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Specchio delle mie brame: ecco le novità che scolpiscono le immagini

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Rassegne

Specchio delle mie brame: ecco le novità che scolpiscono le immagini

«Ogni specchio ha per me notizie differenti» diceva con delicata ironia Wislawa Szymborska. Secondo uno studio di Esthelogue, condotto con metodologia Woa (Web Opinion Analysis), gli italiani si guardano circa dieci volte al giorno allo specchio e solo il 24% è soddisfatto di quello che vede riflesso. Quasi tutti sono ipercritici, trovano qualcosa che non va nel proprio corpo o nel proprio viso, si concentrano sui difetti. Forse per questo Jean Cocteau annotava che gli specchi dovrebbero riflettere un momento, prima di riflettere le immagini.

Un'ottima battuta, benché di superfici riflettenti siamo ormai circondati. Il design, specie quello più recente, li utilizza per mobili e complementi di arredo che raddoppiano gli spazi della casa. Una delle creazioni più interessanti è il Mudu Mirror, in corian, dello studio lituano Heima, che abbatte l'idea della superficie bidimensionale ed è uno specchio in 3D che riflette a 360 gradi. Quasi una scultura che gioca con le dimensioni della stanza in cui è inserita.

Interessante anche Fluid Mirrors di Jenny Nordberg. Per il progetto “3 to 5 seconds, rapid handmade production” (dai 3 ai 5 secondi, rapidi lavori fatti a mano) l'artista ha studiato i metodi di produzione degli specchi dell'inizio del XIX secolo. Applicando un sottile strato di argento su una superficie di vetro, con gesti rapidi crea una collezione di specchi-pezzi unici quasi pittorici. Li abbiamo visti all'ultima edizione di Design Miami. Con gli specchi si misurano alcuni dei designer e creativi più noti, da Vincenzo De Cotiis a Patricia Urquiola, da Marcel Wanders a Nendo.

L'architettura fa altrettanto, utilizzandoli specie per pareti esterne che, rispecchiando l'ambiente circostante, attenuano l'impatto degli edifici sul territorio. In questi casi si parla proprio di architettura invisibile, con strutture che si mimetizzano completamente con la natura, sparendo alla vista.
Il Tree Hotel, tra gli alberi delle foreste di Harads in Svezia, è così ben integrato nel contesto da sembrare trasparente: esiste, ma quasi non si vede. Stesso discorso per il Sacromonte Hotel di Maldonado. Massimo lusso e comfort, ma impatto zero sul paesaggio.

A firma di MAPA Architects, è un hotel esclusivo nelle sierre e nei vigneti dell'Uruguay con tredici cabine indipendenti - ciascuna dotata di patio e piscina privata - ristorante, e una cantina per degustazioni. L'intera facciata di ogni cabina è rivestita con vetri a specchio unidirezionale. L'effetto mimetico è totale. Il magazine del Sole 24 Ore How to Spend it presenta una rassegna degli oggetti e delle ricerche più interessanti in questo senso. Oggetti da guardare, palazzi da visitare, stanze a cui affacciarsi e magari veder apparire il nostro ritratto riflesso. Giocando con le forme, gli inganni ottici, le superfici multidimensionali.

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