiungimento dei risultati

- Ampliamento del catalogo My Learning a disposizione di ciascun collaboratore

- Lancio de L'Ecole de L'Amour, scuola interna di formazione tecnica per artigiani e non, con insegnanti Gucci altamente qualificati

- Lancio di ulteriori centri di eccellenza e formazione raggruppati in una vera e propria entità, Gucci Education, presentata internamente in questi giorni

- Istituzione di una cassa sanitaria per il rimborso delle prestazioni sanitarie pubbliche e private sostenute dal dipendente e dai propri familiari, potenziamento di servizi relativi all'area salute, benessere, cultura tempo libero, nonché lpossibilità di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l'istruzione dei figli e la cura dei familiari non autosufficienti.

- Il pacchetto welfare permette di avere accesso a una vasta gamma di servizi convenzionati e a un wallet (che può variare tra i 300 ai 1.500 euro in funzione della valutazione della performance annuale) da poter usare per varie attività (divertimento, fitness, educazione, viaggi). C’è poi il l rimborso per l'asilo nido, un servizio di maggiordomo locale, voucher e un’iniziativa di car pooling

- In tutto il mondo sono stati creati luoghi di lavoro già diventati casi di studio. Tra questi il Gucci Hub (dal 2016 la nuova sede milanese), Casellina (il quartier generale storico interamente revisionato), ArtLab (il polo innovativo a Scandicci, vicino a Firenze), tutti con servizi vari, ristoranti (catering da 3 stelle Michelin con healthy corner ), bar, spazi per svagarsi e confrontarsi di eccellente qualità e sostenibili. La stessa attenzione viene usata per le sedi corporate a New York, Hong Kong, Shanghai, Taiwan, Singapore, Seoul, Tokyo, Sao Paolo e negli showroom.

I dati economici
Il fatturato dell’intero 2018 del gruppo Kering e dei vari marchi sarà annunciato martedì 12 febbraio da Parigi. Nel terzo trimestre il dato aveva superato i due miliardi. Negli ultimi quattro anni Gucci è stato sicuramente il caso più eclatante di turnaround e di riposizionamento all’interno del settore. Nel 2017 il fatturato era arrivato a 6,2 miliardi di euro (+45% rispetto al 2016) e nel 2018 la crescita è proseguita a ritmi elevatissimi (+44% nei primi sei mesi), a fronte di un settore che secondo le stime crescerà di circa il 6%-8% (Bain Company, giugno 2018).

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