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Hermès porta all’Ara Pacis di Roma i suoi artigiani per far scoprire come nasce il lusso

«C'è un ricordo che conservo da molti anni: è quello di un incontro tra due persone che non si erano mai viste né sapevano una dell'esistenza dell'altra. Durante una visita in atelier un'artigiana riconobbe la borsa di una signora come una “sua” creazione. Cominciarono a parlarsi e a scambiarsi aneddoti legati alla borsa e alle loro vite come se fossero amiche da sempre: è l'immagine migliore della forza, del valore e del linguaggio universale che parla l'artigianato».

Il banco dove si eseguono le orlature dei carré

Guillaume de Seynes introduce così l'iniziativa che Hermès ha inaugurato a Roma, all'Ara Pacis: si chiama “Dietro le quinte. Incontro con gli artigiani di Hermès” e resterà aperta fino al 16 marzo, con ingresso libero. De Seynes rappresenta la sesta generazione della maison del lusso: entrato in azienda nel 1997, dal 2011 è direttore generale e si occupa della parte produttiva.

Anche se l'aggettivo, per Hermès, non è forse il più adatto, visto che, come capirà chiunque abbia l'opportunità di visitare i mille metri di allestimento all'Ara Pacis, tutto ruota intorno all'artigianalità e al fatto a mano. «Mio zio, Jean Louis Dumas, ha sempre invitato tutti a toccare un oggetto Hermès, per apprezzarlo davvero – racconta De Seynes –. Di mio nonno invece ricordo una frase che ripeteva sempre e che sottoscrivo in pieno: un oggetto di lusso è tale perché può sempre essere riparato, vista la qualità dei materiali e la maestria con la quale è fatto».

Una visione anacronistica, potrebbe dire qualcuno, nel mondo dell'obsolescenza programmata, come si dice per spiegare la velocità con la quale invecchiano, ad esempio, prodotti tecnologici e macchine di ogni genere, dagli smartphone alle lavatrici, fino alle autovetture, che iniziano a perdere valore, notoriamente, il giorno dopo l'acquisto. Esattamente il contrario di ciò che accade con Hermès: vale per foulard, accessori in pelle, scarpe, abbigliamento, complementi d'arredo e, naturalmente, per le borse.

La decorazione delle porcellane

Un modello di business vincente (il fatturato 2018 è salito del 10% a poco meno di sei miliardi) che è simile a una filosofia e che i discendenti dei fondatori non abbandoneranno mai. Lo dimostra l'impegno per comunicarlo – l'evento di Roma è parte di un festival itinerante dei savoir-faire creato nel 2011 – e lo confermano gli investimenti per preservare e valorizzare i tanti savoir-faire. «Ogni anno assumiamo tra le 400 e le 500 persone e sono dozzine le figure senior dedicate a formarle: perché siano pronti a lavorare su un progetto tutto loro servono fino a 18 mesi. Poi, ovviamente, il processo di apprendimento dura tutta la vita e a un certo punto tutti sono pronti, e desiderosi, di trasmettere know how ad altri», aggiunge De Seynes.

Gli strumenti per realizzare una borsa Hermès

A Roma sarà possibile, grazie a un allestimento modulare, scoprire dieci mestieri, osservando dal vivo gli artigiani Hermès che trasformano la materia in borse, selle, carré, cravatte, gioielli, orologi, guanti, porcellane. «Cerco di essere presente a tutti gli eventi di questo tipo che organizziamo: mi colpisce quanto siano orgogliosi del loro lavoro i nostri artigiani, qualsiasi età abbiano. Ho un sogno – conclude De Seynes –: trasmettere ai giovani che stanno pensando a quale carriera intraprendere il fascino delle professioni artigianali. Spero che Roma serva anche a questo».

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