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stile in gravidanza

Meghan Markle star della moda premaman: ecco i numeri di un segmento in crescita

Cosa indossa MeghanMarkle per l'incontro con la Regina, la serata di gala o il viaggio al fianco del marito. E poi quanto spende: 110.700,86 (circa 128mila euro) per i look sfoggiati nei tre giorni di visita ufficiale in Marocco. La dolce attesa dell'ex attrice americana – che il 19 maggio 2018 è diventata duchessa del Sussex sposando il principe Harry – non ha affievolito l'attenzione spasmodica della stampa verso i suoi comportamenti e, soprattutto, le sue scelte in fatto di moda. I riflettori, dunque, sono stati ( e sono: il parto è previsto ad aprile) puntati sulle mise premaman sfoggiate da Meghan Markle: look diversi in termini di brand e costo, che spaziano dall'abito azzurro fiorato di Carolina Herrera sfoggiato per l'incontro con il re Mohamed VI a Rabat all'abito di maglia di H&M Maternity indossato a gennaio durante la visita a Mayhew, uno dei suoi patronati.

Gravidanze reali a parte (anche quelle di Kate Middleton sono state seguite da vicino: del resto ogni royal baby genera un indotto economico di milioni di sterline) il segmento maternity è in pieno sviluppo. E si sta evolvendo. Non è tanto merito delle nascite (che non sono certo in aumento, anzi), quanto del diverso approccio alla gravidanza delle Millennials: future mamme ma soprattutto lavoratrici – in Italia da quest'anno è possibile scegliere di lavorare fino al giorno prima del parto – che vogliono cambiare look spesso, ma soprattutto indossare abiti che siano comodi e, insieme, sappiano esaltare la fisicità più rotonda senza nascondere a tutti i costi il pancione. Anzi. Molte di loro hanno scelto di vivere la propria gravidanza pubblicamente, sui social. Un esempio su tutti: Chiara Ferragni, che pur non avendo mai indossato abiti dichiaratamente maternity, ha condiviso i look (anche un abito di Giambattista Valli che avrebbe dovuto indossare agli Oscar 2018, ai quali però non ha partecipato) indossati in attesa del figlio Leone, nato ad aprile 2018.

Quantificare il mercato è difficile: non ci sono dati ufficiali disponibili, se non quelli di Global Info Research che ha stimato il segmento intimo maternity a 4 miliardi di dollari nel 2017, che dovrebbero salire a 5,59 nel 2023, con un tasso di crescita medio annuo del 5,3 per cento. Ma il fiorire di linee maternity di ogni tipo ( e per tasche diverse), tutte accomunate dalla voglia di stimolare gli acquisti delle future mamme puntando su un mix tra fashion e comfort, rappresenta un'attendibile cartina di tornasole del dinamismo del settore.

L’ultimo a lanciare una serie di look maternity è stato Zara: il marchio del gruppo Inditex - che nel panorama fast fashion brilla, più che per la comodità dei capi, per il carattere stylish della proposta – ha debuttato in questo segmento di mercato a novembre 2018, con una collezione ridotta che punta a vestire chi è in dolce attesa in ogni situazione, dal lavoro quotidiano alle occasioni più fashion. Guardando la collezione, si capisce come i look siano adatti ad essere indossati in gravidanza (abiti ampi in stile hippy, pantaloni larghi) ma non solo.

Tra le linee premaman dei marchi fast fashion ci sono H&M Mama (che oltre a top e abiti propone anche jeans, intimo e costumi da bagno), Mango Maternity, lanciata nel 2016 e in Italia disponibile solo online, Gap (anch’esso disponibile solo online), la linea Maternity del gigante dell’e-shopping britannico Asos. «Adottiamo un approccio inclusivo per aiutare le persone ad apparire, sentirsi e comportarsi al loro meglio con la collezione Asos design - spiegano dall’azienda per raccontare il loro approccio al maternitywear - offrendo grande valore, prodotto di moda in tutte le nostre gamme principali e specifiche. I bestseller di Asos design Maternity di questa stagione rifletteno i trend principali sviluppati, con decorazioni, denim e capi casual che hanno dato buone performance in tutte le categorie di prodotto».

Se la “temporaneità” della gravidanza spinge sempre più spesso le future mamme a scegliere capi di fascia medio-bassa, non mancano i progetti maternity di fascia alta. Durante la fashion week milanese di settembre 2018, per esempio, la top model Bianca Balti ha presentato la sua linea di abbigliamento premaman: il pezzo forte sono gli abitini a forma di A, realizzati con tessuti di rimanenza, con un prezzo finale che oscilla tra i 400 e i 700 euro.

Nello stesso range di prezzi si inserisce la collezione Hera (dal nome della dea greca, che veniva considerata la protettrice del parto) di Mother Rose, marchio britannico fondato da Lauren Manville. Lanciata alla fine del 2018, la collezione parte da un presupposto: «La maternità non implica sacrificare chi sei».

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